Villafranca Piemonte: la societa', il lavoro, la guerra (1930-45)
Ogni commento e' lasciato al lettore - le sottolineature sono nei testi originali
DA UN DOCUMENTO DEL COMITATO MILITARE REGIONALE PIEMONTESE ( CLN )
- Direttive ai Comitati di Settore (giugno 1944)
1°) La situazione in atto impone di impegnare in Piemonte quanto piu' forze nazifasciste e' possibile per obbligare il comando germanico a sottrarre forze al campo di battaglia e a tollerare la disorganizzazione delle linee di ritirata.
2°) -3°) -4°) - (modalita' operative )
5°) - Nel corso delle azioni saranno catturati dei prigionieri. In via di principio, per assicurare uniformita' in ogni settore, si dispone : germanici (combattenti normali) e forze repubblicane con camicia grigio-verde (per lo piu' succubi della reazione) : trattamento da prigionieri di guerra. Immissione nelle bande del personale di nazionalita' non germanica che chiede di dare il proprio concorso alla lotta comune.; SS germaniche . SS italiane militi con la camicia nera saranno considerati mercenari e soppressi.
6°9 - disposizioni generali.
p. il Comitato militare
il consulente tecnico - militare
f.to Antonio L.
GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA
Villafranca Piemonte: la societa', il lavoro, la guerra (Appunti n.13, Novembre 1995)Poniamo alla vostra attenzione (con il permesso dell'autore), alcuni brani da noi tratti da una sintesi (41 pag.) della tesi di laurea (396 pag.) di un giovane, pregevole cultore di storia locale, il villafranchese Paolo GROPPO, che in essa riassume elementi importanti di memoria storica e di civilta', non solo per la comunita' in cui vive . Relatore : il Prof. Claudio Dellavalle. Con un nostro, sia pure molto modesto complimento, per chiarezza e documentazione.
Esiste un filone sommerso della storia dell'ultimo secolo di cui non vi e' traccia ... Esso e' stato rimosso anche dalla memoria collettiva, poiche' sono scomparsi gli ultimi testimoni e le prove documentarie sono scarse e frammentarie.... E' ben radicato nella memoria collettiva il fatto che Villafranca sia stato "un paese di pescatori", L'attivita' nel passato ha una rilevanza notevole... Attorno al 1950 ...risultavano ormai non piu' di una decina...
Nella ripartizione della proprieta' agricola prevaleva la piccola proprieta'...(un dato un po' anomalo per un comune di pianura)...lascia supporre l'esistenza di forme di economia mista...
Le grandi scelte di politica agraria e la campagna di propaganda condotte dal Regime fascista trovarono eco anche a Villafranca. In primo luogo la battaglia del grano...
Il passaggio dall'ammasso volontario all'ammasso obbligatorio nel giugno 1936, si scontro' con l'ostilita' latente dei contadini, anche se questa non assunse forme di vera e propria disobbedienza civile...Comunque l'ostilita' rurale agli ammassi e la presenza nel Comune di molti sfollati, con il conseguente giro di piccoli traffici con la Citta' di Torino, portarono i coltivatori ad infrangere le norme annonarie e distaccarsi via via dalla politica fascista... In paese non c'e' un imprenditore ... tutti i tentativi di avere fabbriche in paese andarono a vuoto, segnando cosi' il destino dei lavoratori villafranchesi, con nel pendolarismo la sola opzione possibile per gli operai ...
E' giunto... il momento di addentrarci in alcuni dei gangli della societa' locale di allora
per tentare ... una lettura della realta' della comunita'. Da una parte la Chiesa .. tradizionale punto di riferimento per la popolazione; dall'altra la ristretta cerchia degli antifascisti, sparuta minoranza, al momento ininfluente, e, nel mezzo quella parte della societa' ...piu' o meno consapevolmente contagiata dall'esperienza fascista... Al di la' di qualche accenno ai molteplici momenti rituali ... i testimoni non vanno. Non emergono nomi di fascisti locali ... Si puo' pertanto essere d'accordo con lo storico Gianni Oliva :
"L'atmosfera era di un rituale entrato a far parte del costume senza incontrare resistenza, e senza suscitare rifiuti, ma anche senza penetrare a fondo nelle coscienze ".
