Gaudenzio BINASCHI: Un vescovo nella bufera. La Chiesa pinerolese dalla guerra alla liberazione
"Appunti" n.24 (20-8-96)
Gaudenzio BINASCHI: Un vescovo nella bufera. La Chiesa pinerolese dalla guerra alla liberazione.
Benvenuto questo prezioso volumetto di documentazioni e memorie stroriche su Pinerolo e il pinerolese, curato dall' Archivio della Diocesi di Pinerolo, con la efficace presentazione dell'attuale Prelato, Mons. Piero Giacchetti. Così per i commenti di Aurelio Bernardi.
Non riteniamo il caso di entrare nel merito - sia pure con molta umiltà - dei contenuti del Diario, sul piano dell' impegno ecclesiale e del contributo in tal senso nell'intero pinerolese, rispetto alle drammatiche vicende della guerra di liberazione nazionale. Riteniamo - in effetti - che la lucida e documentata recensione effettuate dal Direttore dell' "Eco del Chisone", Vittorio Morero, e la diffusione del settimanale nell'attuale vastissima area, abbia già consentito ad ogni persona interessata di avere a disposizione una valutazione particolarmente attenta e obiettiva sul significato e contenuto di tale opera.
Da parte nostra oltre all'analisi di alcuni aspetti legati alla realtà che abbiamo vissuto e che, a nostro parere meritano attenzione, punteremo - nei prossimi numeri - su quella parte di documentazione storica insita nelle Cronistorie di Parrocchia o Diari di sacerdoti impegnati(purtroppo solo in parte resi noti nel testo integrale), rilevando le anomalie, ma avendo sempre presente il concreto apporto che essi possono dare alla nostra memoria storica, anche sul piano specifico del loro insostituibile impegno di sacerdoti, che hanno pagato di persona, con carcere, pericoli della loro stessa vita, oltraggi e brutalità di ogni sorta, la loro passione di fede e di solidarietà umana.
DATI STATISTICI CONTENUTI DEL DIARIO DI MONS. BINASCHI
COMUNE Partigiani e civili uccisi dai nazifascisti
Deportati
Militari e civili uccisi dai partigiani
Partigiani (da)
Civili (da)
Ted
Bn
Ted/Bn
Civili
?(1)
Ted.
Bn.
Ted/Bn
Ted.
Bn.
Ted/Bn
MACELLO 3
=
=
=
=
2
=
=
=
1
=
GRAN FAETTO =
=
=
=
=
=
2
=
=
=
=
=
BURIASCO =
6
=
=
=
=
=
=
=
=
6 (6)
=
ABBADIA =
=
=
1
=
=
3
=
=
=
=
=
TURINA =
=
8
=
=
6
=
=
3
=
1
=
TROSSIERI 9
=
=
5
=
=
=
=
3
=
6 (6)
=
CHIABRANO 11
=
=
=
=
=
4
=
2
=
=
=
V.GERMAN.(2) 21
=
=
=
=
=
4
=
=
6
=
=
POMARETTO =
=
4/5
=
=
=
=
=
=
=
=
5
FENESTRELLE =
=
=
=
=
=
6
=
1
=
=
=
FROSSASCO =
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
2
LAUX =
=
=
=
=
=
2
=
=
=
=
2
PORTE =
=
10 (3)
=
=
=
=
=
=
=
=
11
S.GERMANO =
=
4
=
=
=
=
=
=
=
=
30
VILLAR PEROSA =
13
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
PRALY 6
=
=
1
=
=
=
=
=
=
=
1
S.MART.PERR. 1
=
=
=
=
=
12
=
=
=
=
=
TORRE PELLICE =
=
24(4)
=
=
=
25-2m.
=
=
=
=
20
FENILE =
1
=
=
=
=
5
=
=
=
=
8
RORETO =
=
8
=
=
1
10
=
=
4
7 (6)
=
PRAGELATO (5) =
=
6
=
=
1
30
=
=
=
=
=
LUSERNA =
=
4
=
=
2
1
=
=
=
=
6
RIVA =
=
=
=
=
1
18 -1m.
