La Leggera

Carte false per stare vicino alla madre e poter lavorare

Mi chiamo Patrick...

Dal Ghana a Rovereto, a 21 anni preso di mira dalla disumana Bossi Fini

sabato 24 giugno 2006

Mi chiamo Patrick,

la mia storia è la cronaca della brutalità della legge Bossi-Fini, il percorso verso la conquista della dignità attraverso gli ostacoli che la legge impone a noi stranieri. La mia storia è quella di un ragazzo ghanese che per stare in Italia vicino alla propria madre, per lavorare in regola e per vivere da persona libera ha dovuto fare “carte false”, modificare la sua identità. La storia di un ragazzo di 21 anni che per schivare la severità della legge che non permette ad una famiglia di ricongiungersi ha dovuto negare il suo nome per non negarsi il diritto di vivere senza nascondersi.

Sono stato incarcerato con l’accusa di avere falsificato il documento di soggiorno, infrangendo le leggi che regolano l’immigrazione. Ora sono stato scarcerato (in foto l’abbraccio all’uscita ndr.), in attesa del processo che potrà costarmi l’espulsione per 10 anni dall’Italia. Il 12 luglio dovrò presentarmi in questura per regolarizzare la mia posizione: se risulterò clandestino mi sarà intimato di lasciare il territorio italiano, se non lo farò sarò nuovamente incarcerato, portato in un Centro di detenzione per migranti (CPT) e rimpatriato con la forza, obbligato ad un viaggio di sola andata verso il Ghana.

Vi chiedo di non rimanere indifferenti spettatori di fronte ad un atto che ha la forza di distruggere una famiglia, di spezzare un sogno, di interrompere un cammino che avevo quasi del tutto conquistato: vivere nel vostro Paese da cittadino straniero regolare. Vi chiedo di starmi vicino, perché possa essere riconosciuta la mia voglia di vivere vicino a mia madre e nel vostro Paese con dignità. Vi chiedo l’impegno per la dignità di tutti gli immigrati, perché la battaglia per i diritti di cittadinanza diventi la lotta per la libertà.

Chiedo a tutti quelli che mi conoscono, al mondo dell’associazionismo, ai democratici e agli antirazzisti di mobilitarsi sottoscrivendo questa lettera, partecipando all’assemblea del 29 giugno, non lasciandomi solo a lottare per la libertà.

Patrick

Per aderire: trento@meltingpot.org

Noi siamo al tuo fianco: Aps Officina Sociale, Rete Studenti Trento, Tanaliberatutt@, Amici del Chiapas, Stefano De Toni (Tenda delle Comunità di Piazza Dante), Antonio Rapanà (Cgil del Trentino), Charlie Barnao (docente Facoltà di Sociologia di Trento), Nicola Canestrini (avvocato del Foro di Rovereto), Andrea Trentini (GAN), Tommaso Iori (consigliere comunale Trento - Prc), Lucia Coppola (consigliere comunale Trento - Prc), Agostino Catalano (consigliere provinciale - Prc), Associazione culturale Bella Ciao, Franco Ianeselli (Cgil del Trentino), Giovanni Kessler (ex deputato), Paolo Barbacovi (consigliere provinciale - SDR), Milena Demozzi (segretaria Fiom - Cgil del Trentino), Paolo Burli (segreteria Cgil del Trentino), Mamadou Seck (consigliere comunale Trento - Prc), Enrico Spagna (Laboratorio sul Moderno), Fecond/azione, Abdelazim Adam Koko (coordinatore Centro Astalli per l’Assistenza ai Rifugiati), Coordinamento Universitario, Stefano Devigili, Walter Tardocchi, Elena Patoner, Marco Oberosler, Paolo Lazzaretto, Rodolfo Carpigo, Antonio Marchi, Angelina Lazzaretto, Mario Di Nucci, P.O.U.M. (Coll. Universitario Tn), Universitando, Lorenza Erlicher, Francesco Piscioli, Margherita Cogo (Vicepresidente e Assessore alla cultura della Provincia di Trento - SDR), Giorgio Viganò (consigliere provinciale - Margherita), Stefano Ischia, Paolo Cova (Ambiente e Società)...

P.S.

Appuntamenti:

giovedì 29 giugno ore 18.30: assemblea pubblica presso la Tenda delle Comunità in Piazza Dante a Trento per organizzare le iniziative per impedire che Patrick venga espulso e per i diritti dei migranti

mercoledì 12 luglio ore 8.00: partendo dalla Tana di via Roma accompagniamo Patrick in Questura perché PATRICK NON DEVE ESSERE ESPULSO!

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