...Non era certo fra i cattolici che si annoverano le figure degli antifascisti che si sono fissate nella memoria collettiva del paese. Esse le ritroviamo nel solco della tradizione socialista. I loro nomi sono contenuti in un elenco delle " persone sospette e pericolose per l'ordine nazionale" compilate ai sensi delle nuove leggi di P.S. emanate nel novembre 1926 ..in un paese cosi' piccolo... erano praticamente conosciuti da tutti e, coll'andar del tempo, la loro integrita' morale si imporra' e nella comunita' si arrivera' a forme di "collaborazione passiva"...col proteggerai col silenzio ... una collaborazione che dopo l'8 settembre, diventera' un appoggio alla lotta partigiana....Negli anni 30' l'Azione Cattolica dovette adattarsi a svolgere un'attivita' di prudente organizzazione e diffusione dei principi cattolici ..
...Poi venne la dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940 ... Gia' il fascismo aveva introdotti elementi di disturbo in una comunita' dove ancora .. il ritmo della vita era scandito dalle stagioni ..Un microcosmo dove pero' erano passati i drammi della prima guerra mondiale .. La guerra del 40' porto' con se' le storie ed i lutti dei soldati al fronte ed introdusse .. una serie di cambiamenti che sconvolsero il precedente sistema di convivenza ...Uno degli eventi.. la presenza .. di quasi 2.000 sfollati...di fronte ad una popolazione di circa 6.000 abitanti ... La risposta della collettivita' fu nel complesso solidale.
Un esempio particolare di integrazione tra cittadini e sfollati sara' dato dalla partecipazione di uno di questi, Giuseppe Chiocchia, al CLN clandestino di Villafranca.
.Quando si cita l' 8 settembre subito la memoria di molti testimoni va all' inizio della lotta di Resistenza e al contributo che dal paese di pianura venne al movimento partigiano... La presenza a Villafranca di un nucleo antifascista...
costitui' il nodo centrale a cui ando' evolvendo la nuova situazione. I primi collegamenti .. si hanno abbastanza presto ...testimoni (Antonio Giolitti) : "Nel momento in cui i primi gruppi di partigiani erano gia' saliti in montagna, collocandosi sul monte Bracco .. allora avvenne l'approccio con Villafranca ... A Cavour vi erano due persone che gia' si erano manifestate antifascisti prima dell'8 settembre... Si trattava dell'orologiaio Vignolo e del meccanico Martini ...il primo doveva avere qualche conoscenza a Villafranca... C'era infatti questa indicazione : Cercate il farmacista di Villafranca ! E cio' avvenne proprio nei giorni in cui si cominciava a tessere la prima rete di collegamento. L'indicazione venne raccolta da Colaianni e soprattutto dal sottoscritto, avendo io ancora la base a Cavour. Mi recai allora a Villafranca...Noi andavamo sulle montagne e loro, Pronino e gli altri , costituirono ..un embrione di Comitato di Liberazione Nazionale...Barbato ed io muovemmo in diversa direzioni sia per cercare contatti utili alla vita del primo Battaglione Pisacane - avevamo bisogno di tutto - sia per allacciare i necessari collegamenti con la popolazione.....
Villafranca e' il primo Comune della zona, che io mi ricordi, dove sia sorto un Comitato di aiuto alla Resistenza (non lo si chiamava ancora CLN)...Nella stessa Barge, presieduta dai partigiani .. vi sono movimenti spontanei con figure importanti come il parroco don Agnese, l' ostetrica Camilla Rovano e lo "Zio Beppe", l' uomo che era a capo dell' intendenza.
"Ulisse II" ( ..Mellano Nino ..) e' tra i protagonista di alcuni episodi che videro impegnati gli uomini del comandante Petralia ..Tragico invece il destino dell'altro giovane ..Secondino Monetti, tra i primi caduti partigiani.. ..
Villafranca, le sue frazioni, la pianura erano zone di transito, a differenza di Barge e Luserna, zone pedemontane, che sono state la culla delle formazioni partigiane.