=
=
=
=
2
TOTALE 51
20
72/73
7
2
17
129-3 m
=
9
10
27
87
(1) - indicati come "uccisi dai partigiani" - senza indicazione di sorta (criminali di guerra - spie - atti criminosi ...)
(2) - "" "vittime civili" n°12 - uccisi da chi, come ?
(3) - scritto : "più 7 rastrellati" - uccisi, deportati, militari, civili ?
(4) -" "più i valdesi" - conto separato per religione ?
(5) -" "vittime da bombardamento" - quali, ad opera di chi ?
(6) -come (1)
UCCISI DAI NAZIFASCISTI:partigiani n° 143 / 144-civili :26
UCCISI DAI PARTIGIANI : tedeschi n° 0- brigate nere n° 9 - tedeschi e fascisti n° 10- civili n° 27
(1) e (6) n°87
Mentre chiara la sostanza del messaggio ecclesiale, date e cifre dimostrano tutti i limiti di informazioni e di fonti in un periodo "di burrasca". Meno comprensibile e particolarmente ambigua è la somma (?) che gli estensori hanno creduto di fare, cosa significa infatti : vittime dei tedeschi e delle brigate nere n° 184 = vittime dei partigiani n° 127.
Si vuole il quasi pari e patta ? Nazifascisti, impiccati, fucilati, spie, criminali di guerra : stessa, sporca minestra ?
Altre perplessità derivano da un confronto fra le "testimonianze" di diretti collaboratori del vescovo - fra di loro e con il citato Diario. Ci limitiamo a citare un solo caso, fra i più dolorosi :"L'eccidio del Ponte Chisone". (sottolin. nostre):
Don Angelo Cavallone scrive nel 1959 "Si semina piangendo", sulla dichiarata base della "documentazione e la corrispondenza" a mano del vescovo : "...Nei primi giorni di febbraio 1945 intanto, mentre sui lontani fronti le sorti volgono sempre più sfavorevolmente per i tedeschi, le forze partigiane acuiscono la lotta con più vitalità e con decisione più rabbiosa. Sette soldati germanici sono fatti prigionieri e tenuti nella zona presso Montoso dai partigiani, i quali alla fine li uccidono e li portano a Ponte Chisone. Ciò provoca una spietata rappresaglia. Per tutto il mese i tedeschi compiono esecuzioni capitali di venti partigiani che hanno in mano loro. Il 6 febbraio tre sono fucilati ...il 7 altri tre in Val Chisone, mentre grava la minaccia di continuare con tre vittime ogni sera fino alla restituzione dei prigionieri tedeschi...la tensione fra le parti si fa più grave nel momento in cui, quando pare che si sia raggiunto un' accordo, scoppia la bomba sul treno di Perosa, posta, come sembra, da un esaltato ...L'Arcivescovo di Torino si interessa immediatamente, ma purtroppo senza esito, tanto che le vittime salgono a venti...".
Tutto chiaro ! I 7 tedeschi sono prigionieri al Montoso, dove ci sono i garibaldini. Essi vigliaccamente li uccidono, senza apparente motivo immediato. Solo allora scatta la feroce rappresaglia.
Don Francesco Granero, Segretario del Vescovo, "...1) Lunedì 5 marzo il comando tedesco ha condannato a morte 27 giovani "rei confessi" di avere portato le armi contro l'esercito tedesco : sono tenuti come ostaggio ...2) ogni volta che si farà qualcosa contro l'esercito tedesco, qualcuno di questi ostaggi sarà fucilato; 3) poiché i partigiani di questa zona hanno in mano 7 tedeschi, il comando chiede di avere la bontà di prendere contatto per poterne fare un cambio ...Giovedì 8 marzo .. nel pomeriggio porto in auto il vescovo a Luserna S.Giovanni ...riusciamo a prendere contatto con un capo partigiano che promette di riferire ...Venerdì 9 marzo i 7 tedeschi vengono ospitati e rifocillati in una cascina di Garzigliana .. riescono a far capire la loro gioia di essere in liberati .. Giunti però sul ponte Chisone vengono tutti uccisi con una raffica di mitra...Sabato 10 marzo ...Von Brautish ..mi chiama per dirmi
che 14 ostaggi, in rappresaglia per i tedeschi uccisi, devono essere fucilati allo stesso posto.."
