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Davide contro Golia: la lotta del Comitato antisfratti Magliana contro Governo, Polizia, Inpdai.
Picchetto anti-sfratto

Il Comitato antisfratti Magliana nasce il 13 febbraio 2000 alla fine di un’assemblea di quartiere tenutasi presso il Centro Sociale Occupato Autogestito "Macchia Rossa" - Magliana; assemblea promossa dai compagni e dalle compagne del Centro Sociale che vide la partecipazione di una decina di sfrattati/e della Magliana e di alcuni/e compagni/ del Coordinamento cittadino di lotta per la casa, del Comitato antisfratti di Roma nord, del Centro Sociale Occupato "Ricomincio dal Faro".
La costruzione di quell’assemblea fu il risultato di alcuni mesi di attività politica incentrata perlopiù sulla controinformazione militante riguardo la questione sfratti e sul bisogno casa in genere. Un’attività politica portata avanti in sinergia sia nel quartiere della Magliana, sia nell’intero territorio cittadino con altre forze dell’antagonismo sociale.
Da circa tre mesi infatti si era costituito a Roma il Coordinamento cittadino dei comitati antisfratto costituito dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa, che si era fatto promotore di questa esperienza, e da alcune situazioni collettive di quartiere come il c.s.o.a. "Macchia Rossa", il c.s.o "Ricomincio dal Faro", il Collettivo Antagonista Primavalle, il comitato di lotta Quadraro, e anche se solo in una prima fase, della Confederazione Cobas.
La proposta, larga e aperta, del Coordinamento cittadino di lotta per la casa aveva trovato in realtà pochi interlocutori. Questa proposta verteva sulla necessità di dare una risposta antagonista, creando comitati territoriali contro gli sfratti e il caro affitti, alla nuova legge nazionale sulle locazioni del 9 dicembre 1998 che rinegoziava in senso liberista le regole concernenti gli affitti e gli sfratti.

Inizialmente la nostra proposta autorganizzativa era rivolta principalmente agli inquilini e alle inquiline degli appartamenti in affitto presso proprietari privati, visto che erano quelli/e maggiormente colpiti dalla nuova legge.
Ma dopo pochi mesi di tentativo di costruzione di un percorso aggregativi con alcuni/e di questi/e inquilini/e si sono riversati letteralmente al Comitato decine di inquiline/i degli appartementi di proprietà dell’Istituo Nazionale Previdenziale dei Dirigenti d’Aziende Industriali, conosciuto con la famigerata sigla di INPDAI...
L’INPDAI aveva nel marzo del 2000 intensificato in tutta Roma e in particolare a Magliana, la sua politica di sgombero verso tutte quelle persone che "vivevano abusivamente" nei suoi appartamenti, spesso occupati con la pratica dell’azione diretta, ma nella maggior parte dei casi attraverso la pratica della cosiddetta buonuscita. La buonuscita consiste sostanzialmente nel pagare una somma di denaro, variabile dai 5 ai 60 milioni, all’inquilino/a che vive nell’appartamento e che lo mette, per così dire, in vendita, il nuovo inquilino ovviamente non entra in possesso del regolare contratto di affitto ma solo della casa. Spesso lo stesso inquilino venditore non aveva a sua volta un contratto di affitto con l’Ente ed era entrato in possesso dell’appartamento nello stesso modo.
Questa pratica vige tutt’ora a Magliana e in molte altre zone della città, ed è senz’altro la strada più breve e dispendiosa e rischiosa per entrare in possesso di un appartamento di un qualsiasi ente previdenziale o del comune stesso o dell’ex IACP oggi trasformatosi in Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale pubblica.
In questi anni abbiamo conosciuto tantissime persone che hanno pagato la buonuscita e poi sono state sfrattate, e abbiamo anche conosciuto tante persone che hanno cercato mediante una trattativa "privatissima" di regolarizzare la propria posizione con il locatore. Tutte le persone che abbiamo conosciuto non hanno mai siglato un regolare contratto di affitto ma sono state comunque "alleggerite" di tantissimi milioni dagli avvocati dell’INPDAI, abilissimi nel promettere ma non altrettanto nel mantenere queste promesse.

