Ci sono associazioni, aziende che inconsapevolmente o no, pubblicizzano e invogliano, riservandoli ai propri clienti/associati, sconti per entrare nel più grande zoo-safari d'italia, quello di Fasano.
L'alfa 3000 che ne è proprietaria molto consapevolmente da decenni sottopone a infinite sofferenze animali, rinchiusi per clienti paganti che accettano, senza chiedersene neanche il perché, la privazione della libertà per centinaia di esseri viventi.
Basterebbe pensarsi costretti in una vita non voluta né tanto meno cercata, confinata in un recinto.
Lunedì 25 maggio abbiamo spedito delle lettere che chiedono ad enti e associazioni di non promuovere più convenzioni per i loro soci verso lo zoo-safari di Fasano, spiegandogli che il loro supporto a strutture simili denota scarsa sensibilità e mancanza di rispetto verso gli animali non umani.
Sicuramente anche a Ravenna faremo in modo che l'Alfa 3000 venga isolata e smascherata per quello che realmente è.
Qui di seguito la lista dei contattati e la lettera spedita.
Se esistono altri supporters degli zoo che abbiamo omesso contattateci.
MondoParchi - Milano
Viviparchi S.r.l. - Brescia
Conto 44 gatti - Bologna
Confederazione Italiana Campeggiatori - Calenzano (FI)
Vacanze in Puglia - Brindisi
Infoclip s.r.l. - Milano
CTG - Centro Turistico Giovanile - Roma
Assocral italia - Firenze
Associazione Assointesa - San Giovanni Lupatoto (VR)
Associazione La Fenice - Amandola (AP)
Campeggio Club Fidenza - Fidenza (Parma)
ENDAS Ravenna - Ravenna
Entes - Roma
Circolo Anspi Padre Alberto Mileno - Pescara
Associazione camperisti Sole Amico - Masculucia (CT)
Alla Cortese attenzione del Dirigente,
premesso che da due anni la campagna Gli zoo bastardi sta cercando di impedire la costruzione di uno zoo a Ravenna, struttura che dovrebbe essere realizzata dalla società Alfa 3000 proprietaria dello zoo safari di Fasano, Vi chiediamo, in relazione alle convenzioni da Voi stipulate con lo Zoo Safari di Fasano in Puglia, di disdire tali accordi. Per il bene di tutti gli animali imprigionati in tale struttura e per gli animali che speriamo non finiscano a Ravenna. Crediamo fortemente che questa società non debba venire aiutata in alcun modo nel perseverare la sua politica di sfruttamento nei confronti di esseri senzienti per perpetuare un business che considera queste vite oggetti da esibire ad un pubblico pagante.
Gli zoo nascondono al loro interno un infinità di sofferenze verso gli animali che vi sono rinchiusi.
E’ impensabile affermare che essi si riescano ad abituare alla mancanza di libertà.
La cattura di esemplari selvatici è una delle principali fonti di provenienza degli animali, i metodi di imprigionamento sono sempre cruenti, molto spesso prevedono l’uccisione degli individui del branco più forti che tentano di difendere i propri cuccioli o gli altri componenti, per poter poi così prelevare indisturbati quelli non abbattuti. Rinchiusi senza acqua e senza cibo per giorni attendono di essere stipati a bordo di navi ed aerei; lo stress dovuto al sovraffollamento delle gabbie e alla denutrizione fa sì che solo un numero compreso tra il 10 e il 50% di loro conosca la nuova dimora.
Anche nel più spazioso giardino zoologico le condizioni di vita degli animali non possono assolutamente essere paragonate alla vita che essi avrebbero nel loro habitat naturale, così lontano dai paesaggi e dagli odori della propria Terra, affrontano un clima diverso e un’alimentazione inadeguata.
La spiegazione di tutto ciò trova una risposta esauriente solo guardando gli enormi interessi economici che gravitano attorno a queste strutture, non si può parlare di aspetti educativi, di biodiversità, di conservazione delle specie in via di estinzione per un insieme di recintilocalizzati, guarda caso, in prossimità di zone ricolme di turisti. Purtroppo la “gita allo zoo” spesso fa parte dei pacchetti delle agenzie di viaggio e viene addirittura proposta come esperienza didattica all’interno delle scuole. I messaggi, che un luogo come uno zoo, diffondono non sono certo legati all’educazione e al rispetto.
Interessante, sotto questo profilo, un documento sostenuto da oltre 600 psicologi di tutta Italia che vuole evidenziare le valenze antipedagogiche di queste strutture che, citiamo testualmente, “Invece di incentivare la conoscenza della realtà animale, sono veicolo di un’educazione al non rispetto degli esseri viventi in quanto inducono ad un disconoscimento dei messaggi di sofferenza ed ostacolano lo sviluppo dell’empatia, una tappa fondamentale della formazione e della crescita”. Gli intenti di cui si fregiano i giardini zoologici sono tutte menzogne.
E’ vero però che ci sono particolari casi di animali per cui è inverosimile una liberazione come gli animali già detenuti da molti anni, altri maltrattati, con turbe fisiche e psichiche incurabili.
Occorrerebbe chiudere tutti i giardini zoologici, i bioparchi e i parchi faunistici e convertire queste strutture in veri centri di tutela, immersi nel verde, con ampi spazi per gli animali in cui il contatto umano è ridotto al minimo e sono assenti bar e giostre; tali complessi andrebbero affidati a gruppi o associazioni che si battono per la loro liberazione e che realmente sono interessati al loro benessere.
E questo non per sempre ma solo fino alla morte naturale dell’ultimo esemplare, dell’ultimo prigioniero della cattività. Fiduciosi nella Vostra collaborazione.
Glizoobastardi, 30 Maggio 2009