I fatti, per don Granero, sono evidenti e comprovati da uno Diario da lui scritto "in quei tempi". Il brutale massacro dei 7 tedeschi ha provocato per ritorsione l'eccidio. Anzi, i tedeschi hanno proposto uno scambio che viene respinto dai partigiani. La colpa è, quindi, soprattutto loro.
Diario del vescovo di Pinerolo "...6 marzo i tedeschi esigono la restituzione di 7 dei loro che sono stati fatti prigionieri a Moretta. Impongono la restituzione senza contropartita. Inizia una terribile rappresaglia. Mi chiama il comando tedesco. Mons. Giraudo non riesce a parlare con i primi 3 condannati a morte (Gatto, Ricca, Peyrot) e viene rinchiuso in una stanza della caserma dei carabinieri. Mi precipito e vedo salire i 3 condannati su una carrozza della tramvia e portati alla stazione per l'esecuzione. Protesto perché si è impedito al can. Giraudo di avvicinarli. Imparto l'assoluzione generale. E' con me don Granero ...8 marzo - tutti mi dicono che sono solo esecutori di ordini ricevuti. Sono costernato, non posso far nulla per impedire questo susseguirsi di carneficine. 7/8 marzo - Si rinnova l'uccisione di tre partigiani per sera (prima a S.Germano e poi a Villar Perosa). Mi rivolgo al comandante Malan
[ dott. Gustavo Malan della V^ GL] per un gesto di carità ... ma non ottengo nulla...9 marzo - I partigiani fanno trovare al ponte Chisone i cadaveri dei 7 soldati tedeschi.
Ogni commento è inutile. Peccato che le false tesi Cavallone e Granero siano state riprese, senza controllo, dai nostri giornalisti locali.
Documento dell' Ufficio politico della polizia fascista, non casualmente fotocopiato in "Appunti" n° 8 bis (tralasciamo titoli e indirizzi) :
Formazioni ribelli del Pinerolese e zone limitrofe avevano proposto al Comando della V^ Divisione Alpina Germanica il cambio di 7 Militari Germanici, a suo tempo prelevati a Casalgrasso (Prov.Cuneo), con individui appartenenti a bande ribelli ristretti in Pinerolo dal locale Comando Germanico. Detto Comando non solo rifiutò il cambio ma ordinò che se entro le ore 18 del 6 marzo i sopraddetti militari non venissero rimessi in libertà, si sarebbe proceduto alla fucilazione di tutti gli individui, già componenti bande ribelli, fermati da reparti dipendenti da detta Divisione. Per la mancata liberazione dei 7 militari suddetti ed in rappresaglia dell'attentato avvenuto la sera del 3 c.m. sulla tramvia Pinerolo - Perosa Argentina (vedi foglio n. 4270/N.I./5 dell'8/3/1945) venivano fucilati i seguenti individui rei confessi di appartenenza a bande ribelli...
Il 6 marzo alle ore 18,30 presso la stazione di PINEROLO : GATTO Riccardo, PEYROT Renato, RICCA Guido
Il 7 marzo alle ore 18 in S.GERMANO CHISONE : UGHETTO Dante, BALMAS Riccardo, MASSEN Paolo
l' 8 marzo alle ore 18,30 in VILLAR PEROSA : GALLIANO Giovanni, CHIANTORE Attilio, ARINI Guglielmo
La mattina del 9 corrente, verso le 4 venivano, in regione PONTE CHISONE sulla rotabile PINEROLO-CAVOUR assassinati da elementi ribelli della formazione "Giustizia e Libertà", 7 individui poi identificati per i 7 Militari Germ.
Si ritiene che le Autorità Germaniche agiranno con nuove rappresaglie.
firmata autografa del COMANDANTE (Col. Giovanni Cabras)
In effetti, il 10 marzo, venivano fucilati altri 7 partigiani, prigionieri di guerra, sul ponte Chisone.