CIRCA IL TRIBUNALE DEL POPOLO


FATTI LOCALI (Appunti n.7 - Luglio-agosto 1995)

Nella vita vi sono casi che lasciano quantomeno angosciati e perplessi. Cito, ad esempio, alcuni elementi di riflessione collegati alla Resistenza e alla guerra di Liberazione, dei quali stiamo celebrando il cinquantenario.

I fatti più rilevanti : lo scorso mese di aprile, viene pubblicato sul mensile diretto da Pier Giovanni Trossero, un clamoroso " scoop " circa un' eccidio avvenuto 50 anni or sono da partigiani locali, subito dopo il loro ingresso in Pinerolo, attraverso la costituzione di un " Tribunale del Popolo " diretto dall' ufficiale del R.E. Giovanni Costantino, allora Comandante delle formazioni gielliste della Val Germanasca e di altre in Val Chisone. Tale "Tribunale" avrebbe emesso circa 40-50 condanne a morte al giorno, fino a un totale di 400 / 500. Il tutto sarebbe stato affermato, senza dubbi, da autorevoli sacerdoti della diocesi di Pinerolo.

Nel successivo numero di maggio dello stesso periodico, venivano pubblicate precisazioni e smentite da parte del Comandante la Divisione Autonoma Val Chisone, Avv. Serafino, e dal sacerdote don Granero. La risposta veniva lasciata al solo autore dell' articolo, il quale comunque riafferma che in quelle giornata " le condanne piovevano a decine " . Personalmente avevo suggerito che si andasse fino in fondo, nelle sedi opportune, per l'accertamento della verità. Si preferì stendere un pietoso velo.

Lo stesso mese di maggio (28/5), " L' Eco del Chisone " dedica una intera pagina al un " Illustre studioso", il prof. Sacco, centrato su un violentissimo attacco a tutti i partiti antifascisti per il loro operato durante la guerra di liberazione; rivela minacce di insurrezioni, mentre i partigiani scenderanno in "città già liberate"; i riconoscimento delle qualifiche di partigiano sono regalate anche a chi lavora per i tedeschi. Non viene risparmiata neppure la Repubblica che " oserà proclamarsi con frase blasfema " nata dalla Resistenza". Tralascio altre amare "amenità" che dovrebbero aprire un "salutare dibattito".

Dopo un sereno quanto rigoroso intervento dello storico Gianni Oliva e un mio breve scritto di appoggio ( in quanto protagonista, anche politicamente impegnato), tutto viene dichiarato chiuso dallo stesso Sacco ( il 29 / 6 ) con un altro articolo di 5 colonne in cui ripete, pari , pari, quanto scritto un mese prima. Dibattito ?.

Ad una settimana di distanza altro "scoop". questa volta su " L'Eco del Chisone " che pubblica un vero, importante documento storico, ricavato da uno scritto del Vescovo di Pinerolo nel 1945, mons. Binaschi, nel quale sono indicati in " circa una sessantina " le condanne a morte emanate, questa volta da un " Tribunale partigiano", presieduto dal Comandante Costantino. Su chiara pressione del presule esso venne integrato con professionisti della giustizia.

Personalmente ritengo altamente positivo che questo documento di verità sia venuto alla luce. Lascia, invece, quantomeno perplesso e preoccupante, il fatto che esso sia stato tenuto del tutto nascosto per mezzo secolo, ed uscire solo dopo la morte di Costantino e, probabilmente, di tutti i componenti la giuria di allora, i quali non possono più portare la loro testimonianza e rispondere ad accuse così infamanti. Con loro vivi sarebbe stato possibile sapere con esattezza quando, come, e chi è stato condannato e il perché, qualunque esso sia : se si trattava di veri e propri criminali di guerra, di colpevoli di omicidi e stragi che hanno caratterizzato le nostre valli, di condanne in base alle leggi di guerra allora vigenti e dalle disposizioni delle superiori autorità militari. e chi, invece, è stato oggetto di un feroce atto di vendetta personale.

Per quel poco che ho conosciuto Costantino, non riesco a immaginarlo nella figura dello spietato carnefice.

Mi auguro, quindi, che sia ancora possibile, anche sulla base delle qualche indicazioni del direttore dell' Eco e dal citato Sindaco di Pinerolo, rintracciare atti e documenti autentici, tali da sciogliere quello che è il vero, crudele nodo.

Proprio in relazione a questo stato di cose, cercherò anche di ricostruire almeno qualche elemento essenziale del quadro complessivo, con dati e documenti che si possono rendersi disponibili. Ognuno potrà tirare le proprie conclusioni.

Documenti : Atti del Comitato di Liberazione Nazionale Regionale Piemontese e della Giunta Regionale di Governo.

N° 18 (35) del 15 aprile 1945

Disposizioni circa il funzionamento dei Tribunali Straordinari di guerra all'atto della liberazione :

IL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE PER IL PIEMONTE

Ritenuta la necessità di provvedere con le emanazioni di norme integrative del decreto n° 20 del 15 ottobre 1944, per la repressione dei reati immediatamente a seguito della liberazione nazionale dalle forze nazifasciste,

Ha decretato

Art. 1 - All'atto della liberazione da parte delle formazioni del C.V.L. le località liberate verranno a trovarsi nello stato di cui agli art. 214 e segg. T.U. leggi p.s. anche senza che venga per esse provveduto all'emanazione del decreto previsto all' art. 214 del T.U. predetto.

Art. 2 - Per effetto della liberazione di cui all'art. precedente la facoltà di cui all'art. 215 del T.U. leggi p.s. sarà devoluta ai Comandanti di qualsiasi formazione del C.V.L.

Art. 3 - Per effetto della liberazione di cui all'art. 1 e in deroga alla disposizione dell'art. 219 T.U. leggio p.s. la cognizione di tutti i reati sarà devoluta a tribunali straordinari di guerra che verranno costituiti ai sensi degli art. 283 e segg. del Codice Penale Militare di guerra.

Art. 4 - I tribunali militari straordinari di cui all'art. precedente saranno competenti a giudicare senza necessità della loro convocazione per ogni singolo caso.

Art. 5 - Per effetto della liberazione di cui all'art. 1 e in deroga alle disposizioni dell'ordinamento giudiziario militare la competenza a riunire i tribunali straordinari previsti all' art. 3 sarà devoluto ai comandanti di divisione del C.V.L. o di autorità superiore.

Art. 6 - Lo stato di emergenza di cui all'art. 1 e la competenza dei tribunali militari straordinari previsti agli art. precedenti cesseranno in seguito a dichiarazione del Comitato di Liberazione Regionale.

 

 

 


turna a ca'