IL
RESOCONTO DELLA NOSTRA ESPERIENZA AL G8 DI EVIAN
collettivo monzese, giugno 2003
Nessun problema alla
frontiera del Sempione, controllo documenti e via. Con la tenda abbiamo
trovato posto a sud di Ginevra, a venti minuti di bici dal centro,
presso il villaggio ZAAG: questo spazio adibito a campeggio non è
mai stato interessato dalle perquisizioni della polizia, diversamente da
quanto è successo a Losanna ed Annemasse.
Nel pomeriggio del 30 abbiamo partecipato alla critical mass, che ha
attraversato senza problemi molte delle strade principali di Ginevra:
pensiamo che fossero presenti circa 250 persone. Assenti invece
poliziotti o vigili, non sappiamo se il percorso fosse stato concordato,
ma a giudicare dal traffico i cui ci siamo tuffati pensiamo proprio di
no (http://www.italy.indymedia.org/news/2003/05/297518.php).
Il 31 un lungo giro per la città per conoscere esattamente tutti
i luoghi del controvertice: abbiamo visitato le due università in
cui si tenevano le conferenze tipo Firenze (Uni Mail e Uni Bastions)
(http://www.italy.indymedia.org/news/2003/05/297861.php) su tematiche
diverse (ad esempio l'annullamento del debito dei paesi in via di
sviluppo), la Maisons des Associations (strada occupata dai banchetti di
diverse realtà, come Global Radio, Global Resistance, etc...,
impegnate nella presentazione dei propri progetti) ed infine siamo stati
a lungo all'interno dell' Usine, il centro sociale. Qui c'era il media
center, chiuso in quel giorno al pubblico, perchè nello stabile
(molto grande e con spazi diversi) si svolgeva un concerto. Il posto ci
ha fatto una grande bella impressione per l'organizzazione degli spazi e
per la grande quantità di materiale informativo a disposizione
dei manifestanti, un ottimo punto di riferimento.
La sera non siamo tornati in città, ma siamo andati ad Annemasse
per il concerto di Manu Chao, quindi nulla sappiamo dei primi problemi
avvenuti tra forze dell'ordine e manifestanti e non possiamo esprimerci
su quanto scrivono su Indy
(http://www.italy.indymedia.org/news/2003/05/298044.php).
La mattina della domenica il corteo è partito dal ponte di
Mont-Blanc e si è avviato senza la scorta di nessun poliziotto
lungo il percorso: il servizo d'ordine era affidato ai responsabili del
Social Forum, quindi nessuno scontro, ma solo qualche azione dei
cosiddetti black block, di lingua francese e tedesca (presumibilmente
svizzeri) ed in gran parte molto giovani (sotto i venti anni)
(http://germany.indymedia.org/2003/06/53096.shtml). Non siamo in grado
di dare una stima delle persone presenti al corteo,
sicuramente le adesioni non sono scese sotto le previsioni del Social
Forum. Nessun problema neanche nel momento in cui il corteo partito da
Ginevra si è unito ai manifestanti provenienti da Annemasse,
cittadina francese che ospitava due villaggi antagonisti, che nei giorni
precedenti avevano realizzato numerosi cicli di conferenze autogestiti.
Arrivati alla frontiera la manifestazione si può considerare
conclusa, noi ci dirigiamo verso Ginevra quando già in molti
hanno intrapreso la strada del ritorno.
