Atene blocca le munizioni!
Written by admin 2 on 14 gennaio 2009 – 17:46 -Nell’ultima settimana più volte è stata ripresa la notizia delle armi statunitensi dirette verso lo Stato d’Israele, un carico di munizioni destinato allo Stato maggiore dell’esercito sionista. Il cargo colmo di 325 container avrebbe dovuto far scalo al porto di Atene.
Nei giorni scorsi diverse sono state le manifestazioni al porto di Atene contro l’arrivo della nave Usa: i militanti pro Palestine e diverse sfaccettature della sinistra greca hanno promesso di bloccare il carico di guerra, impedendo la sua partenza verso i moli israeliani.
Oggi è arrivato il risultato delle pressioni e delle proteste: le autorità di Atene hanno bloccato il carico “per ragioni di sicurezza”! Gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato che cercheranno “mezzi alternativi” per far pervenire le munizioni in Israele.
via infoaut (italiano)
and occupiedlondon (blog about the greek riots)
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ancora alta la tensione ad Atene
Written by admin on 5 gennaio 2009 – 08:49 -atene 5-gennaio
Una bomba a mano e una ventina di colpi sono stati indirizzati questa mattina contro uno stazionamento della polizia dinanzi il ministero della cultura ad Atene. Gli aggressori avrebbero usato un Kalashnikov, almeno a giudicare dai bossoli trovati per terra. Ferito un agente di 21 anni, che è stato colpito alla spalla e a un piede. E’ ricoverato in ospedale e dovrà essere operato e le sue condizioni sono considerate gravi secondo la tv greca (anche se la presunta gravità delle condizioni sembra essere una bufala).
Nel frattempo, Indymedia riporta la notizia di un’ampia operazione di polizia ad Exarchia in corso proprio ora; la polizia antisommossa ha fatto irruzione in diversi bar e caffè, picchiando ed arrestando centinaia persone all’interno. L’intera piazza di Exarchia sembra essere isolata dalla polizia.
strategia della tensione in salsa greca?
altri aggiornamenti su http://www.occupiedlondon.org/blog/
Il 5 Gennaio, 2009 Nikos (non verificato) ha detto:
Il poliziotto ferito nn e in grave condizione,la notizia e falsa dalla tv greca.sta bene..
La polizia da ieri notte con modo aggessivo arresta qualsiasi che sta in zona di Exarhia e lo porta alla questura centrale..pu di 100 personne sono arrestati fino ora.L attaco si avvenuto alla zona di Exarhia,alle spalle del Politecniko di Atene.La situazione in Grecia nn si calma e la situazione e grave.
Il 9 di questo mese ci sara grande corteo di studenti, per riccordare un altro morto Teboneras ucciso dai fascisti a Patrasso.
Aspettiamo dai compagni Italiani di protestare al consolato greco la liberta dei compagni arrestati dei scontri di Dicembre…
Tags: atene
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lettere dalla grecia
Written by admin on 26 dicembre 2008 – 18:58 -pubblichiamo qui alcune lettere e comunicati molto toccanti
Lettera dei lavoratori greci agli studenti
La nostra differenza di età e la generale estraniazione ci rende difficile parlarvi nelle strade, per questo vi scriviamo questa lettera.
Molti di noi non sono (ancora) pelati o con la pancia. Siamo esponenti del movimento del 1990-1. Crediamo che ne abbiate sentito parlare. Allora, e durante le occupazioni delle nostre scuole durate 30-35 giorni, i fascisti uccisero un insegnante perché era andato oltre il ruolo naturale (di nostro guardiano) e aveva oltrepassato la linea, era venuto con noi nella nostra lotta. Allora, tutti scesero in piazza e fu rivolta. Ma noi nemmeno pensammo di fare quello che fate voi oggi: attaccare le stazioni di polizia (per quanto cantassimo “bruciamo le stazioni di polizia…”).
Voi ci avete superato, come sempre accade nella storia. Le condizioni certo sono diverse. Negli anni ’90 ci hanno venduto l’idea e la prospettiva di successo personale e alcuni di noi se la sono bevuta. Ora le persone non credono più a questa storiella. I vostri fratelli maggiori ce l’hanno mostrato durante i movimenti studenteschi del 2006-7. Oggi voi risputate loro in faccia la loro stessa favoletta.
Fino a qui tutto bene.
Ora la parte più dura, e pure buona, inizia.
Vi diciamo che abbiamo imparato dalle nostre lotte e sconfitte (perché finchè il mondo non è nostro ci saranno sempre sconfitti) e voi potete usare come meglio credete quello che noi abbiamo imparato:
Non rimanete da soli. Chiamateci, chiamate tutte le persone che potete. Non sappiamo come potrete farlo, troverete voi il modo. Avete già occupato le vostre scuole e ci dite che la ragione principale è che non vi piacciono. Bene. Siccome le avete già occupate, ora cambiatene il ruolo. Condividete le vostre occupazioni con gli altri. Fate sì che le scuole diventino i primi palazzi che ospitano le nostre nuove relazioni. La loro arma più potente sta nel dividerci. Come non avete paura a attaccare le loro stazioni di polizia perché siete insieme, uniti, non abbiate paura di chiamarci per cambiare tutti insieme le nostre vite.
Non ascoltate le organizzazioni politiche (siano anarchici o altri). Fate ciò che ritenete e avete bisogno di fare. Credete alle persone, non a schemi o idee astratte. Credete nelle vostre relazioni dirette con le persone. Credete ai vostri amici, coinvolgete il numero maggiore possibile di persone nella lotta. Non ascoltate chi dice che la vostra lotta non ha contesto politico e che lo dovete trovare. La vostra lotta è il contesto. Avete solo la vostra lotta e farla continuare è nelle vostre mani. Solo questo può cambiare le vostre vite e le relazioni reali con i vostri compagni.
Non abbiate paura di continuare quando vi confrontate con nuove cose. Ognuno di noi, diventando più grande, ha cose impiantate nella testa, anche voi ma siete più giovani. Non dimenticatevelo.
Nel ’91 abbiamo sentito il profumo di un nuovo mondo e l’abbiamo trovato, credeteci, duro. Abbiamo imparato che ci devono sempre essere dei limiti. Ma non abbiate paura di assaltare negozi.
Noi produciamo le cose, sono quindi nostre. Ci insegnano che bisogna alzarsi ogni mattina per produrre cose che poi non saranno mai nostre. Riprendiamocele e condividiamole. Come condividiamo gli amici.
Ci scusiamo di questa rapida lettera, ma la scriviamo scansandoci dal lavoro, di nascosto dal capo. Siamo imprigionati al lavoro, come voi nelle vostre scuole.
Ora racconteremo una bugia e ce ne andremo dal lavoro: veniamo a raggiungervi in piazza Syndagma con le pietre nelle nostre mani. Read more »
Tags: atene, grecia, repressione
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niente da festeggiare
Written by admin on 22 dicembre 2008 – 05:10 -
“Con quello che è successo non siamo nelle condizioni di spirito per festeggiare il Natale”
Tags: atene, natale
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