Ore 16.45 si inizia. Da subito si può tastare come l’aria all’interno
della sala D’Attore sia tesa per entrambe le parti, più o meno 70
persone siedono innanzi ai relatori.
I più esperti della democrazia rappresentativa ravennate avranno notato
subito tra gli spettatori il vicesindaco Mingozzi e l’assessore
all’Ambiente Dradi, presenza questa significativa di quanto
l’amministrazione comunale tenesse a non fare brutta figura davanti
alla popolazione.
Purtroppo due dei tre relatori contrari alla costruzione dello zoo
Safari di Ravenna sono stati cambiati all’ ultimo momento: Annamaria
Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, per problemi personali ci ha
appiedato una settimana prima della conferenza e Giovanni Guadagna,
responsabile dell’ufficio cattività dell’ E.N.P.A.
(rappresentato da Carlo Locatelli, presidente della sezione di Ravenna)
con queste due righe lapidarie si è defilato:
“Buongiorno. La presente del comunicare che, avendo appreso che con
ogni probabilità al convegno del 13 p.v.
non sarà presente la prof. Manzoni, non riteniamo opportuno fare
intervenire il dott. Giovanni Guadagna, in quanto la presenza di
relatori risulta ridotta in modo sensibile. Cordiali saluti. Carlo
Locatelli.”
Un sincero ringraziamento quindi a Maria Grazia Beggio ed a Nicole
Savoia che a soli quattro giorni dalla conferenza hanno dato
la loro disponibilità per aiutare gli animali a non finire all’interno
della struttura che vogliono costruire a Ravenna.
Il primo intervento è stato effettuato da Adriano Fragano
dell’associazione “Oltre la specie”, il quale con un ampio excursus ha
affrontato e smentito le varie motivazioni e presunzioni con le quali
gli zoo, ed in particolare quello della Standiana, si fregiano.
Puntando soprattutto sulla totale assenza di eticità relativa ad un
parco faunistico e la completa mancanza di rispetto a priori
all’interno di questo progetto, poco ci interessa se i cammelli
verranno spazzolati giornalmente o se la loro prigione verrà costruita
con materiali leggeri di poco impatto ambientale (che dire invece della
colata di asfalto per i parcheggi?). Gli animali non hanno chiesto di
essere pettinati anzi sicuramente preferirebbero farlo da soli
liberamente su un qualsiasi arbusto del deserto; le capanne di legno e
le palazzine in materiali “leggeri” se si parla di eco-compabilità
perdono sempre di fronte a come è adesso quella zona, cioè un lotto
vuoto nemmeno coltivato.
La risposta di Maraldi, che tutti noi aspettavamo e tanto più
prevedevamo, è stata unicamente di carattere legislativo: lo stato
italiano e le direttive europee autorizzano gli zoo ad esistere,
l’amministrazione comunale non può che adeguarsi a queste, nonostante
non condivida appieno il progetto.
Questo è stato il succo del suo neanche troppo lungo discorso. Hanno,
dice, le mani legate dalla leggi, quelle stesse leggi fatte dai
politicanti di cui Maraldi e tutta la giunta fanno parte. Tutto questo
puzza tanto d’ipocrisia. Prima, spinti dalle lobby dei circensi e degli
sfruttatori di animali, emanano disposizioni per far si che continuino
ad arricchirsi poi, se messi davanti alla vera natura di tali strutture
che non sono altro che di tipo commerciale, si riparano e si nascondono
dietro ad esse.
I veri amanti della libertà sapranno benissimo come l’equazione “legge
uguale giusto” non sia direttamente proporzionale. Tanti sono stati gli
interventi dei presenti in aula che chiedevano per lo più delucidazioni
all’assessore. Ovviamente non è mancato chi, in nome del turismo e
dell’occupazione, accetta qualsiasi bruttura.
Successivamente la parola è stata presa dalla Signora Beggio che ha
criticato come le istituzioni si rifugino sempre dietro alla sovrana
ragione della legalità. Legalità che passa sopra a dati di fatto che
indicano come gli zoo siano diseducativi per i bambini, apportino
assurde sofferenze agli animali e non diano assolutamente nessun
contributo per salvarli dalle nostre vite arroganti. Ultima voce è
stata quella di Nicole Savoia, psicologa, la quale ha brevemente
spiegato l’impatto che i giardini zoologici hanno sullo sviluppo
emotivo del bambino, inibendone l’
empatia nei confronti degli altri e avvallando in essi il valore del
più forte sul più debole: un vero e proprio insegnamento
all’insensibilità e al dominio sugli animali non umani che verrà
generalizzata anche nei confronti dei propri simili.
Alla luce dei fatti ci riteniamo soddisfatti per l’affluenza e per i
vari interventi dei presenti in sala.
Sapevamo che l’assessore avrebbe difeso lo zoo appellandosi alla legge,
ora attendiamo l’ultima votazione in consiglio comunale. Se anch'essa
darà ragione all’ Alfa 3000, com’è probabile vista la volontà del
Comune, l’ultima parola spetterà al Ministro dell’Ambiente Stefania
Prestigiacomo... che dire dalla padella alla brace.
Noi certi di provarci fino alla fine non ci scoraggiamo, sarà dura ma
finchè vedremo uno spiraglio per fermare la costruzione dello zoo “Le
Dune del Delta” non ci tireremo indietro.
A breve potrete visionare estratti video della conferenza.