PROVE TECNICHE DI OCCUPAZIONE MILITARE
Written by admin3 on 11 aprile 2009 – 17:50 -
SEGNALIAMO QUESTO ARTICOLO, DAL BLOG DI FEMMINISMO-A-SUD, DA LEGGERE CON ATTENZIONE PER L’ACCENTO POSTO SULLA NECESSITA’ DI UNA LIBERA INFORMAZIONE INTORNO ALLA TRAGEDIA E PER I PREZIOSISSIMI LINK CUI ESSO RIMANDA:
Non si erano mai visti tanti militari in città, ci dice una persona che conosciamo. L’aquila è militarizzata. La solidarietà è militarizzata. Sembrano prove tecniche di occupazione militare.
Il timore dello sciacallaggio a noi non era proprio venuto in mente. Quando dormi in macchina, al freddo e poi tra le tende si pensa a tutto meno che alle cose che non ti servono, coperte, scarpe comode, acqua, cibo, articoli sanitari, mutande. Le cose che chiamano “di valore” (valore perchè e per chi?) interessano a chi si sta facendo propaganda sulla nostra pelle. Abbiamo perso parenti, persone care e case. Qualcuno ci deve dire di chi è la responsabilità.
Invece di mandare militari e di fare a scarica barile devono spiegarci perchè in questa società dove il mangia mangia è generale a morire sono sempre e soprattutto i deboli, precari, anziani, immigrati, quelli che fanno fatica ad arrivare a fine mese o che non hanno neppure i soldi per pagarsi un appartamento mentre vanno all’università. Il terremoto mette in evidenza la realtà per quella che è: divisa tra ricchi e poveri. Perciò non vogliono dirci quanti immigrati sono sepolti sotto le macerie. Non lo sanno e non lo vogliono sapere. Da che eravamo accerchiati da stranieri a che secondo i dati “ufficiali” abbiamo scoperto che l’aquila sarebbe l’unica città interamente colonizzata da italiani che rischia di essere aggredita da sciacalli che “vengono da fuori” (dovrebbero dire allora che gli sciacalli del luogo – quelli identificati per cognizione lombrosiana – sono morti tutti). E’ ridicolo e assurdo.
Tags: abruzzo, Aggiungi nuovo tag
Posted in notizie, repost da altri siti | 1 Comment »
L’Aquila, il tempo si è fermato, e con Lei anche più di 200 vite
Written by admin 2 on 7 aprile 2009 – 17:27 -ll racconto in punta di piedi di un fotografo che si muove nella città fantasma
La testimonianza da L’Aquila di Gianluca Cecere, fotografo freelance
testo raccolto da Nicola Sessa
“Sembra che ci sia stato un bombardamento. Non c’è una casa intera. Sono davanti all’hotel Duca d’Abruzzi, lo guardo, ci giro intorno: è imploso! Mi vengono i brividi, non c’è una sola casa che non porti i segni del sisma. Sull’autostrada c’era una colonna di automezzi di aiuti che arrivavano da Genova. Poi una lunga fila di camionette militari che ti accompagnano fino all’uscita de L’Aquila Ovest, l’unica uscita rimasta aperta. La città sembra in stato d’assedio, se non fosse per il clima da città fantasma, per l’atmosfera da scenario postbellico… E’ davvero impressionante… le case sono tutte vuote. Ho parlato con una donna, non ha voluto che la fotografassi perchè in quel momento stava infrangendo il divieto imposto dalle autorità: stava entrando in quel che rimane di casa sua per recuperare un po’ di cose e andarsene via, da parenti in qualche altra città. Le pareti dei palazzi sono gonfie, hanno delle grosse pance verso l’esterno. Altri edifici sono inclinati e sfidano la legge di gravità.
Ci sono i cani che cercano le persone… ho fotografato un’unità cinofila. Grazie al cane è stata individuata una cucina dove potrebbe esserci ancora qualcuno. La sensazione è quella che la città sia stata abbandonata cento anni anni fa e non da poche ore. Ho la sensazione di trovarmi in una città da sempre abbandonata.
E queste immagini contrastano con la consapevolezza che due giorni fa qui tutto era normale, che c’era la vita. Sto entrando nella vita di persone che sono altrove o che non ci sono più… Sto vedendo l’interno delle loro case… un lampadario dorato, un bagno, una vasca sospesa… l’accenno di una stanza da letto… Il tempo è fermo… sembra che sia passato a L’Aquila e abbia deciso di fermarsi”.
Tags: 200, Aggiungi nuovo tag, feriti, L'aquila, morti, più, sfollati, terremoto
Posted in notizie | No Comments »
Roma manifestazione nazionale contro il G14 sul welfare
Written by admin 2 on 29 marzo 2009 – 12:50 -Il 29 e 30 Marzo si terrà a Roma il g14 sul Welfare. In questo appuntamento si riuniranno i governi dei Paesi più influenti della terra con la pretesa di discutere delle nuove politiche sul welfare che vorrebbero attuare per “fronteggiare” la crisi economica attuale.
Tutto questo ci sembra un paradosso: gli stessi governi che hanno “di fatto” generato la crisi, adesso
pretendono di risolverla tramite un meeting dove all’ordine del giorno troveremo licenziamenti nel mondo del lavoro e dismissione dell’istruzione pubblica.
Per tutto questo riteniamo fondamentale costruire una grande manifestazione il 28 Marzo per riunire tutti quei soggetti che stanno pagando la crisi: studenti,lavoratori,precari,donne e migranti. Questo corteo diventa fondamentale anche in un momento in cui in questa città il protocollo Alemanno sulla gestione dei cortei e delle piazze stanziali, evidentemente demagogico e autoritario, si pone come unico obiettivo il blocco dell’espressione del dissenso democratico rispetto alle politiche del nostro governo,e come uno dei tanti strumenti utilizzati per limitare il diritto di sciopero.
Dalla discussione emersa in questi giorni nella nostra facoltà riteniamo fondamentale costruire uno spezzone unitario tra studenti universitari, studenti medi, precari e lavoratori della scuola e dell’università, per portare avanti l’opposizione alle politiche di smantellamento del sistema di formazione pubblico.
Uno spezzone che si proponga anche di dare una risposta determinata e radicale all’aggressione subita da noi studenti e studentesse della Sapienza durante la giornata del 18/3 in occasione dello sciopero della CGIL-FLC.
tratto da ateneinrivolta.org
Tags: Aggiungi nuovo tag, g14
Posted in notizie | No Comments »










