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A dieci anni dalla morte

Per Franco Battisti, cittadino e giornalista

martedì 22 novembre 2005, di Mattia Pelli

Sono dieci anni che se n’è andato Franco Battisti, giornalista e cittadino, portato via da una grave malattia il 29 ottobre del 1995. Ma i frutti del suo lavoro e del suo impegno rimangono: oggi saranno in molti a ricordarne la figura e l’attività. Figlio di contadini, Battisti nasce ad Aldeno nel 1951: per tutta la vita resterà legato da un forte affetto al borgo natio, al quale dedicherà due libri e il suo impegno politico. Laureatosi in filosofia alla Statale di Milano, tornato in Trentino comincia a lavorare come insegnante di italiano alle superiori, per poi dedicarsi al giornalismo nelle redazioni di Rovereto e di Trento del quotidiano “Alto Adige”. Divenuto professionista, viene assunto come direttore dell’ufficio stampa della Provincia. Accanto al suo lavoro di cronista, Battisti coltiva la passione per la lettura e la storia, in particolare di quella locale: nel 1994 pubblica un romanzo storico, “La maschera della terra”. Ambientato nel 1632 tra Aldeno e Cimone, che ha per protagonista una giovane donna che si innamora del prete e viene perseguitata con l’accusa di stregoneria. Pubblicato dalla Publiprint il libro ottenne recensioni positive, ma venne distribuito quasi soltanto agli abitanti del comune, tanto che oggi è introvabile, se non in qualche biblioteca. Nel 1990, insieme ad altri due giornalisti e ad un fotografo, Battisti aveva pubblicato un volume dedicato alla storia del gioco della palla ad Aldeno, che in quegli anni possedeva una forte squadra di tamburello. La sua figura di intellettuale è legata, in modo indistricabile, a quella di attivista politico: fu uno dei protagonisti al Liceo Prati del movimento studentesco nel ’68 e sua fu l’iniziativa di creare ad Aldeno il “Collettivo politico”. Militante prima di Lotta continua e poi di Democrazia proletaria, insieme ad altri fu artefice del percorso che portò per la prima volta la sinistra in comune. “Mi viene in mente soprattutto la sua passione per la lettura”, racconta la moglie Ancilla, “e credo che tanti si ricordino della sua voglia di vivere e le serate passate a discutere fino a tarda notte, magari davanti a un buon bicchiere di vino”.

P.S.

Pubblicato il 29.10.05

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