Arriviamo verso le 16 nei pressi del Museo di Storia Naturale, dove
sono presenti ingenti cordoni di polizia: subito appare chiaro che
lì è successo qualcosa, restano segni di scontri e
barricate, ma non sappiamo nulla delle dinamiche. Indy parla di
atteggiamenti provocatori da parte delle forze dell'ordine
(http://www.italy.indymedia.org/news/2003/06/298405.php), impossibile
per noi giudicare, quando siamo arrivati era tutto relativamente
tranquillo (http://www.italy.indymedia.org/news/2003/06/298925.php). (su
questa pagina le foto di quanto è invece successo:
http://switzerland.indymedia.org/itmix/2003/06/10199.shtml, forse in
seguito all'arresto di alcuni giovani ritenuti responsabili dei danni
durante il corteo). Proseguiamo verso il centro sociale superando una
perquisizione e possiamo apprendere al media center (ora aperto al
pubblico e da cui vi abbiamo mandato la mail) che nelle vie centrali
della città si stanno sviluppando tafferugli e quindi ci
dirigiamo verso i luoghi interessati, rinunciando alla cena presso
l'Usine, scelta che si rivelerà provvidenziale. Situazione
paradossale: un centinaio di persone fermo a una ventina di metri da un
piccolo cordone di polizia: qualcuno lancia oggetti su poliziotti e
vetrine, ma nessun intervento delle forze dell'ordine. La situazione si
protrae per un'ora, alla fine i poliziotti abbandonano la strada. Resta
però la concentrazione di manifestanti, ma molto alta è
anche la presenza di gente comune ferma a guardare, per lo più
divertita: da una via trasversale giunge all'improvviso una leggera
carica di poliziotti con lacrimogeni e i manifestanti si disperdono
senza alcun contuso: sono ormai le 19 e torniamo al campeggio. Siamo di
nuovo in centro verso le 22 e notiamo che sono presenti a presidiare la
città molti poliziotti tedeschi con mezzi pesanti (cannoni ad
acqua di dimensioni impressionanti): nessun segno di tensione
finchè non arriviamo all'Usine. Tavoli ribaltati, porta serrata,
aria pesante: apprendiamo da attivisti italiani quanto accaduto all'ora
di cena. La polizia, dopo aver accerchiato lo stabile in Place des
Volontaires, è violentemente intervenuta all'interno del centro
sociale alla ricerca di qualcuno, molti ragazzi hanno provato a
resistere, ma alla fine i poliziotti sono entrati nel media center
(poliziotti in "borghese", travestiti da black block)
(http://italy.indymedia.org/news/2003/06/298896.php ;
http://germany.indymedia.org/2003/06/53324.shtml ). Ci raccontano di
danneggiamenti alle apparecchiature informatiche. Sono accorsi sul luogo
numerosi legali del Social Forum, tra cui riconosciamo anche Heidi
Giuliani, impegnati a raccogliere le testimonianze dei presenti. Questo
agguato risulta ancor più ingiustificato se messo in relazione
con quanto in quei momenti cominciava ad accadere lì vicino,
più verso il centro di Ginevra e che si sarebbe prolungato per
tutta la notte: del tutto condivisibile l'analisi di questa pagina di
Indy, http://www.italy.indymedia.org/news/2003/06/298968.php . Alcuni
ragazzi "giocavano" con i poliziotti fermi a guardare nei pressi di
Place Bel-Air: con il tempo il gruppo si è fatto sempre
più nutrito, comprendendo in maggioranza giovani che passavano
per caso e spettatori divertiti da quanto accadeva. Al nostro arrivo
nelle ricche vie centrali di Ginevra (ore 23, lasciato l'Usine dove non
si poteva entrare), la massa era ormai composta da più di
duecento persone. La polizia osservava da distanza le devastazioni e
rispondeva con qualche botto assordante: nessuna carica, nessun ferito,
nessun arresto. Bastava solo che le forze dell'ordine abbandonassero la
zona degli scontri che la situazione si calmava. Per due ore quindi non
si può parlare di scontri, i "casseurs" continuavano ad agire
indisturbati in un unico grande gruppo, cambiando obiettivo a seconda
degli spostamenti della polizia: obiettivi non sensibili, ogni vetrina
