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La Provincia di Trento cede al ricatto del mercato

Case Itea: d’ora in poi saranno più piccole

Riviste al ribasso le superfici utili massime. Malfer: "Sono gli standard del mercato"

venerdì 4 maggio 2007, di Mattia Pelli

di Mattia Pelli

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Luciano Malfer e Marta Dalmaso

"Il privato va in questa direzione e il pubblico non può garantire standard più elevati". Parola di Luciano Malfer, dirigente del servizio Politiche sociali e abitative della Provincia di Trento: una dichiarazione inquietante, se si pensa che il soggeto al quale si riferisce è quello delle politiche della Provincia di Trento relative all’edilizia agevolata e all’Itea.

La giunta ha infatti deciso di rivedere la tabella, allegata al regolamento di esecuzione della legge sull’edilizia abitativa del 2005, che stabilisce la superficie massima degli alloggi Itea a seconda della composizione del nucleo familiare.

Una decisione tutt’altro che tecnica, che ha sollevato numerose obiezioni dei sindaci dei comuni trentini. La notizia è infatti emersa oggi, venerdì 4 maggio, durante la seduta del Consiglio delle autonomie, riunito al palazzo della Provincia in Piazza Dante.

Secondo la nuova tabella, a un nucleo di due persone spetterà una superficie utile massima di 50 metri quadrati, contro i 60 previsti in precedenza. Per tre persone la superficie degli appartamenti Itea assegnabili si riduce da 75 a 65 metri quadrati; per quattro persone da 90 a 70; per cinque da 100 a 80.

La modifica al ribasso - è stato spiegato dai tecnici di Marta Dalmaso, l’assessore provinciale alle Politiche sociali - si è resa necessaria per rispondere a criteri di economicità: "Sul mercato ormai è lo standard avere stanze da otto metri quadrati, 12 per le matrimoniali. Chi compra oggi sul mercato facendo un grosso sforzo finanziario rischia di avere una casa più piccola da chi la ottiene dall’Itea. Il cambiamento della tabella era dunque necessario per una questione di equità".

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La sala Depero

Per stabilire le nuove superfici utili massime, i tecnici hanno analizzato la superficie degli appartamenti per il cui acquisto sul mercato sono giunte richieste di finanziamento alla Provincia.

Immediate le critiche di alcuni sindaci, in particolare di quello di Mezzolombardo Rodolfo Borga, che si preoccupa per gli anziani oltre i 60 anni, il 34% della popolazione trentina. Borga ha sottolineato il pericolo che una coppia anziana con i figli fuori da casa debba pagare, a causa della revisione al ribasso delle superfici, una quota in più sull’affitto.

A questa osservazione i tecnici hanno risposto spiegando che agli anziani in queste condizioni verrà proposto, quando possibile, di trasferirsi in un appartamento più piccolo nello stesso comune. O, in alternativa, di pagare di più.

Un’altra obiezione è arrivata dal sindaco Enzo Ballardini, che ha contestato la scelta, giudicata arbitraria, di abbassare le superfici massime, giudicando le nuove cifre "poco dignitose". Ballardini ha poi fatto notare che se è difficile trovare appartamenti di ampie dimensioni nei centri più grandi del Trentino, più facile è nei piccoli comuni, dove però a causa della nuova tabella, alcuni appartamenti rischierebbero di restare vuoti.

Su questo punto il Consiglio delle autonomie ha chiesto che il regolamento venisse integrato, dando la possibilità ai comuni e ai comprensori di avere un margine di flessibilità (è stato proposto il 20%) nel decidere il rapporto tra numero di componenti del nucleo familiare e superficie utile massima.

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Logo Itea

Al di là di queste osservazioni, tutte pertinenti, ad inquietare è il principio sul quale si basa la scelta di rivedere la tabella per l’assegnazione degli alloggi Itea: è il mercato a dettare legge. E non importa se la tendenza degli speculatori immobiliari è quella di aumentare i prezzi e diminuire le superfici delle case: "Sono gli standard del mercato, il pubblico non può garantirne di più elevati". Malfer dixit.

Ma la funzione regolatrice della Provincia non dovrebbe proprio svilupparsi in settori delicati come quello dell’edilizia? E, soprattutto: questo atteggiamento non rischia di avallare le tendenze speculative di un mercato che ha raggiunto prezzi folli?

C’è di più: "Queste tabelle - ha detto Malfer - saranno quelle utilizzate, d’ora in poi, per costruire i nuovi alloggi Itea". Così, se questa modifica al regolamento entrerà in vigore, i 3.000 alloggi la cui costruzione è prevista nei prossimi 10 anni dal piano straordinario provinciale di edilizia agevolata, saranno alloggi che non si differenzieranno in nulla da quelli reperibili sul mercato.

Così il diritto ad avere una casa dignitosa è stato ridimensionato dagli appetiti di chi, negli ultimi 20 anni, ha speculato sul mattone.

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