ࡱ> 8:7`jbjb0*ddTTTTTTT $:<<<<<<,R2hTh.TT}...TT:.hD,TTTT:..TT. B.. 0.5.5..T  Bologna Dicembre 2005 Dichiariamo con il presente documento la ferma intenzione di rispondere alle recenti intimazioni di sfratto e sgombero della Giunta Comunale. In questa citt dove le problematiche sociali sono trattate con i soli mezzi repressivi quali ruspe, deportazioni, manganelli, tribunali, diffamazioni a mezzo stampa e centri di detenzione, il carovita soffoca la popolazione. ( Non questione di distinguere tra migranti e bolognesi; studenti e residenti; anziani e giovani) Il problema comune, i prezzi che spiccano dalle vetrine dei negozi come dal banco del discount, dagli annunci immobiliari come dalle casse dei cinema non sono alla portata della maggior parte di coloro che vivono sul territorio bolognese. I privilegi di quei pochi che speculano, d?altra parte, aumentano senza freni e costituiscono sempre pi lobby di monopolisti. Il caro affitti rappresenta il pi grosso scoglio tra il diritto ad una vita dignitosa e le persone, eppure dalla met degli anni ottanta che non vengono effettuati seri interventi istituzionali in materia. Per questo rivendichiamo il diritto ad una forma di riappropriazione di reddito dal basso, per questo uniamo la nostra voce a quella inascoltata di chi si trova in condizioni di dover pensare ogni giorno allo sfratto che gli pende sulla testa. E? impossibile immaginare un futuro senza una casa dignitosa. Esistono mille e ottocento famiglie sotto sfratto a Bologna di cui mille e cinquecento per morosit, trecento per finita locazione. Nella stessa situazione versano gli occupanti : migranti, studenti e precari con vari statuti familiari ; persone che hanno voluto, senza avanguardismi dare una soluzione al proprio disagio rendendo in questo modo strumento di una lotta che vogliono sia il pi collettiva possibile: l?occupazione della propria casa. Il metodo dell?autorganizzazione della lotta ha fatto s che gi un anno fa lo sfratto di una famiglia con tre bambini sia stato raccolto come un problema di tutti gli occupanti e delle persone sensibili al problema. Questa battaglia stata vinta e ancora i tre bambini hanno un tetto sotto cui dormire, i presidi antisfratto si sono moltiplicati, ma la nostra finalit non quella di arginare tout ? court le situazioni di sfratto o sgombero: quello che cerchiamo una legittimazione che riconosca il diritto all?abitare dignitosamente anche per quelle fasce di popolazione che non sono garantite. Soggetti sociali, nuovi ormai solo per la questione dei diritti come il precariato metropolitano, costituiscono il nerbo della forza produttiva delle citt che come questa sono fondate sul terziario. Inoltre se da un lato la regolazione dei meccanismi per ottenere la nazionalit italiana un vero e proprio giogo, dall'altro le politiche che eviterebbero situazioni di schiavismo e di caporalato, latitano anche per quanto riguarda l'ambito abitativo. Aggiungiamo un riferimento a chi costruisce il sapere della dotta Bologna: migliaia di studenti che spesso non hanno famiglie facoltose alle spalle, eppure non vedono applicate nemmeno le leggi gi esistenti in norma di diritto alla casa. E? per questo che la nostra lotta ha sviluppato anche una piattaforma di richieste politiche che riguardano la revisione dei criteri di accesso alle graduatorie erp: le soggettivit sopra citate costruiscono la ricchezza di questa citt e dunque vanno prese in considerazione! Dati pi volte ventilati anche da organi ufficiali affermano che esistono migliaia di case sfitte a Bologna. La nostra proposta quella di restituirle al loro uso. La pratica dell?autoristrutturazione una delle possibili soluzioni al problema: il Comune potrebbe sgravarsi degli onerosi costi delle ristrutturazioni concedendo contratti di locazione a chi si propone di mettere a norma gli appartamenti abbandonati. Ribadiamo anche in questa sede che siamo sempre stati disposti ad abbandonare appartamenti assegnati qualora ci sia garantita una legittima soluzione abitativa. A fronte di centinaia di appartamenti liberi del patrimonio erp il comune decide di sgombrare proprio le 45 case autoassegnate dai collettivi per i quali dice di aver stanziato oltre 500 mila euro per eventuali ristrutturazioni, soldi che potrebbero destinati alla ristrutturazione di quegli immobili ancora abbandonati senza buttare in strada decine di giovani studenti, lavoratori precari, famiglie e migranti. Non accettiamo che il comune ancora una volta decida di affrontare con la repressione indiscriminata un problema sociale. Chiediamo un tavolo di trattative che affronti seriamente il problema e ascolti le proposte di tutti gli attori coinvolti, che discuta la depenalizzazione su modello europeo delle pratiche di autoassegnazione e autorecupero quale risposta alternativa al problema abitativo. Un tavolo di trattativa che non passi dalla minaccia dello sgombero, sotto la solita falsa bandiera della legalit, ma da una seria risposta ad un bisogno primario di tutti, non solo di chi pu economicamente permetterselo. La repressione non ci fermer e non risolver il nostro bisogno di avere un tetto n il disagio sociale che quotidianamente affrontiamo. Dunque dichiariamo che la strada tra le nostre case e chi vuole aumentare il numero dei senza tetto a Bologna non sar mai sgombra. (Ci pu essere una sola risposta alle minacce di sgombero e di sfratto: resistenza. Se le case occupate non hanno mai dato problemi di rumore e disagio a nessuno, il loro tentativo di sgombero sar invece un problema di ordine pubblico.) M.a.o. Habit_azione Passepartout 8*h$h,lh$CJOJQJaJ%h,lh$B* CJOJQJaJph_`%hxkh$B* CJOJQJaJph_` E/xB R 1 z C R 1$7$8$H$gd$  f ,uBIX/t?O 1$7$8$H$gd$ d)r4)*N 1$7$8$H$gd$ 1$7$8$H$gd$.:p$|. A!n"n#$n% >@> NormaleCJaJmHsHtHVA@V Carattere predefinito paragrafoXiX Tabella normale4 l4a 4k4 Nessun elenco* + + + +? CE/xBR1zC Rf,uB  I  X / t ? O d)r4)*N0p000000p ʀ0p 0p 0p 0p 00000000p 00000000000p 000000000000000000000000p ʀ0p 0p 00000000p ʀ0p ʀ0p 0p0p 0p 0p 0p 0p0p 0p 0p 0p 0p 0p 0p 0p ʀ00p0000p ʀ0p@ʀ0E/xBR1zC Rf,uB  I  X / t ? d)rNд@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@д@J@ kr   fv/34E' *   n~?DEO/;xzBE _nwyz&')4CI RYbefh(+,3u B G     X c / 3 : ; = @ t  T g  %di)1rubh*0LMNU@pbLbP @UnknownGTimes New Roman5Symbol3 Arial7Courier 1vx M#4_"DDBologna Dicembre 2005 Dichiariamo con il presente documento la ferma0Utente della copia di valutazione di Office 2004....... ........ 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