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Pesante denuncia di Arcigay. Anche molti trentini a Roma per il "Pride" del 16 giugno

"Gay discriminati, due suicidi a scuola"

E quest’anno con la Cgil aderisce anche la Uil trentina. Monari: "Questo Vaticano ci riporta al Medioevo"

giovedì 7 giugno 2007, di Mattia Pelli

di Mattia Pelli

Il Gay Pride 2007, che si terrà a Roma il prossimo 16 giugno, sarà una festa per i diritti di tutti.

Gli organizzatori, che hanno presentato ieri ai giornalisti la partecipazione trentina alla manifestazione, ne sono convinti: a Roma non ci saranno solo gay, bisessuali, lesbiche, transgender e queer, il variegato mondo di chi rivendica una sessualità "diversa", ma anche tanti cittadini che tengono alla laicità dello Stato.

A preoccupare le associazioni, i partiti e i sindacati che hanno aderito al Gay Pride è l’offensiva del Vaticano su sessualità e coppie di fatto che, ha detto ieri Ermanno Monari, segretario della Uil del Trentino, "Rischia di riportarci al Medioevo". La Uil trentina partecipa per la prima volta alla manifestazione, anche se il sindacato non ha aderito a livello nazionale.

La Cgil invece, è presente fin dal ’94 al "Pride": "Difendiamo – ha spiegato Franco Ianeselli, membro della segreteria – il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a non subire discriminazioni sessuali sul lavoro".

Ma la manifestazione del 16 giugno dovrà servire anche a riaprire il dibattito sui Dico e la legittimazione delle unioni di fatto: "La legge, che per noi era largamente insufficiente – spiega Stefano Cò, presidente di Arcigay Trentino – è stata affossata dopo il Family day".

"Eppure – spiega Elisa Bellé, di Rifondazione comunista - legittimare le unioni di fatto non significa mettere in discussione la famiglia tradizionale, ma allargare i diritti di tutti".

E a preoccupare le associazioni è la recrudescenza delle violenze omofoba registrata in Trentino: "In due anni – sottolinea Cò – ci sono state tre denunce, ma è probabile che gli episodi siano stati una decina. Almeno due suicidi registrati tra giovani negli ultimi tre anni sono legati alla discriminazione sessuale da parte dei compagni di scuola".

Spiega Emanuela Zambotti, di Laboratorio in movimento: "In Trentino c’è molta paura a rendere pubblico il proprio orientamento sessuale, per il timore di venire discriminati".

Numerose le realtà trentine che hanno aderito al "Pride" 2007: Arcigay, Arcilesbica, Cgil, Democratici di sinistra, Laboratorio in movimento, Rifondazione Comunista, Rosa nel pugno e Uil. Gli organizzatori hanno messo a punto un appello con il quale chiedere parità e dignità per tutti i cittadini e difendere la laicità dello Stato, che verrà fatto firmare a personalità pubbliche trentine. Perché non siano solo gay e lesbiche a combattere la paura e a rendere pubbliche le proprie scelte.

E quest’anno, per la prima volta, da Trento partiranno due pullman, di cui uno per sole donne, dal piazzale ex Zuffo alle 7 del 16 giugno, al prezzo "politico" di 20-25 euro, con sosta alle 7.30 all’uscita Rovereto Sud.

P.S.

Articolo apparso su "l’Adige" del 7.6.07

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