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Resoconto della conferenza del 13 dicembre.

Conferenza Ore 16.45 si inizia. Da subito si può tastare come l’aria all’interno della sala D’Attore sia tesa per entrambe le parti, più o meno 70 persone siedono innanzi ai relatori.
I più esperti della democrazia rappresentativa ravennate avranno notato subito tra gli spettatori il vicesindaco Mingozzi e l’assessore all’Ambiente Dradi, presenza questa significativa di quanto l’amministrazione comunale tenesse a non fare brutta figura davanti alla popolazione.

Purtroppo due dei tre relatori contrari alla costruzione dello zoo Safari di Ravenna sono stati cambiati all’ ultimo momento: Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, per problemi personali ci ha appiedato una settimana prima della conferenza e Giovanni Guadagna, responsabile dell’ufficio cattività dell’ E.N.P.A.
(rappresentato da Carlo Locatelli, presidente della sezione di Ravenna) con queste due righe lapidarie si è defilato:

“Buongiorno. La presente del comunicare che, avendo appreso che con ogni probabilità al convegno del 13 p.v.
non sarà presente la prof. Manzoni, non riteniamo opportuno fare intervenire il dott. Giovanni Guadagna, in quanto la presenza di relatori risulta ridotta in modo sensibile. Cordiali saluti. Carlo Locatelli.”

Un sincero ringraziamento quindi a Maria Grazia Beggio ed a Nicole Savoia che a soli quattro giorni dalla  conferenza hanno dato la loro disponibilità per aiutare gli animali a non finire all’interno della struttura che vogliono costruire a Ravenna.
Il primo intervento è stato effettuato da Adriano Fragano dell’associazione “Oltre la specie”, il quale con un ampio excursus ha affrontato e smentito le varie motivazioni e presunzioni con le quali gli zoo, ed in particolare quello della Standiana, si fregiano. Puntando soprattutto sulla totale assenza di eticità relativa ad un parco faunistico e la completa mancanza di rispetto a priori all’interno di questo progetto, poco ci interessa se i cammelli verranno spazzolati giornalmente o se la loro prigione verrà costruita con materiali leggeri di poco impatto ambientale (che dire invece della colata di asfalto per i parcheggi?). Gli animali non hanno chiesto di essere pettinati anzi sicuramente preferirebbero farlo da soli liberamente su un qualsiasi arbusto del deserto; le capanne di legno e le palazzine in materiali “leggeri” se si parla di eco-compabilità perdono sempre di fronte a come è adesso quella zona, cioè un lotto vuoto nemmeno coltivato.

La risposta di Maraldi, che tutti noi aspettavamo e tanto più prevedevamo, è stata unicamente di carattere legislativo: lo stato italiano e le direttive europee autorizzano gli zoo ad esistere, l’amministrazione comunale non può che adeguarsi a queste, nonostante non condivida appieno il progetto.
Questo è stato il succo del suo neanche troppo lungo discorso. Hanno, dice, le mani legate dalla leggi, quelle stesse leggi fatte dai politicanti di cui Maraldi e tutta la giunta fanno parte. Tutto questo puzza tanto d’ipocrisia. Prima, spinti dalle lobby dei circensi e degli sfruttatori di animali, emanano disposizioni per far si che continuino ad arricchirsi poi, se messi davanti alla vera natura di tali strutture che non sono altro che di tipo commerciale, si riparano e si nascondono dietro ad esse.

I veri amanti della libertà sapranno benissimo come l’equazione “legge uguale giusto” non sia direttamente proporzionale. Tanti sono stati gli interventi dei presenti in aula che chiedevano per lo più delucidazioni all’assessore. Ovviamente non è mancato chi, in nome del turismo e dell’occupazione, accetta qualsiasi bruttura.

Successivamente la parola è stata presa dalla Signora Beggio che ha criticato come le istituzioni si rifugino sempre dietro alla sovrana ragione della legalità. Legalità che passa sopra a dati di fatto che indicano come gli zoo siano diseducativi per i bambini, apportino assurde sofferenze agli animali e non diano assolutamente nessun
contributo per salvarli dalle nostre vite arroganti. Ultima voce è stata quella di Nicole Savoia, psicologa, la quale ha brevemente spiegato l’impatto che i giardini zoologici hanno sullo sviluppo emotivo del bambino, inibendone l’
empatia nei confronti degli altri e avvallando in essi il valore del più forte sul più debole: un vero e proprio insegnamento all’insensibilità e al dominio sugli animali non umani che verrà generalizzata anche nei confronti dei propri simili.

Alla luce dei fatti ci riteniamo soddisfatti per l’affluenza e per i vari interventi dei presenti in sala.
Sapevamo che l’assessore avrebbe difeso lo zoo appellandosi alla legge, ora attendiamo l’ultima votazione in consiglio comunale. Se anch'essa darà ragione all’ Alfa 3000, com’è probabile vista la volontà del Comune, l’ultima parola spetterà al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo... che dire dalla padella alla brace.
Noi certi di provarci fino alla fine non ci scoraggiamo, sarà dura ma finchè vedremo uno spiraglio per fermare la costruzione dello zoo “Le Dune del Delta” non ci tireremo indietro.  

A breve potrete visionare estratti video della conferenza.