A tutte le inquiline e gli inquilini che si rivolgevano a noi abbiamo proposto di autorganizzarsi socialmente nel comitato, per difendere il diritto alla casa.
Da quel momento il comitato antisfratto è diventato prevalentemente un comitato di occupanti abusivi/e degli appartamenti dell’INPDAI.

Il primo picchetto antisfratto fu organizzato il 2 Marzo del 2000, giorno in cui l’ufficiale giudiziario Nazareno Lamantia doveva letteralmente cacciare Fiorella e Pino, dall’appartamento in cui abitano dal 1969, appartamento di proprietà dell’Inpdai.
Da questo appartamento da cui furono cacciati in seguito a una sentenza del tribunale civile di Roma che li condannava a lasciare l’immobile a causa della morosità maturata in vent’anni e più di partecipazione al movimento di lotta dell’autoriduzione dei fitti. Fiorella e Pino continueranno la loro pratica di autoriduzione anche quando il movimento finirà, trovandosi da soli. Il tribunale civile e l’Inpdai avranno vita facile nel giudicarli e condannarli come morosi, ma non avranno la stessa vita facile nel cercare di eseguire lo sfratto. La sera successiva all’esecuzione dello sfratto Fiorella e Pino rientreranno nella loro casa. Da allora saranno dichiarati occupanti abusivi e su di loro pende ancor oggi una sentenza di rilascio dell’immobile. A cui Fiorella e Pino risposero resistendo da soli, o con amici e vicini di casa ogni volta che l’ufficiale giudiziario si presentava per far valere la "giustizia della legge" e i "diritti dell’Inpdai".
Fino al 2 marzo del 2000.