non coperta era buona per essere sfasciata, dal panettiere al grande
negozio di marche famose. Uno spettacolo allucinante, nella via
più prestigiosa, Rue de la Croix d'Or. La situazione è
degenerata verso l'una di notte quando un "passage" è stato
letteralmente devastato e saccheggiato, dopo che la polizia aveva
abbandonato questi luoghi. Eravamo increduli davanti allo spettacolo:
per un quarto d'ora una delle vie più chic di Ginevra è
stata lasciata libera e questo ha esaltato il gruppo di vandali. Dopo un
pò la situazione è cambiata, quando per la via hanno
cominciato a sfrecciare le camionette e le volanti, una prima carica ha
allontanato tutti, noi compresi, dal "passage" in questione. Ci
ritroviamo quindi lontani dalla zona più calda e si può
comunque capire che la polizia spara botti e lacrimogeni: quando
proviamo ad avvicinarci una volante ci taglia la strada, scendono in due
e altri arrivano su uno scooter in borghese, bloccano a terra un ragazzo
che correva. Manette e via sulla volante, mentre ad una decina di metri
osserviamo la scena, attenti a verificare le "modalità"
dell'operazione, in questo caso non troppo violenta. La volante corre
via e noi proseguiamo verso il centro da cui vediamo avanzare lentamente
uno sparuto gruppo di poliziotti: arrivano a trenta metri da noi ed
altri curiosi, siamo fermi e guardiamo, loro si fermano, attendono ed
alla fine sparano botti che ci fanno allontanare. E' chiaro che vogliono
tenere tutti fuori dal centro: le vie che portano al cuore della
città sono piene di fumo di lacrimogeni. Ce ne andiamo
definitivamente verso le 2.30, mentre altrove ancora ci sono ancora
disordini (vediamo muoversi anche i pompieri).
La mattina del 2 giugno torniamo sui luoghi degli scontri dove fervono
i lavori degli operai: nella zona di rue de la Croix d' Or quasi ogni
vetrina che non fosse stata preventivamente protetta con legno viene
rimossa perché danneggiata, le vie che costeggiano il fiume
presentano numerosi buchi dovuti alla rimozione di sanpietrini, i
giornali accusano sia casseurs che poliziotti (giudicati troppo
permissivi). All'Usine l'atmosfera è ancora tesa, non tutti
possono entrare. Apprendiamo da alcuni comunicati scritti sui pannelli
protettivi delle vetrine che i commercianti hanno indetto per la sera
del 2 una sorta di manifestazione di protesta per quanto è
accaduto: invitano tutti a riappropriarsi della strada per evitare che
di nuovo tornino in azione i casseurs. Da quanto possiamo capire, sembra
che stampa e ginevrini si siano espressi sui fatti della notte senza
screditare in toto il movimento "altermondialiste", ma distinguendo bene
i casseurs da tutto il resto del popolo dei manifestanti.
Tornati in Italia abbiamo appreso che televisioni e stampa avevano
attuato una sorta di censura su quanto avveniva ad Evian e dintorni,
mantenendo un atteggiamento opposto a quanto avvenuto in occasione del
G8 tenutosi a Genova nel 2001: soltanto qualche riferimento alle
discussioni dei grandi e qualche immagine degli scontri, pane per i
denti di chi vive di facile pregiudizi.
Per questo abbiamo preparato questa breve relazione: per fare
informazione dal basso, per parlare dell'esistenza di un controvertice,
per ricordare che a Ginevra realtà di tutta Europa, dell'Africa e
dell'America Latina hanno manifestato unite urlando
l'illegittimità di questo G8. Vi abbiamo segnalato le pagine di
Indymedia di cui possiamo confermare il contenuto. Potrete trovare su
questo sito di informazione indipendente tutto quanto riguarda questo
G8, tutto quello che noi non abbiamo vissuto in prima persona: oltre a
Ginevra, anche a Losanna moltissimi attivisti si sono impegnati in
azioni di boicottaggio e disobbedienza contro lo svolgimento dl vertice,
subendo una violenta repressione.
Di questo G8 si è davvero parlato troppo poco, ma la strategia
del silenzio è in mano ai potenti e serve dunque contrastarla.
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