L’Adige, 13 maggio 2006
di Andrea Tomasi
Impianti sciistici, bacchettata da Bruxelles
Possibili violazioni di legge Interviene la Commissione Bruxelles bacchetta il Trentino. Con un documento di «messa in mora», la Direzione Ambiente della Commissione europea ipotizza una violazione delle direttive e del trattato comunitario.
Contestati i 2000 metri di impianti costruiti a Puza dai Fo’ e sul Monte Grual. «La Commissione - scrive il capo unità Julio Garcia Burgués - con riferimento ai piani e progetti volti alla realizzazione di infrastrutture sciistiche nei territori dei Comuni di Pinzolo e Stenico, ha ritenuto che la Repubblica italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dall’articolo 4 della direttiva 78/409, nonché dell’articolo 6, in combinato disposto con l’articolo 10 del Trattato Ce, e 12, della direttiva 92/43».
VIOLAZIONI IPOTIZZATE. Ma cosa si contesta esattamente alla Provincia, che lo scorso gennaio ha inaugurato il primo lotto delle seggiovie? Queste le violazioni ipotizzate:
1) l’approvazione alla variante al piano urbanistico senza avere adottato misure idonee a salvaguardare l’interesse ecologico;
2) l’approvazione di un accordo di programma volto alla realizzazione di infrastrutture sciistiche senza assoggettarlo alla valutazione di incidenza;
3) una valutazione incompleta dell’incidenza di impianti e piste sul Monte Grual;
4) avere consentito all’adozione di misure suscettibili di causare il degrado dell’habitat naturale e di specie;
5) la mancata valutazione di possibile impatto su alcune specie animali durante il periodo di riproduzione, allevamento o ibernazione;
6) non avere adottato misure idonee a prevenire l’inquinamento dell’ambiente.
GIUSTIZIA EUROPEA. Quella attivata da Bruxelles è una procedura preliminare (vedi box a fianco). Ora la Provincia ha tempo fino a metà maggio per presentare le proprie osservazioni. In questi casi segue un parere motivato della Commissione: in teoria, se i tecnici europei non si ritenessero soddisfatti dalle argomentazioni, il caso potrebbe essere portato davanti alla Corte di Giustizia di Strasburgo.
LE REAZIONI. Si registra la soddisfazione degli ambientalisti trentini. Il presidente del Wwf Francesco Borzaga coglie l’occasione per tornare sul terreno del diritto amministrativo. L’associazione, contraria fin dall’inizio alle nuove seggiovie a Pinzolo, si era rivolta al Tar, che però aveva dato ragione alla Provincia. «Ma non escludiamo di fare ricorso al Consiglio di Stato». Più cauto Paolo Mayr, di Italia Nostra, che però guarda con interesse ai possibili risvolti della presa di posizione di Bruxelles.
«Il ragionamento e le contestazioni giuridiche fatte dalla Commissione Europea riguardano i 2000 metri di impianti del primo lotto, ma la messa in mora ci fa ben sperare per il secondo e terzo lotto, che nel complesso consisteranno in 6000 metri di impianti». Il progetto degli altri due «pacchetti di seggiovie» sarà oggetto della Via (Valutazione di impatto ambientale).
«Nella Via - dice Mayr - non si potrà non tenere conto di quanto scrivono i funzionari di Bruxelles. Le regole non sono state rispettate e l’equilibrio ambientale della zona è stato compromesso. Non possiamo rischiare che accada lo stesso negli altri punti di arroccamento. Chi dovrà decidere non potrà farlo con leggerezza».