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Le nostre prossime iniziative. iniziative passate: [quest’anno] [2007] [2006] [2005]
CSOA Macchia Rossa - iniziative trascorse: 2008 - oggi
BASTA VIOLENZA CONTRO LE DONNE !
Il Centro sociale occupato e autogestito "Macchia Rossa" incontra  "Be Free",
importantissima cooperativa sociale che da tre anni svolge un fondamentale lavoro contro la violenza di genere di ogni forma e tipo, contro la tratta, contro la schiavitù della prostituzione

Be Free è un fondamentale “laboratorio permanente” di metodologie di accoglienza e sostegno, di ricercazione, progettazione, formazione, nel quale elaborare le tematiche affrontate in anni di lavoro frontale, per mettere a punto metodologie aggiornate, efficaci, innovative, per andare “dentro” l'accoglienza con strumenti più “pensati”, per andare “oltre” l'accoglienza studiando e concettualizzando buone pratiche, suggerendo modelli di intervento, agevolando la elaborazione di linee-guida da rendere disponibili ad un costruttivo dibattito con gli altri enti e da segnalare all'attenzione delle politiche sociali

BE FREE attua e programma le sue attività partendo dalla convinzione che le persone in difficoltà non sono “criticità” di un sistema perfetto, ma sintomi ed evidenze dell'imperfezione. Dunque, tutta la società deve occuparsene
BE FREE ha maturato la certezza che le vittime di tratta, violenze, discriminazioni non debbono essere espulse dal contesto delle persone “rispettabili” ma coinvolte in modelli di accoglienza di tipo olistico, non giudicante, volti all'integrazione dei diritti umani improntati alla pratica delle relazioni politiche tra donne,
BE FREE pensa che le vittime di tratta, violenze, discriminazioni possono essere rivittimizzate se ci si approccia a loro con sentimenti di pietà, senso d'alterità, atteggiamenti giudicanti.
BE FREE è consapevole che tratta, violenze e discriminazioni sono reati contro i diritti umani, e contro i diritti umani di genere.
BE FREE pensa che tutta la comunità deve essere coinvolta nella costruzione di relazioni rispettose, che tutte\i devono poter ascoltare parole diverse da quelle normalmente diffuse, che nessuno può sottrarsi al valore civile di percepire le problematiche altrui, e di sentirsene coinvolto.
Il Centro Sociale "Macchia Rossa", da anni impegnato nella lotta contro la violenza di genere e contro il sessismo, organizza un incontro con Be Free per scambiare punti di vista e confrontare i diversi modi con cui lottare contro la violenza di genere, il sessismo e il maschilismo sempre più dilaganti in questa città, compresi gli spazi occupati e autogestiti.

SABATO 23 OTTOBRE
  • ORE 17 ASSEMBLEA PUBBLICA
  • ORE 20 CENA SOCIALE A SOTTOSCRIZIONE

LA LOTTA PER IL DIRITTO ALL'ABITARE SOTTO PROCESSO!

DIFENDIAMO IL DIRITTO A BATTERCI E AD ORGANIZZARCI PER CONDIZIONI DI VITA DEGNE.

Il 15 giugno 2007 alcune decine di nuclei familiari di senza casa, provenienti da luoghi ed esperienze diverse, occupano uno stabile abbandonato da vent’anni a Magliana quartiere da sempre attraversato da lotte per la casa e per condizioni di vita dignitose.
Il 14 settembre 2009 dopo mesi di indagini svolte dai Carabinieri con metodi al limite della legalità, e su pressione di elementi del PDL, i magistrati emanano sei mandati di arresto a danni di una compagna e alcuni compagni.
Gli arresti vengono effettuati con enorme dispiegamento di agenti e mezzi, guidato dal generale dell’Arma dei Carabinieri Vittorio Tomasone in persona.
Fino a 17 giorni di carcere, più tre mesi di arresti domiciliari, più altri mesi di obbligo di firma la prima conseguenza di questo sciagurato impianto repressivo.
Oggi a distanza di quasi un anno dagli arresti, arriva la notizia della chiusura delle indagini con la relativa richiesta di rinvio a giudizio. Nonostante il tribunale del riesame e lo stesso GIP avessero valutato privi di fondamento i capi di imputazione più gravi, oggi il P.M. Santina Lionetti, ripropone l’intero infamante impianto accusatorio: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione e al furto, detenzioni di armi da guerra, più un’altra lunghissima (38 in tutto!) sequenza di reati che vanno dalle violenze private all’invasione di edificio pubblico.