E' nel corso del 'inverno 1943-44 che giunge a compimento la diaspora dei giovani villafranchesi. Per molti di essi ,
sui vari fronti , si erano aperti, nei mesi precedenti i campi di prigionia. Per altri giovani, dai 18 ai 20 anni, la fine di ogni illusione .. fu rappresentata dai bandi di chiamata alle armi della Rsi. Era l' inizio di altro odissee.
Le tragiche conseguenze del rastrellamento del marzo 44' nelle valli e in montagna apriranno un dibattito ..sull' idea di portare la guerra in pianura .. Villafranca diventera' uno dei palcoscenici della lotta partigiana, anche se il fatto di essere considerata "zona ospedaliera", limitera' alquanto il numero delle azioni di guerra vere e proprie...
Gli interventi armati dei tedeschi .. sono di numero ridotto ma di notevole intensita' per le azioni condotte contro inermi cittadini ... In primo piano nella memoria collettiva del paese .. l' incendio della frazione S.Luca e l'uccisione,per impiccagione, di Michele Rossa ..di 34 anni...
.Un mese dopo .. i tedeschi tornarono a colpire le frazioni ad ovest di Villafranca : era il 17 settembre 44'. Furono bruciate case a S.Michele, S.Giovanni e Cantogno... Se gli episodi di S.Luca e ..di Cantogno sono le azioni piu' drammatiche ..non e' da dimenticare il terrore suscitato nella popolazione con l'operazione - ostaggi e con i frequenti rastrellamenti. Scopo della nostra ricerca era anche di far emergere .la "Resistenza sommersa" .. certamente molto lontana dalla cosiddetta "zona grigia". Villafranca e' ricca di personaggi i quali, pur non essendo combattenti, .furono
di supporto indispensabile alla lotta armata.. Una "rete di assistenza ospedaliera" fu messa in piedi..Cio' grazie al coraggio di coloro che accettarono in casa partigiani feriti, la cui eventuale scoperta avrebbe portato a terribili rappresaglie... una incredibile figura trova risalto : la signorina Luigia Bollati...della famiglia Bollati ..testimonianza di Petralia : " Quando il dr.Fontana bussa ...perche' ospitasse un partigiano ferito .. sara' lei stessa ad averne cura .... diventa
asilo tranquillo per i malati piu' gravi..Quanto a me, ferito gravemente - dopo le prime cure al Santuario di Cantogno -
..il dr.Fontana ed i proff. Colombo, scelsero la sua casa notarile...Nei momenti piu' difficili non si perse mai d'animo, il giorno del rastrellamento in cui i fascisti catturarono e fucilarono Leo Lanfranco e i F.lli Carando, il suo studio fu visitato dai fascisti, riusci' a non farli salire.. e nel momento della fucilazione ..mi fu vicina facendomi coraggio".
Don Bartolomeo Stobbia, il prete amico dei partigiani, nativo di Villafranca, era diventato cappellano del Santuario di
frazione Cantogno...un centro di rifugio per i feriti... che vennero aiutati e ricoverati.
Altro filone da esplorare in quella che abbiamo definito la "Resistenza sommersa" .. riguarda le forme di rifornimento e finanziamento dei distaccamenti partigiani.. In questo genere di operazioni condotte nei confronti dei contadini i comportamenti furono i piu' diversi. Alcuni ..collaborarono volontariamente .. altri ebbero pagati i prelievi .. altri ancora subirono veri e propri furti. Conscio che sul tema delle requisizioni si giocava una parte di credibilita' del movimento; il Comando Divisione dei garibaldini fu sempre severo : la popolazione era invitata a denunciare i casi in cui non fossero rispettate le norme stabilite o venissero esercitate violenze o minacce, punibili con la legge marziale.
Da quanto abbiamo scritto ... e' chiaro come a Villafranca pote' formarsi uno dei primi CLN della zona... Essi erano l'espressione di una nuova classe dirigente, sorta tra coloro che si erano opposti con coerenza di ideali al fascismo, indicativa delle varie componenti del mondo del lavoro locale : artigiani, operai, commercianti e contadini. Dal punto di vista politico era rappresentato l' intero arco democratico.