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Crescono i Rumeni, gli ucraini e i polacchi

Quasi 30.000 immigrati in più in Trentino

Su cento bambini nati nel 2004 undici sono di stranieri

venerdì 25 novembre 2005, di Mattia Pelli

Gli immigrati provenienti da paesi extraeuropei sono stati 4.000 in più in Trentino nel 2004 rispetto all’anno precedente: una crescita nel solco di quella registrata gli scorsi anni e che ha portato il numero di stranieri nella nostra provincia a quota 29.923 unità, il 17,3% in più rispetto al 2003. I dati sulla presenza di cittadini stranieri nella nostra provincia sono stati illustrati ieri nel corso della presentazione annuale del rapporto 2005 sull’immigrazione in Trentino, realizzato dall’assessorato alle Politiche sociali e dal Cinformi, il centro informativo che si occupa di migranti. “Trento - ha sottolineato ieri Maurizio Ambrosini, docente di sociologia presso la Statale di Milano e curatore del volume - è l’unica provincia in Italia che istituzionalmente ha deciso di compiere un lavoro così importante di monitoraggio”. Le cifre. La presenza di stranieri nella nostra provincia rappresenta oggi il 5,4% della popolazione totale, una media superiore a quella del resto del Paese (4,1%), ma più bassa di quella che si registra nel Nord-Est, dove i migranti rappresentano il 5,9% della totalità dei cittadini residenti. Un crescita, quella del 2004, in linea con con gli anni precedenti (nel 2003 fu del 20,2%): a cambiare sono soprattutto le nazionalità di provenienza. Nazionalità. Nel giro di 15 anni c’è stata una “transizione verso Est”: dopo una iniziale prevalenza di migranti in provenienza dal Nord Africa, le comunità straniere che sono cresciute maggiormente nel 2004 sono state quella Rumena, quella Ucraina e quella polacca. Diminuisce invece l’arrivo di immigrati dall’Albania e dal Marocco, anche se sono ancora i cittadini di questi due paesi a farla da padrone, al primo e secondo posto nella classifica delle comunità nazionali presenti in Trentino, rispettivamente con 4.469 e 3.645 presenze. Al terzo posto troviamo la Romania (2.640 unità) e la Macedonia (2.091 unità), mentre è lenta e costante la crescita di cittadini Pakistani (all’ottavo posto con 936 presenze nel 2004). Una suddivisione per nazioni che rispecchia abbastanza fedelmente quella del resto d’Italia, con una eccezione: in Trentino arrivano pochi cinesi e pochi indiani. Lavoro e famiglia. La maggior parte dei permessi di soggiorno vengono fatti, naturalmente, per motivi di lavoro, ma sempre più - in particolare tra i gruppi nazionali “storici” presenti in Trentino - sono quelli chiesti per ricongiungimenti familiari: il 38,6% tra i migranti albanesi e il 34,4% tra quelli marocchini. La richiesta di lavoratori immigrati è in espansione (+14%) ed è stato calcolato che il tessuto produttivo trentino avrebbe necessità di un numero triplo di stranieri rispetto a quello assicurato dalle quote stabilite a Roma. Donne e minori. I dati del 2004, presentati ieri dall’altro curatore del volume, Paolo Boccagni (dell’Università di Trento), confermano il graduale riequilibrio tra componente maschile e femminile dell’immigrazione: le donne rappresentano ormai il 49% del totale e i gruppi più “femminilizzati” sono quelli - inutile dirlo - provenienti dall’Est europeo. I minori rappresentano il 23,9% degli immigrati, uno su quattro, mentre uno dei dati più significativi è quello relativo ai nuovi nati stranieri (624 nel 2004): su cento bambini venuti alla luce in Trentino, undici sono di genitori di nazionalità non italiana, una percentuale (11,4%) superiore a quella nazionale, che si attesta all’8,6%. Questo significa che il tasso di natalità nelle comunità di migranti è doppio rispetto a quello dei trentini. Integrazione. Il rapporto presentato ieri cerca anche di delineare i percorsi di inserimento degli immigrati sul territorio. Un indicatore importantissimo è quello della scuola, dove gli studenti stranieri sono quasi il 7%, una percentuale superiore a quella della presenza totale di immigrati in Trentino. La loro riuscita scolastica è inferiore di quattro punti percentuali rispetto ai compagni italiani fino alle medie, cifra che scende al 10% nelle scuole e istituti secondari. Servizi. Il numero di ricoveri di pazienti immigrati in Trentino supera di quasi il 12% quelli registrati mediamente nel resto d’Italia: sintomo di una maggiore facilità nell’accedere alle cure, richieste in particolare per il parto. In aumento (+23%) la richiesta di interventi di interruzione di gravidanza.

P.S.

Pubblicato su "l’Adige" il 25.11.2005

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