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Sulla violenza sessuale gennaio 2001 |
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Con questo documento vogliamo esprimere il nostro punto di vista sulla questione della violenza sessuale.
Nei rapporti fra i generi lelemento sessuale è costantemente presente. Puo essere latente, puo essere radicato nei comportamenti, puo essere represso. Ma è sempre presente. Qualcuna ci ha chiesto perché parliamo sempre di sesso e non di potere. Ecco. Perché crediamo che i rapporti di potere e subordinazione e controllo tra gli uomini e le donne sono comunque e sempre regolati dallelemento sessuale e non semplicemente sessuato. La violenza sessuale compiuta dal genere maschile non è leccezione, non lo è purtroppo neanche la penetrazione violenta. Anzi, è la regola generale dei rapporti uomo-donna, in tutti i suoi aspetti, livelli, sfumature. Lo è dallinfanzia da quando noi uomini alzavamo le gonne delle bambine "per gioco". Quella non è violenza sessuale?
Quando un uomo picchia una donna in seguito a un rifiuto commette una violenza di tipo sessuale e non semplicemente sessuata. Quando un uomo subordina le azioni, i desideri, i pensieri, di una donna ai propri interessi sessuali commette una violenza sessuale. Quando un uomo non lascia esplicitare il libero e consapevole desiderio sessuale di una donna commette una violenza sessuale. Quando un uomo quantifica il proprio potere riuscendo a sottacere, velare, far si che sia latente lelemento sessuale costringe la donna a una condizione psicologica di paura, terrore e assenza di consapevolezza del livello di sfruttamento e di subordinazione imposto e sostanzialmente non fa altro che ribadirle: "NON CREDERE DI AVERE DEI DIRITTI". "Lo stupro è un atto di violenza contro il corpo diverso della donna, contro lelemento non cancellabile della sua differenza. La causa dello stupro è nel fatto che gli uomini considerano il corpo femminile disponibile per noi, alle sole condizioni poste dallo stato dei rapporti fra noi uomini". Questo passo citato dal libro "Non credere di avere dei diritti" ( Libreria delle Donne di Milano, 1987 ) ci sembra che colga in assoluto il punto della questione. Su questo aggiungiamo che oggi non sappiamo compiere unesatta distinzione fra i termini-concetto della violenza sessuata - sessuale e non perché non conosciamo il significato ma perché crediamo che il confine sia troppo sottile. Forse non esiste. Non lo sappiamo, ancora. E di conseguenza riconduciamo in linea di massima la violenza di un uomo verso una donna al sessuale e non al sessuato. E su questo, comunque stiamo ancora riflettendo. Quindi per quanto ci riguarda facciamo nostro quanto sinteticamente ma ottimamente affermato nel documento dellassemblea delle compagne femministe nel luglio scorso riguardo al concetto di stupro e di violenza sessuale: "uno stupro non è solo penetrazione, è qualunque forma di violenza o sopraffazione agita a partire dalla propria appartenenza sessuale." Documento che sottoscrivemmo in pieno già nel nostro precedente documento "BASTA STUPRI" . Forse qualcuno potrà rilevare una contraddizione in questa assunzione totale da parte nostra. Forse qualcuno lo farà in mala fede e a lui/loro non cimporta rispondere. Preferiamo rivolgerci ai pochissimi interessati a questo discorso dicendo che assumere un punto di vista può essere fatto in maniera dialogica, riscontrando immediatamente un limite, tutto nostro, ma leggendo anche un livello emozionale, e personale e quindi politico. Le convergenze possibili fra il pensiero femminista, soprattutto quello più radicale, e il nostro tentativo elaborativo sono fondative e non contraddittorie. E se come crediamo il personale è politico crediamo anche che sia possibile leggere affermazioni come quelle di Victor Seidler in "Riscoprire la mascolinità" come affermazioni complementari, dialogiche e dialettiche e non in contraddizione con questo concetto del pensiero femminista. Luomo ha fondato sulla razionalità il proprio agire, il proprio pensiero. Relegando alla sfera delle debolezze umane sentimenti, affetti, e soprattutto esperienze personali. Negandogli valore politico. Soprattutto quando sono devastanti per il proprio ruolo, per il proprio potere. Quindi partiamo da l�. Partiamo dal distruggere i ruoli.
NESSUNO PUÒ CHIAMARSI FUORI I compagni del centro sociale "Macchia Rossa" Magliana |