Un magistrato a Pinerolo
Appunti n.36"L'Eco del Chisone", sempre attento alle testimonianze sulla Resistenza, ha dedicato oltre mezza pagina a "Note autobiografiche di un magistrato", Gustavo Piu', sardo, gia' pretore a Cavour e a Pinerolo "prima della guerra".
Senza entrare nel merito di questo personaggio, quale risulta dal testo pubblicato, difficile da definire, l'aspetto che lascia piu' perplessi e' la parte centrale sottolineata, dedicata dal Piu' al Tribunale partigiano di Pinerolo.
Le espressioni utilizzate: "un gruppo di ragazzi ancora bambini ... fu questa innocenza che mi fece piu' orrore, perche' sembrava che per essi la rivoluzione [ ? ] in atto, la violenza, il sangue fossero come un gioco. E piu' ancora lo rivelavano quando con la piu' grande disinvoltura, come se si trattasse di caramelle, distribuivano con la massima rapidita', a getto continuo, una dietro l'altra, condanne a morte, indiscriminatamente e senza alcuna garanzia procedurale, talvolta precedute da scene di ludibrio ... Le prime esecuzioni avvennero addirittura sulle pubbliche piazze in una disgustosa cornice di popolo forsennato o inorridito ... ecc., ecc. sempre sullo stesso tono, sono di una pesantezza senza pari, e infamanti non solo per i "ragazzi ancora bambini" ma per tutto il Tribunale che comprendeva anche altri, che avevano superato l'eta' della fanciullezza, ovviamente anche loro artefici di un gioco cosi' criminale. Peccato che queste cose vengono rese note a quasi 52 anni di distanza, rendendo impossibile ogni contestazione, da parte delle tante persone presenti, alle allucinanti accuse.
Si tratta comunque di una testimonianza da tenere presente.
Anche perche', in esse come in altre memorie dello stesso genere, sono ignorate del tutto, cancellate, venti mesi di una guerra atroce e spietata, sono ignorate le stragi nazifasciste, le centinaia di prigionieri di guerra fucilati o impiccati e seviziati; i deportati nei campi di sterminio, gli internati, 280 civili trucidati. Neppure un cenno.
Eppure un magistrato dovrebbe essere venuto a conoscenza di queste tragedie. Come avrebbe dovuto sapere dell'esercito di spie e informatori prezzolati, corrieri di morte, dei fascisti di Pinerolo o calati in quella citta' perche' gia' noti nei loro paesi d'origine per le loro nefandezze; quelli che guidavano i rastrellamenti, solo in parte resi noti nei libri di storia delle formazioni partigiane. Ne poteva ignorare l'esistenza a Pinerolo del comando generale della SS italiane; della folta sezione della Brigata Nera "Ather Capelli"; della polizia fascista della GNR e dell'UPI, della Gestapo e altre corpi similari Sapeva certamente che in quelle ore avveniva la spaventosa strage di Nichelino..
Sono stati commessi gravi errori di giudizio, vendette personali, atti sconsiderati ? E' possibile, e nessuno ha mai negato queste possibilita'. Essi pero' non possono essere oggetto di sparate irresponsabili e di demonizzazione collettiva. Un minimo di prove, di documentazioni specifica deve essere fornita.
Per i posteripreferiamo lasciare la parola ad un vero protagonista, don Giuseppe GHIO, parroco di Paesana:
"Fuori [dal Tribunale partigiano] e' una folla immensa, venuta dalle frazioni, da Calcinere, anche da Crissolo, da Oncino. Sembra che tutti siano pervasi da una frenesia di vendetta, di odio, di sangue: agognano di assistere all'esecuzione dei colpevoli. N.B. - Per comprendere lo stato d'animo acutissimo, la mente sconvolta di questa folla, bisogna ripensare a tutte le ingiustizie patite, i soprusi sofferti, i danni enormi subiti, le minacce incessanti di deportazione e di morte, le vittime cadute, il sangue sparso sui monti, sulle piazze, lungo i muriccioli e persino sul greto del Po ... tutto cio' a cui si dovette soggiacere fremente nell'animo invitto ma in un forzato silenzio...per circa due anni ! A questa folla sembrava giunto il giorno in cui si poteva finalmente dissetare in una giusta vendetta.
Bisognava comprendere e compatire ".
Con la sua autorita' morale egli intervenne positivamente presso il comandante partigiano garibaldino "Santa Barbara" e conclude: "Gli stringo fortemente, cordialmente la mano: Lo ringrazio.
CONTENUTO DEI DATI CHE SEGUONO:
1) - FORMAZIONI DEL CORPO VOLONTARI DELLA LIBERTa' (C.V.L.)
a) Divisione Alpina Autonoma "M.0. A. Serafino"
Totale dei caduti identificati n. 185
Numero ufficiale dei caduti (tra i quali 27 ufficiali) ............................ n. 207
b) 1^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Leo Lanfranco"
Numero totale dei caduti ...................................................................... n. 279
c) V^ Divisione Giustizia e Liberta' "Sergio Toja"
Numero complessivo dei caduti ...................................................n. 177
d) Caduti nel pinerolese di altre Formazioni non individuate
Numero dei caduti individualizzati .............................................. n, 39
e) Partigiani nati o caduti nel pinerolese (dati con probabili errori )
Totale ........................................................................................ n. 32
TOTALE CADUTI DEL C.V.L . NEL PINEROSESE n. 663
2) - LOTTA NON ARMATA
f) Deportati caduti nei lager nazisti di sterminio .......................................... ............. n. 34
g) Internati Militari Italiani (IMI) in Germania .......................................................... n. 56
TOTALE CADUTI NEI LAGER NAZISTI n 90
3) - CADUTI CIVILI NEL PINEROLESE
- Bambini/e Ragazzi/e - Donne e Uomini di ogni eta' ............................................. n. 283
TOTALE GENERALE : Combattenti del C.V.L. n. 734
- Lotta non Armata n. 90
- Caduti Civili n. 283
n. 1.107