Storie di Resistenze: Tutti i mercoledì alle 15

Written by admin on 20 gennaio 2010 – 12:31 -

Anarchist_starOgni mercoledì alle 15 va in onda dall’Aula C4 Occupata Storie di Resistenze, un programma che racconta storie ed episodi delle lotte che tentano di scardinare le strutture di Potere che caratterizzando la società in cui viviamo.

Oggi vi parleremo di Internet, lo strumento che negli ultimi anni è diventato uno dei principali strumenti di comunicazione e di come per sua natura sia uno strumento autoritario e predisposto per il controllo sociale, la censura e la repressione.


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2 Responses to “Storie di Resistenze: Tutti i mercoledì alle 15”

  1. By Irostocchigiacistanno on gen 20, 2010 | Reply

    Io non sono contro l’autoritarismo. Non è forse la rivoluzione un atto fortemente autoritario? Internet, secondo il mio umilissimo punto di vista, è uno strumento di comunicazione e poichè è nelle mani della classe dominante diventa portatore di idee borghesi. Entra dunque a far parte di tutti quei mezzi che la borghesia possiede per ideologizzarci e di cui dobbiamo impossessarci a pieno titolo. Ma c’è da dire che per certi versi è ancora (e lo sarà ancora per pochi mesi) autonomo (vd. questo stesso spazio), per cui usiamolo fin quando possiamo e quando ce lo toglieranno ci opporremo con tutte le forze.

  2. By paskao on gen 20, 2010 | Reply

    Internet non è uno strumento autonomo e libero come generalmente si crede. È strutturato secondo dei modelli gerarchici che danno pieno potere a pochi di poter dominare tutta la rete e quindi di poter imporre la propria autorità, attraverso il controllo sociale, la censura, la violazione della privacy, la disnformazione e tutto ciò che è funzionale ad una struttura basata sull’autorità.

    Una rivoluzione è autoritaria se si pone come obiettivo di creare una nuova classe dominante, che per sua natura preserverà la sua posizione di privilegio fondata sul potere.
    Al contrario, non è autoritaria se mira a scardinare tutte le strutture di potere che generano il dominio dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura.
    Una rivoluzione antiautoritaria non nasce per sostituire il modello di oppressione delle classi privilegiate con quello di altre, ma lotta affinchè la divisione in classi sia abolita del tutto, eliminando gli “specialisti” dell’oppressione, come i giornalisti, gli uomini di partito e i padroni.

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