MANIFESTO POLITICO


Problema abitativo, precarietà, tenore di vita insostenibile, tematiche quotidiane eppure spersonalizzate, i singoli individui si scontrano con l'impossibilità di garantirsi diritti fondamentali, di progettare un futuro, di tutelarsi dallo sfruttamento di un lavoro a nero.
Sono innumerevoli i motivi che non consentano ai giovani , per non dire alle famiglie giovani, di sostenere affitto e utenze, che lottano ogni giorno per smorzare la fame fuori da ogni competizione e con problemi primordiali quali: proteggersi dalle intemperie e sfamarsi.
Paradossi globali e locali, il denaro ha diritto di muoversi senza limiti spazio-temporali ma l'uomo no, eppure agli arbori era solo un mezzo dell'uomo stesso.
Il popolo non può essere veramente incisivo, sulle prospettive e possibilità di accrescere il proprio benessere, la dignità personale che esula da ogni status e cultura viene spesso negata. I poveri che raggiungono il nostro paese si uniscono ai poveri locali, interagiscono e si arricchiscono delle proprie differenze, non hanno interessi da tutelare se non esigenze vitali da soddisfare e insieme provano ad urlare più forte per legittimare il loro diritto ad esserci.
Storie di persone, di affetti e speranze che s'incrociano con posti abbandonati all'incuria e al degrado che tornano a rivivere con il lavoro e le speranze dei nuovi abitanti.
Il 14 maggio del 2006 , 300 persone, 65 bambini, si sono riuniti in una battaglia comune a tutela del diritto alla casa, molti dei quali, da tempo in sistemazioni provvisorie o per strada, hanno deciso di ripartire tutti insieme :
Siamo entrati in un ex ospedale dismesso da circa 8 anni, tutto completamente spalancato, comprendente più edifici, fra cui una villa d'interesse storico culturale, oramai pericolante e non occupata. Immerso in un parco di 30 ettari, devastato dalle piante infestanti. Gli edifici non sono pericolanti, i danni maggiori riguardano attualmente le vetrate, di due corridoi, che vanno rimessi. Abbiamo risolto problemi di tubature e ristrutturato gli spazi. Ci sono 80 nuclei familiari e pochi singles, siamo 11 etnie fra cui: romeni, marocchini, italiani, eritrei, senegalesi, cileni, brasiliani, etiopi,...Nella distribuzione delle stanze si è cercato di garantire uno spazio vitale sufficiente a seconda dei nuclei. Ognuno ha sistemato la sua nuova casa, insieme stiamo cercando di continuare il recupero delle zone comuni.
I primi tre mesi abbiamo sofferto la carenza d'acqua, era razionata per 2 volte al giorno.
Ci rifornivamo in giardino, non arrivava ai rubinetti. Sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione idraulica. Le istituzioni competenti se ne sono occupate solo in seguito ai numerosi appelli degli occupanti giunti fino alla Regione Toscana.
Spinti da un'esigenza comune, abbiamo iniziato a lavorare per garantirci un tetto e sotto la continua pressione di uno sgombero una speranza prendeva vita.
Nasce spontaneamente la Comunità Multietnica Luzzi.
L'occupazione ha risposto al problema abitativo di una parte delle numerose persone che affollano gli uffici dell'emergenza del Movimento di lotta per la casa. Gente che vive in questa città da anni, parte della manodopera sfruttata a nero per mansioni quali: collaboratrice domestica, manovale, il bracciante agricolo, ecc.
L'autogestione è organizzata da assemblee settimanali, in cui si cerca di far fronte all'esigenze della comunità, partendo dai singoli. Ogni occupante ha una storia particolare alle spalle, la precarietà colpisce tutti indistintamente, alcuni sono arrivati nel nostro paese per poter accedere a cure mediche specialistiche, altri spinti dalla fame e per sperare in un futuro almeno per i loro figli, altri ancora per scappare alla guerra , ecc. Nonostante presenti sul territorio da molto, non avevano informazioni su numerosi temi fra i quali: sanità, scolarizzazione, lavoro, da ciò è partito un progetto per colmare lacune basilari e garantire diritti e doveri, che prende il nome di “Orientamento Civico”. Focalizza l'attenzione su Sanità, Lavoro, Scuola.
Aspetto Sanitario: sono state effettuate visite pediatriche, allestendo un ambulatorio improvvisato, nell'attesa di terminare l'apposito spazio, quasi pronto. Abbiamo contatti con dottori volontari per controlli periodici. Allestito bacheche multilingue per informazioni sanitarie e strutture competentidi riferimento.
