Sui criminali nazifascisti: un caso locale
SUI CRIMINALI NAZIFASCISTI: UN CASO LOCALE (da "Appunti 26)
Gia' nel mese di maggio dello scorso anno (Appunti n°5), avevamo pubblicato una serie di elementi concernenti il problema sempre aperto dei maggiori criminali di guerra fascisti, ed in particolare le rivelazioni dello studioso americano Michael Palumbo, su quanto risultava agli archivi della Nazioni Unite concernente alti gerarchi fascisti, militari e civili, che non erano mai stati processati ne' estradati nei paesi che ne avevano fatta documentata richiesta.
Cosi' in merito alle denunce presentate alle Autorita' italiane da Simon Wiesenthal, il 28 febbraio 1966, con l'elenco preciso e documentato di 66 criminali di guerra. Non ha mai ottenuto nessuna risposta.
Ora, con i contorcimenti attorno al caso Priebke, viene riconfermata tutta l'ipocrisia, se non la complicita' - diretta o indiretta - di quella parte della classe dirigente che e' sempre riuscita a rimuovere le pagine peggiori e infamanti della nostra storia contemporanea.
Nel merito, vogliamo citare, a titolo di istruttivo esempio, un caso preciso, concernente il Pinerolese.
Punto di partenza e' stata la testimonianza, resa 12 anni fa da un lavoratore di Luserna, poi partigiano, Vincenzo Pittavino : "..Il 21 marzo 1944 .. io nato e residente a Luserna S. Giovanni, in quei giorni godevo ancora, lavorando, del permesso (il famoso bilingue) per circolare ... Il timore di un rastrellamento da parte delle forze nazifasciste, si sentiva da diversi giorni in paese. Il capitano delle SS italiane Daldosso, continuava a vantarsi che i suoi soldati avrebbero messo in trappola ...i partigiani...". Daldosso, o meglio Dal Dosso, non era un nome nuovo, gia' in diverse occasioni si era fatto notare per crudelta' e sadismo.
Orbene, in quest'ultimo periodo e' capitato di ricordare un recente libretto dell'avv. Guidetti Serra "Emanuele Artom - Primavera 1944", in cui compariva nuovamente la figura del capitano Dal Dosso, ufficiale piu' alto in grado della caserma delle SS di Airali, sede di sevizie mortali e torture per tanti civili e partigiani, fra le quali quelle inflitte a Emanuele Artom, proditoriamente catturato al Colle Giulian, portato a Luserna e torturato e seviziato fino a provocarne una morte atroce. Quella che per noi e' "la Bianca" volle, a molti anni di distanza, nel 1961, iniziare ricerche per capire cos'era avvenuto di quel criminale. Eccola, dall'inizio, in estrema sintesi :
21 marzo (1943) - Comincio' il grande rastrellamento e prosegui nei giorni successivi avanzando man mano verso l'alto della montagna e diramandosi a raggiera per strade e sentieri... Solo in seguito conoscemmo i particolari ...quelli de "La Gianna", pochi, mal armati, non erano in condizione di sostenere uno scontro frontale. Presero dunque a salire verso l'alta valle disperdendosi in piccoli gruppi. Anche Emanuele si incammino' ...
25 marzo - La fuga durava ormai da diversi giorni. Il gruppo con cui marciava Emanuele aveva ormai valicato il colle Giulian a piu' di 2500 metri e sperava di riparare il val Pellice...attraverso la nebbia intravidero in lontananza degli uomini in divisa. Chi erano ? Compagni ? Nemici ?
S'accompagnava al gruppetto certo M.D. uno della "milizia" che qualche giorno prima era stato fatto prigioniero dai partigiani e graziato. Ritirandosi lo avevano condotto con loro (e che altro fare se non si e' di quelli che i prigionieri li fucilano ?). Impudente si offerse di andare in ricognizione : "se son fascisti a me non faranno nulla " . Si fidarono e lui tradi'. La piccola squadra si rese ben presto conto di essere sotto la minaccia delle armi delle SS italiane. Di corporatura esile .. Emanuele era esausto.. aveva esaurito la "simpamina" di cui aveva fatto uso fin li'.Forse si illudeva sulla promessa (che pare sia stata fatta): "vi tratteremo come prigionieri di guerra".. Cosi si fermo' ... Con altri, vennero rinchiusi prima nel Municipio di Bobbio Pellice, poi alla Caserma Airali di Luserna S.G..Qui la tragedia di Emanuele ebbe inizio: terribili le sevizie infertegli e accompagnate dal dileggio. Ritenendolo un "capo", i torturatori vollero documentarne la cattura. Caricatolo a forza sul dorso di un mulo, una scopa in mano, un cappellaccio in testa ...lo fotografarono: un trofeo di guerra. L'immagine apparve con la dicitura : Bandito ebreo catturato" sul settimanale bilingue "Der Adler" che veniva diffuso in Italia. Il 31 marzo, con altri catturati Emanuele fu trasferito alle "Nuove" di Torino, nel "braccio tedesco".
7 aprile - in una cella venne trovato il cadavere martoriato dalle torture di Emanuele Artom.
