di Mattia Pelli
Trento è la città delle mille associazioni: non si contano i gruppi di volontariato che si occupano di solidarietà, di cultura e di giovani, senza dimenticare quelle vere e proprie “istituzioni” che sono i cori e le filodrammatiche, ancora oggi assai frequentate.
Un panorama composito, indizio di un bisogno di società vero, che però spesso si lascia addormentare dal sapiente uso che l’amministrazione comunale fa del finanziamento pubblico.
Ma per chi cerca di sfuggire alla logica di controllo delle istituzioni, dando nel contempo risposte ad un bisogno concreto di impegno, a Trento non sembra esserci posto.
Il centro sociale occupato “Bruno” (dal nome dell’orso “trentino” ucciso in Germania lo scorso giugno), è stato sgomberato mercoledì 21 marzo, dopo un’estenuante e paradossale trattativa con il Comune, guidato dal sindaco di centrosinistra Alberto Pacher.
Continua sabato 31 marzo nell’inserto "EstNord", in edicola con "Carta"