Scuola: abbiamo raccolto i dati di ogni bambino e censita la distribuzione per classi, l'inserimento è avvenuto solo dopo tre settimane nelle scuole elementari del quartiere di Rifredi, raggiungibile con due/ tre bus. Le istituzioni competenti non hanno agevolato il percorso d'inserimento, le riunioni per discutere il tema della scolarizzazione dei bambini del Luzzi si erano protratte oltre l'inizio scolastico. Raggiungere la scuola è un'impresa, le famiglie sono numerose e giovani, una madre che deve accompagnarne uno ne ha almeno un altro paio d'accudire.
Lo scuolabus è la soluzione ottimale, abbiamo provato di tutto, dalle istituzioni, che non riconoscendoci la residenza non ci devono il servizio, alle associazioni di volontariato. Non ottenendo risposta si è iniziato ad organizzare eventi con lo scopo di accumulare fondi e finanziarne l'acquisto e temporaneamente il servizio . Per ora siamo riusciti solo a coprire le spese che le poche macchine a disposizione sostengono per accompagnare ogni mattina i bambini a scuola, facendo più viaggi, per 20 bambini...
Lavoro, stiamo cercando di tutelarne i diritti con consulti legali, consultare bandi e corsi per inserirli, eseguiti gruppi lavori stagionali. All'interno del Luzzi sono attivi due gruppi lavoro: ristrutturazione e pulizia. Non remunerati.
Si spera di ottimizzare le potenzialità presenti, individuando capacità e attitudini per facilitarne i curriculum e creare gruppi attivi interni che consentano anche alle donne di essere operose rimanendo a casa, come l'autoproduzione di saponi biologici o la sartoria.Ci organizziamo in gruppi di lavoro, per pulizie, ristrutturazione, gestione spazi, orientamento civico.
Nasceranno due laboratori: riciclo e pittura.

GLI SPAZI IN COMUNE:
CINEMA: Ristrutturato un cinema esistente, dove un bar è attivo il fine settimana come posto d'incontro. La programmazione non è ancora partita, gli eventi finora sono stati solo 6 in 8 mesi, abbiamo concentrato le nostre energie per risolvere priorità vitali, i problemi quotidiani lasciano poco tempo alla spensieratezza ma sappiamo come la socializzazione e l'interazione culturale sia agevolata in certi contesti da incentivare. Si cerca di autofinanziare con quest'attività i lavori da fare, il trasporto dei bambini rimane il problema principale. Il cinema vuole essere un punto d'incontro per tutti, il Luzzi apre i suoi spazi i giardini circostanzi e tutte le attività che prenderanno forma a chiunque abbia voglia di condividerle.
Le iniziative cercano di soddisfare più categorie di gusti ed età. Dalle cene socio- culturali, con piatti tipici ed etnici, alle serate musicali con proiezioni, per la sera. Domenica pomeriggio il Luzzi è per le famiglie ed i bambini. Dalla proiezioni di film per famiglia agli spettacoli per bambini, con merenda.
LUDOTECA: All'interno del Luzzi è stato ristrutturato un grande e luminoso spazio per i bambini. Il progetto “curiosità sul mondo”intende apportare quotidianamente nella vita dei bambini forme educative sociali e civiche , che li accompagnino a partire dall'esperienza scolastica nell'interazione con il loro attuale paese. Le giornate sono articolate in diverse attività pomeridiane dai giochi, balli/musica, proiezioni, disegno incentrate su curiosità circa : ambiente, natura, uomo e popoli.
Per i bambini in età pre-scolare servirebbe aprirla anche di mattina , ma mancano volontari per ora siamo in grado di coprire solo poche ore giornaliere. La ludoteca cerca di soddisfare le curiosità dei bambini e di incuriosirli ulteriormente con giochi che mirano a stimolarne la creatività e metterli in contatto con i diversi modi per esprimerla. Giocolieri e burattinai animano qualche volta la ludoteca.
Chiesa rumena fra i nostri occupanti ci sono numerosi rumeni protestanti, fra cui il loro pastore spirituale, Gicu. Questo gruppo di religiosi svolgono le funzioni cerimoniali nella vecchia chiesa dell'ospedale, che stanno ristrutturando. Il clima di solidarietà abbraccia tutta la comunità come un unica grande famiglia.
Si sta lavorando su una stanza destinata ai corsi di lingua italiana, per ogni età. Non abbiamo trovato ancora professori volontari né per adulti né per bambini, sostegno scolastico.