Altro risultato del teorema repressivo è stato quello di costringere i/le compagni/e ad allontanarsi dall’occupazione. Ciò ha permesso che all’interno dello stabile di via dell’Impruneta 51 si instaurasse la legge del più forte, con l’avallo dei collaboratori dei Carabinieri presenti nello stabile. Risse e accoltellamenti sono all’ordine del giorno in quel luogo e, come spesso accade, la violenza più grave l’ha subita una donna.

Evidentemente questo è quello che volevano i magistrati dato che la loro inchiesta descrive come un crimine il darsi delle regole condivise, che altro non erano se non un patto pubblico fra persone in lotta per un esistenza migliore.

Ed è proprio questo il punto: oggi si sta aprendo un processo contro le occupazioni, contro il movimento di lotta per il diritto all’abitare, ma non solo. La distorsione della realtà a scopi repressivi è diventata un’abitudine: una manifestazione in un supermercato diventa una rapina, uno sciopero in fabbrica diventa un sabotaggio, un’occupazione abitativa diventa un racket di estorsori. Vogliono additare come criminali coloro i quali si organizzano in massa e alla luce del sole per lottare per un’esistenza dignitosa che necessariamente passa anche per avere un tetto sopra la testa.

In un momento in cui:

  • la crisi economica sta producendo un impoverimento di un numero sempre più ampio di persone.
  • i padroni pur di continuare a guadagnare sempre di più impongono condizioni lavorative sempre peggiori (vedi FIAT a Pomigliano d’Arco).
  • il governo più corrotto della storia d’Italia continua a rimanere in piedi.
  • la giunta comunale di Alemanno continua a servire gli interessi di speculatori e palazzinari, aggravando giorno dopo giorno l’emergenza abitativa e costringendoci a vivere soffocati/e dal traffico e dal cemento.

E’ necessario più che mai contrastare i teoremi repressivi contro il movimento di lotta per il diritto all’abitare!

E’ necessario più che mai organizzarsi e lottare!

Sabato 25 settembre 2010, ad un anno dall’arresto dei compagni e della compagna del CSOA,
ore 18.00 – assemblea pubblica presso il Centro Sociale Macchia Rossa
ore 20.30 – cena sociale per le spese legali

C.S.O.A. MACCHIA ROSSA –MAGLIANA

Via Pieve Fosciana 56/82/88

LIBERTA’ TOTALE PER I COMPAGNI E LA COMPAGNA DI MAGLIANA!
LIBERTA’ PER CHI LOTTA!



Ormai da due mesi quattro compagni e una compagna di Magliana sono stati arrestati con accuse false e infamanti e tuttora restano, per loro, forme di custodia cautelare restrittive della libertà personale. La vicenda della 8 Marzo Occupata, che il 14 settembre scorso ha visto il momento più eclatante dell’arroganza e del sopruso di giudici, carabinieri e politici fascisti, non si è ancora chiusa. Questa storia cade non a caso in un momento in cui, per chi in Italia pratica percorsi organizzativi delle lotte sociali, il clima è divenuto pesante. Ne sono un esempio i processi sugli eventi del G8 di Genova del 2001 che hanno visto pesanti condanne ai manifestanti e assoluzioni per chi ha gestito una repressione feroce. Come anche i casi che vedono compagni e compagne arrestati/e o colpiti/e da provvedimenti amministrativi fascisti della Questura, come il famigerato articolo 1, secondo il quale si può essere considerati sorvegliati speciali e dunque essere costretti a limitazioni assurde come l’obbligo di dimora nella stessa casa dalle 21 alle 7 o l’impossibilità di accompagnarsi con più di tre persone contemporaneamente. Infine, come non citare il gravissimo episodio di violenza padronale consumato all’Agile –ex Eutelia- azienda, condotta al fallimento, dove quasi 2000 lavoratrici/ori dopo essere stati messi in mobilità sono stati anche aggrediti da una squadraccia prezzolata guidata dall’ex amministratore Landi durante un presidio nel loro posto di lavoro.Avvenimenti molto diversi tra loro ma che hanno in comune la repressione di forme di lotta sociale.