1964 - Sono trascorsi piu' di vent'anni.. riandando con amici al tempo passato, si discorre di Emanuele.. Ma i suoi torturatori furono individuati, giudicati, con quale esito ?.. decido di rivangare un po' di quel passato. Comincio dall'archivio della Corte d'Appello di Torino ..Il fascicolo del processo non si trova.. "Guardi che e' finito in Cassazione e poi a Genova.." Insomma lo trovo quel benedetto fascicolo: incompleto, privo di molti verbali e di altri atti, ma l'essenziale, la sentenza e qualche documento rilevanti ci sono. Questo basta per ricostruire una storia esemplare,
"In nome del popolo italiano..." la sentenza di primo grado era stata pronunciata il 19 aprile 1951. Imputato ... Arturo Dal Dosso, capitano del 1° reggimento SS italiane. L'accusa "collaborazionismo militare e politico ... per avere dopo l'otto settembre 1943 e fino alla Liberazione, specie nel marzo 1944 in Torre Pellice San Giovanni, Bibiana ed in altri paesi del pinerolese in unione con altri rimasti sconosciuti (c.d.r.)... denunciato, rastrellato, seviziato partigiani e persone che ad essi prestavano aiuto, perquisendo, e saccheggiando, incendiando le loro case ed in particolare .. e qui l'elenco delle parti lese e dei misfatti compiuti. Inoltre, continua il capo d'accusa, per avere "...usato sevizie particolarmente efferate a Balonsino Giovanni, Jervis Guglielmo, Artom Emanuele, Lombardini Jacopo, persone che vennero in seguito fucilate o inviati in campi di eliminazione in Germania o che morirono in seguito alle sevizie"...
...da localita' ignota il Dal Dosse che, occorre ricordarlo, fu sempre latitante ...contesta ogni responsabilita' : Artom, Lombardini, Jervis "mai sentito nominare".
Certo Dal Dosso non fu il solo responsabile. Di tutti quegli ignoti cui fa riferimento la contestazione, quelli che hanno accettato ed eseguito gli ordini, quelli che hanno infierito per malvagita', o sadismo, o incapacita' di reagire, o vilta' nulla sappiamo. Al tempo non furono cercati...Anonimi, irreperibili, la sola memoria che resta e' quella delle loro efferatezze, della loro brutalita', della loro mancanza di umanita'. Non sono stati e non potranno piu' essere perseguiti: li denunciamo tuttavia alla storia (e non suonino retorica queste parole).
E Arturo Dal Dosso ? ..Ecco qualche brano della sentenza "...per gli art.li 5 D.L.L. 27/7/11944 n.19 e gli art.li 51 e 58 del Codice Penale di guerra si dovrebbe applicare la pena di morte. Abolita questa dalla Costituzione si deve applicare l'ergastolo...". No quindi alla pena di morte. E su questo tu saresti stato d'accordo, Emanuele...
La pena di morte e' dunque commutata in ergastolo: Ma il 22/6/'46 e' stata emanata un amnistia ...sono pero' previste alcune esclusione... Dal Dosso non potra' essere amnistiato ... si e' volontariamente sottratto alla cattura, e' responsabile di saccheggio, di omicidio, di avere inferto "sevizie particolarmente efferate" ai prigionieri.
Continua la sentenza: " ... in pochi giorni 10 case furono bruciate a Luserna e circa 50 in quella valle; spesso prima di essere incendiata la casa veniva completamente svaligiata e ...dopo l'incendio le SS passavano ancora ad asportare i pochi mobili rimasti. Piu' di una volta ..una casa veniva svaligiata in presenza dello stesso Dal Dosso "Ma la esclusione dalla amnistia deriva soprattutto dall'essere egli responsabile di sevizie particolarmente efferate". Guidetti Serra continua esprimendo diversi concetti su tali sevizie. Per l'essenziale (sempre dalla sentenza):
JERVIS - fu torturato al punto che i suoi indumenti non erano piu' che un grumo di sangue...
LOMBARDINI - fu ridotto a 45 chili e furono buttati giu' tutti i denti ...
ARTOM - fu frustato con tubi di gomma e con cinghie sul torso nudo; gli furono messi sul torso nudo e piagato pesanti sassi, fu sforacchiato a colpi di baionetta, gli furono conficcati spilli sotto le unghie; gli fu mozzato un orecchio; fu ferito ad un occhio; gli furono strappati i cappelli e gettati giu' i denti; gli fu persino rotta la vescica; fu immerso nell'acqua gelata e poi investito di getti di acqua bollente ...Quando fu ridotto in pietose condizioni, egli fu per il ludibrio della soldataglia posto a cavallo di un mulo, che veniva fatto saltare a colpi di bastone ..[ ecc.].
Il Dal Dosso, il piu' alto in grado... con gusto sadico si compiaceva di tali sevizie, le consentiva, le approvava ...
La sentenza nega ogni attenuante di pena e cita anche la barbara uccisione dei partigiani Ferrero e Costabel nel corso del rastrellamento.
Allora, ergastolo ? No, perche' il gia' ricordato decreto di amnistia prevede, senza eccezione in questo caso, la commutazione della pena : "con la conseguenza che l'ergastolo e' commutato in 30 anni di reclusione".
Intanto, tra indagini e dibattimento, e' intervenuta un'altra sanatoria (D.P. 19/12/1949 n.460) perche', dice la relazione al provvedimento "..Estingua tutti i reati politici, quasi a cancellarne il triste ricordo, commessi dall'8 settembre 1943 al 18 giugno 1946.."... Il condannato deve pero' costituirsi all'autorita' italiana.
L'introvabile capitano, che avrebbe comunque da scontare 10 anni, si presenta al Console Generale italiano di S. Paolo del Brasile .... Ricordata la sua storia chiede l'applicazione dell'amnistia.
La Procura Generale della Corte d'Appello di Torino scrivera' che pur essendosi presentato solo ad un Console "...ha ottemperato alla condizione di sottomissione alla maesta' della legge", dichiara il reato estinto e cosi' per la relativa pena. E' il 2 ottobre 1959. Il 26/11/1960 gli viene riconosciuto il diritto alla pensione.
Ricorda la Guidati Serra che ad Emanuele e' stata intitolata una lunga via della periferia. Vi abitano molti degli strati poveri ed emarginati." E mi accade di pensare che non ti sarebbe spiaciuto figurare su quelle targhe stradali".