Nonostante le promesse, la Regione Piemonte non ha ancora deciso di abrogare la norma assurda che pretende tre anni di lavoro consecutivo per permettere agli immigrati di accedere alle liste per l’assegnazione di una casa popolare. Questa norma voluta dal governo Ghigo, unica in Italia, crea due canali di accesso alla casa popolare, uno per gli italiani e uno per gli immigrati, definendo il principio che esistono due possibilità diverse di avere diritti e che i migranti ne devono avere meno!
Ma i problemi non sono finiti. Con il regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini si pretende che, per lavorare in regola, un immigrato debba avere anche una “bella” casa: infatti il migrante, per poter stipulare il contratto di soggiorno, deve presentare un certificato di idoneità dell’alloggio da cui risulta che il numero di persone che abitano nella sua casa rispetta i parametri previsti. La cosa peggiore è che proprio il datore di lavoro dovrebbe, compilando il contratto di soggiorno, sottoscrivere il modulo, dichiarando sotto la propria responsabilità di avere verificato che l’immigrato ha un alloggio idoneo sulla base dei parametri previsti dal certificato. Le prime reazioni si registrano da parte delle agenzie di lavoro interinale che, pur essendo di fatto dei “datori di lavoro”, rifiutano di assumersi questa responsabilità e quindi non assumono chi è privo di certificato. Inoltre il costo della pratica, che deve essere redatta da un tecnico, è intorno agli 80 euro, che vengono pagati dai migranti, non certo dai datori di lavoro!
ACTION TORINO, associazione che si occupa dei problemi legati alla casa per conquistare diritti per tutti, denuncia questa disposizione assurda che consegna al datore di lavoro un ulteriore strumento di ricatto e potere sulla vita dei migranti e denuncia con ancora più forza la presidente Bresso, colpevole di essersi rimangiata la parola e di non aver abrogato la legge regionale razzista per l’accesso alle case popolari, che crea una ulteriore differenziazione tra lavoratori italiani e lavoratori immigrati, tra cittadini che abitano nelle stesse città, ma che non hanno gli stessi diritti.
LA CASA E’ UN DIRITTO, PER TUTTI! Casa, diritti, dignità!