La crisi economica, al di la delle dichiarazioni dell’establishment, sta producendo un numero enorme di licenziamenti e cassaintegrati il che, unito ai continui tagli ai servizi (scuola, università, sanità), sta creando un impoverimento di vasti settori della popolazione italiana. In questa situazione sono già emerse, durante l’estate e l’autunno forme di resistenza e conflittualità sociale. Ovviamente questo di per se non compromette la pace sociale necessaria a far uscire i padroni indenni dalla crisi, ma ha una potenzialità che in qualche modo disturba e preoccupa. In questo senso ci spieghiamo anche diversi provvedimenti legislativi assunti dal centrodestra in questi ultimi tempi: dalle limitazioni al diritto di sciopero, al tentativo di limitare le manifestazioni a Roma, fino al pacchetto sicurezza.

In questa situazione il movimento di lotta per la casa, a Roma, pur nei limiti e nelle difficoltà, riesce ancora a prendere l’iniziativa. Questo fa sì che un etereo spettro di organizzazioni delle lotte sociali si aggiri per l’urbe e dunque tanto basta affinché la giunta Alemanno gli dichiari guerra. Dichiarazione avvenuta il primo settembre con lo sgombero dell’ex Regina Elena, seguito poi dallo sgombero di Via Salaria e dal tentato sgombero della 8 Marzo durante il quale sono stati tratti in arresto Francesca, Giobbo, Simone, Sandro e Sandrone.

Certo è una guerra condotta facendo due passi avanti e uno indietro ma indubbiamente non amano pensare che Roma sia una delle ultime città d’Europa dove ancora vengono occupati stabili abbandonati. Di per se questo non è sufficiente a muovere una guerra nel nome della legalità; evidentemente la spinta propulsiva a questa offensiva la fornisce chi ha degli interessi concreti, materiali ed immediati legati agli stabili occupati e alle zone circostanti. Nel caso dell’ex Regina Elena ciò è evidente dalle dichiarazioni del Rettore e dallo stato avanzato dei progetti (nonostante lo stop della sovrintendenza ai beni culturali). Nel caso dell’ex scuola 8 marzo queste motivazioni sembrano, se non meno chiare, almeno meno urgenti. Quello che è noto è che da poco è stato rinominato lo staff dirigenziale dell’ex Sviluppo Italia che ha sempre avuto interessi speculativi sull’immobile di via dell’Impruneta 51. Tra i nuovi dirigenti risulta esserci nientemeno che Caltagirone. Il loro progetto, ancora in una fase iniziale, è di demolire lo stabile e di costruire al suo posto e sul giardino antistante un enorme parcheggio giustificato dal nuovo collegamento, in via di discussione, di una funivia che colleghi le due sponde del Tevere. Questo progetto uscito fuori dal cilindro di Veltroni già più di due anni fa (e allora aspramente criticato da Alemanno e dalla destra) ha riscosso e riscuote tuttora i consensi del Partito Democratico ed ora sembra essere rilanciato in sordina dal centrodestra romano. Del resto la torta è abbastanza grande da poter garantire una fetta a tutti. Sembra chiaro che in un periodo di crisi in cui il mercato immobiliare subisce una (leggera) flessione, i signori del mattone devono cercare altri investimenti per far tornare i conti dei loro profitti e quale occasione migliore se non quella di una speculazione su un bene pubblico come una ex scuola del Comune? O come quella sulla ex Fiera di Roma? O come il nuovo stadio della A.S. Roma con annessi palazzi residenziali e centro commerciale da costruire su terreni a destinazione agricola ancora una volta in deroga al già vergognoso Piano Regolatore? E’ chiaro che quelle forze politiche che sono al governo della città e quelle che sperano di tornarci fanno a gara per cercare il consenso dei palazzinari, veri padroni di Roma. In tutto questo si muovono le faide interne allo schieramento di centro destra per far acquisire consenso e porzioni aggiuntive di potere all’una o all’altra cordata. Faide che producono episodi oscuri come quello legato ai ricatti all’ex governatore della Regione Lazio Marrazzo, episodio dietro il quale guarda caso c’è il Generale dell’arma dei Carabinieri Vittorio Tomasone, lo stesso che ha guidato il tentativo di sgombero e gli arresti del 14 settembre scorso a Magliana. Questi sono, a nostro avviso, alcuni degli elementi che concorrono a far luce sul perché alcuni compagni e una compagna colpevoli di niente vengono privati della loro libertà per mesi.