Altri progetti stanno emergendo e altri ancora spero giungano dall'esterno. Lo scopo è rendere la vita più dignitosa anche a chi non ha, verso un'interazione specchio delle nuove città globali.
Il problema immigrazione c'è da tempo, oggi è attuale per l'ingresso in Europa di due paesi poveri, ma gli immigrati nelle nostre città muovono già parte dell'unica economia a cui gli è consentito accedere. Noi siamo qui, reali , con i nostri disagi economici e con umiltà stiamo provando a raggiungere almeno una delle stabilità fondamentali “la casa”.
E' interessante vedere i disegni dei nostri bambini, appesi in ludoteca, in una varietà di forme e colori l'elemento principale è la casa...ora l'hanno ma vivono costantemente nel timore di perderla.
Bambini, svegli e responsabili nello stesso tempo capricciosi e spaventati, si rispecchiano in una società in cui per essere accettati a scuola si è dovuto manifestare per diverso tempo, per il trasporto scolastico ne subiscono ancora il rifiuto. Identità negate, non riconosciute. Al Luzzi si cerca di ovattare i pregiudizi impliciti sul loro modo di vestire, parlare, fare, si valorizzano le loro origini e si evidenzia l'importanza dei doveri nel rispetto dei poveri locali e una tutela dei diritti .
La presenza di volontari esterni è essenziale, bisogna sostenere l'interazione nel nostro paese ed essere i mediatori della nostra cultura in ogni settore dalla scuola alla sanità. Abbiamo allestito una stanza studio nella speranza di attivare corsi di lingua e per il sostegno scolastico. L'ambulatorio per le visite mediche, ma non siamo insegnanti né dottori da qui l'appello a chiunque voglia far del volontariato in casa propria e per i suoi vicini. Chiunque può apportare il proprio contributo venendoci a conoscere e per vivere con noi un Luzzi rinato.
Per la nostra casa si teme una Speculazione.

Quando siamo arrivati eravamo solo "senza casa" di differenti origini, oggi siamo una Comunità Multietnica che ha trovato un posto dal quale ripartire, delle prospettive tangibili partendo dalla “filosofia dell'essenziale, il riciclo e il riutilizzo”.
Il problema e che le nostre esigenze primarie si scontrano con interessi economici, tutto il Luzzi è all'asta per 17,000,000,00, non ci sono tuttora acquirenti e l'ultima asta è andata deserta.
Si teme una Speculazione edilizia,in cui l'interesse storico-culturale, l'importanza ambientale, il vincolo di cessione sulla proprietà, passano in secondo piano.
Progetti paralleli per esigenze comuni col vicinato, lotta alla speculazione, rimessa in discussione dell'utilizzo del Luzzi, che risolve un reale problema abitativo, dove una comunità autogestita prova a trovare la propria dimensione nel rispetto dell'ambiente.
Invito aperto al vicinato: venite trovarci a conoscere la nostra realtà pacifica e spontanea, uniamoci in battaglie comuni, condividiamo ad es. il problema delle scuole lontane, autobus che saltano le corse, ecc e sosteniamo il recupero del Banti a struttura polifunzionale pubblica.
Veniamo accusati per aver occupato un posto pochi sanno che ci siamo recati più volte a presentare la nostra situazione a chi di competenza, siamo privi di residenza, avete idea di quanto questo comporti?
Vogliamo assolvere i nostri doveri e non ce lo consentono per non garantirci i diritti corrispondenti. Fra i motivi del rifiuto sono citati: pericolosità degli edifici, negata dalle loro stesse stime di vendita in cui risulta chiaramente come solo i tetti avessero bisogno di essere puliti, ed abbiamo già provveduto. Ci si sente dire che una simile sistemazione non è dignitosa e non si chiedono qual'è l'alternativa, si viene da fuori, dai campi, dai ponti, dal subaffitto, ecc. Prima non si stava meglio di sicuro. Solleviamo problemi comuni e che coinvolgono un numero notevole di famiglie povere.
Non si può ignorare la nostra voce, non si può spegnere la nostra speranza di trovare sostegno per difendere questa casa che faticosamente con i pochi mezzi che abbiamo stiamo cercando di tirar su. Oggi non siamo più senza casa, siamo abitanti del luzzi e questa prima forma d'identificazione ci consente di recuperare una sorta di dignità che ci è quotidianamente negata, in quanto poveri e spesso emarginati da un sistema pronto a sfruttarci come forza lavoro ma senza garanzie.
Il Luzzi è questo è qualcosa in più che potreste conoscere avvicinandovi ad una realtà semplice ed umile, dove solidarietà e condivisione sono tangibili e non falso buonismo.