Quel giorno al primo picchetto organizzato dal Comitato antisfratti Magliana parteciparono una cinquantina di persone fra compagni/e dei vari comitati e proletari/ie del quartiere.
Da quel giorni il comitato è cresciuto, è diventato l’unica forza del quartiere che si opponeva agli sfratti, e in due anni di lotta e resistenza può vantare un record positivo: non ha mai subito una sconfitta. O per meglio dire nessuno/a dei/delle sfrattandi/del comitato è stato cacciato da casa.
Il percorso del comitato si è delineato fra alti e bassi soprattutto intorno al Picchetto come momento alto di resistenza materiale, politica, allo sfratto.
Di pari passo questo era possibile attraverso la strutturazione del comitato, che mediante la sua sede di analisi, dibattito, decisioni, ha costruito una lotta articolata e radicalmente autorganizzata.
Per mesi abbiamo condotto una fortissima azione di controinformazione militante nel quartiere al fine di informare le persone dei danni sociali che stava procurando la nuova legge sugli affitti e sugli sfratti. Su cosa significasse veramente la vendita del patrimonio immobiliare, cioè sfratti di massa, e soprattutto quanto le diverse leggi, fossero in relazione fra loro: fedeli interpreti di un processo generale di ristrutturazione dell’oggetto casa, del valore della merce casa e della sua nuova rinegoziazione.
Parallelamente a questo lavoro di controinformazione abbiamo iniziato a costruire sempre più picchetti di massa per rispondere agli sfratti.
Il giorno del picchetto ci mobilitavamo dalle 7 del mattino con tanto di bandiere, striscioni, volantini, megafoni, caffè, cornetti, musica per impedire che anche una sola persona fosse buttata fuori dalla propria casa.
Per mesi siamo andati avanti facendo picchetti, costruendo assemblee al centro sociale, comizi di piazza nel quartiere. Fino ad arrivare a un passaggio che ci pareva necessario, pur sapendo quanto potesse essere poco produttivo ai fini della lotta: abbiamo occupato la ex circoscrizione XV. Una mattina che si svolgeva il consiglio circoscrizionale siamo entrati in 30 con bandiere, striscioni, volantini e megafono in interrompendo il consiglio e costringendolo a firmare un nostro documento in cui chiedevamo l’impegno dell’intero consiglio circoscrizionale al fine di bloccare la politica degli sfratti a Magliana. Ovviamente quell’impegno è rimasto carta straccia...
Un anno dopo l’occupazione della circoscrizione siamo andati a occupare l’INPDAI.
Con l’occupazione dell’INPDAI volevamo costruire un primo momento per l’apertura di una vertenza di lotta contro l’Istituto, al fine di bloccare gli sgomberi forzati, per la regolarizzazione contrattuale degli occupanti abusivi, per ottenere affitti a canoni sociali. Fummo ricevuti dalla segretaria del direttore generale del patrimonio, lui si fece negare, ovviamente...
Anche quella volta un impegno preso e mai rispettato, ancora una volta un copione straconosciuto, con lo stesso epilogo di sempre.
Ma non siamo stati solo a Magliana.
Insieme alle situazioni che costituivano il Coordinamento dei comitati antisfratto abbiamo difeso decine di famiglie, singoli, singole, in tutta la città: costruendo unitariamente e collettivamente picchetti dal Quadraro a Primavalle, una rete di resistenza sociale che per un periodo, e possiamo affermarlo senza paura di essere retorici, ha attraversato tutta la città.
E fra un picchetto e l’altro abbiamo anche occupato la sede degli ufficiali giudiziari di via Poma, per protestare contro la politica degli sfratti eseguita zelantemente dai servitori dello stato armati di carta, penna e bolli...
Provammo anche più volte a occupare spazi abbandonati per costituire la "Casa dello Sfrattato". L’idea era quella di costruire uno spazio politico-sociale, dentro un luogo fisico sottratto al degrado dell’abbandono e alla speculazione edilizia, che fosse un punto di riferimento per tutti/e i/le senza casa della città: una di queste occupazioni la facemmo all’ex scuola abbandonata "Istituto superiore per l’alimentazione", situata in via di Sant’Ambrogio. Fummo sgomberati all’alba, per scoprire amaramente che il posto era stato assegnato dal Comune di Roma agli e alle ex occupanti dell’ex Rialto occupato...
Pochi mesi dopo tentammo altre occupazioni che purtroppo terminarono sempre con lo sgombero da parte di polizia e carabinieri. Successivamente il Coordinamento si sciolse come è accaduto di frequente a situazioni di lotta del mondo dell’autorganizzazione sociale. Sui perché ci sarebbero mille cose da dire, ma crediamo non sia questo il documento in cui farlo... Comunque sia le ragioni che portano alla nascita e allo sviluppo del Coordinamento e di tanti e tanti comitati in tutta Roma sono ancora valide: tant’è che noi, anche da soli, continuiamo la nostra lotta contro gli sfratti, nel nostro quartiere. Una lotta, e ne siamo pienamente consapevoli, che può essere promotrice dell’apertura di un conflitto più ampio sull’intera questione abitativa, una lotta che necessariamente deve coordinarsi con altre lotte per la riappropriazione del bisogno casa... ma questa è una storia ancora da costruire, una storia di cui speriamo di poter scrivere al più presto.
novembre 2002

Successivamente l’INPDAI è stato assorbito dall’INPS, e i palazzi di sua proprietà affidati alla famigerata "Romeo gestioni".
I palazzi di Magliana sono stati abbandonati a loro stessi, mentre venivano messi all’asta quelli situati in quartieri più redditizi.
Questo ha comportato, paradossalmente, ad una situazione di calma apparente. L’alleggerimento della pressione dell’ente sugli/sulle occupanti ha fatto sì che quiesti/e si sentissero tranquilli, e di fatto ha portato allo scioglimento del comitato.
Nel frattempo anche chi era in possesso di un regolare contratto, alla scadenza di questo si è visto negare il rinnovo da parte dell’ente.
I prezzi delle case in affitto a Magliana hanno continuato ad aumentare, rendendo il quartiere sempre più appetibile per gli speculatori...
febbraio 2005

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