A questo punto forse, come compagni e compagne, cominciamo a non sentirci più tanto innocenti. Forse una parte di responsabilità ce l’abbiamo, riconoscibile quanto meno nella volontà di portare avanti nel concreto non solo un’opposizione strenua e costante nei confronti di questo modello di città, ma anche nella costruzione di un’alternativa fatta di solidarietà, autorganizzazione, riappropriazione e redistribuzione. Gli interessi padronali sono ben difesi da uno schieramento classista e compatto che coinvolge oltre ai padroni, politici, forze dell’ordine, magistrati e giornalisti. Sta a noi contrapporre, a questi, altri interessi basati su valori diversi da quelli del profitto, della sopraffazione e dell’egoismo sociale. Sta a noi costruire l’opposizione a licenziamenti, sfratti e arresti ai danni di chi non vuole cedere!

DIFFONDIAMO LE LOTTE SOCIALI!
DIFENDIAMO CHI LE PRATICA!

MERCOLEDI 18 NOVEMBRE ORE 9.00 PRESIDIO SOTTO IL TRIBUNALE
a Piazzale Clodio in occasione dell’udienza del Tribunale del Riesame per Michele, uno dei compagni della 8 Marzo Occupata ancora sottoposto a misure cautelari

Corteo di quartiere

 PER:

  • Una soluzione abitativa definitiva per le famiglie che occupano la scuola "8 marzo".
  • Un uso pubblico per l'edificio (No all'incubatore d'impresa, si ad asilo nido, palestra, parco pubblico, centro di educazione ambientale e case popolari).
  • Il blocco degli sfratti.
  • Una nuova sanatoria per gli occupanti senza titolo delle case dell'INPS.
  • L'acquisizione da parte del Comune di Roma delle case dell'INPS non acquistate dagli inquilini.
  • I servizi pubblici nel nostro quartiere (Attivazione della nuova sede ASL, ripristino immediato dell'ufficio postale).

CONTRO:

  • Le nuove speculazioni previste nel nostro territorio che porteranno altro cemento al posto degli ultimi spazi verdi.

Appuntamento sabato 21 giugno ore 16 alla "8 marzo occupata", via dell'Impruneta 51

 ****

Per chi vuole fermarsi, ore 21 cena "Vegan Riot" al CSOA Macchia Rossa

via Pieve Fosciana 56

un anno d'occupazione, un anno di lotta
sabato 24 maggio asta bici usate
Sabato 24 maggio
ore 16.00, Piazza De Andrè

la ciclo-officina del CSOA Macchia Rossa organizza un'asta in piazza di biciclette salvate dalla discarica e recuperate. Il ricavato servirà a finanziare le attività della ciclo-officina per diffondere l'uso della bicicletta in alternativa alla schiavitù del petrolio.
Sabato 17 marzo cena "Vegan Riot" versione buffet.
Cena vegan
cena vegan sabato 8 marzo

cena di finanziamento per la ciclo-officina


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