Adesso vogliono censurare internet
Written by admin 2 on 30 dicembre 2009 – 23:55 -Non fermeranno la rete!
In Italia c’è voluto un Massimo Tartaglia per convincere l’opinione pubblica del pericolo che la rete possa stravolgere i piani del nostro presidente piduista.

- Raffaele Lauro, il primo uomo che tenta la censura del web in Italia
Proprio qualche settimana fa, precisamente il 21 dicembre 09 l’onorevole del pdl Raffele Lauro ha presentato un disegno di legge che prevede dai 3 ai 12 anni di detenezione per “chiunque, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o più tra i delitti contro la vita e l’incolumità della persona, per il solo fatto dell`istigazione”. La stessa pena si applica a “chiunque pubblicamente fa l`apologia di uno o più fra i delitti indicati. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica, la pena è aumentata”.
Sostanzialmente il nostro codice penale già possiede una norma che prevede l’istigazione a commettere un reato, ovvero l’art 414 del codice penale,”istigazione a delinquere”.
E’ evidente che questo ddl Raffaele Lauro non serve altro che ad inasprire le pene previste per le condotte investigative e apologetiche e cominciare ad alzare il muro della censura del web in Italia.
Inoltre secondo Lauro chi userà facebook per fare istigazione rischierebbe oltre i dodici anni in virtù dell’aggravante delle comunicazioni telematiche o informatiche.
Consigliamo la visione di questo video narrato dal nostro buon amico eloquens
Tags: apologia, censura, controllo della rete, ddl, facebook, istigazione, Lauro, online, pdl, Raffaele, web
Posted in comunicati, notizie, radio | 1 Comment »
Videocracy, censurato il trailer dalla Rai.
Written by admin 2 on 29 agosto 2009 – 13:55 -A noi di radiodimassa non piace fare pubblicità. Ma siamo sempre stati contro la Censura. E se una cosa in Italia viene censurata, noi come minimo ci sentiamo in dovere di riportarla sui nostri canali di informazione indipendente.
Videocracy Un Film Documetario di Erik Gandini.
Finalmente è uscito il nuovo docu-film dove sono illustrati gli ultimi trentanni del potere del nostro attuale presidente del Consiglio
In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine.
In Italia soltanto un uomo è riuscito in una tale impresa dominando con le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV con la sua MEdiaset, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale in Italia.
I suoi canali televisivi, oltre a fare cattiva informazione, in quanto devianti, per non dire “veramente pietosi” continuano a tappare la bocca dei giornalisti italiani, quest’ultimi già molto più limitati dei loro colleghi esteri non possono fare inchieste ne domande pena una querela. Si noti la repubblica con le sue 10 domande; inoltre non possiamo fare a meno di notare l’eccessiva esposizione di ragazze seminude,che ora mai sono considerate da molti uno specchio dei gusti e della personalità del “nostro” Presidente.
Il Film verra’ presentato in anteprima al prossimo Festival di Venezia.
Tags: censura, documentario, erik, Gandini, rai, silvio berlusconi, videocracy
Posted in notizie | No Comments »
Te-rro-ri-sta (sostantivo): chiunque dissenta dal governo
Written by admin 2 on 25 luglio 2009 – 15:56 -Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale e le forze di polizia etichettano come “terroristi” coloro con i quali non siano d’accordo – o chi dissenta dalle politiche
del governo. Non mi credete?
Bene. Secondo una docente di diritto, in conformità alla Military Commissions
Act, “Chiunque … parli liberamente contro le politiche governative potrebbe essere dichiarato un ‘combattente nemico illegale’ ed imprigionato indefinitamente. Questo include i cittadini americani”. E, secondo un memorandum dell’FBI, i dimostranti per la pace vengono etichettati come “terroristi”. In realtà, la polizia terrorizza bambini, piccole donne anziane ed altre persone “pericolose” che partecipano pacificamente alla protesta. Un memorandum dell’FBI del 2003 l’utilizzo delle registrazioni video da parte dei dimostranti come una tecnica di “intimidazione”, anche se – come rileva l’ACLU – “La maggior parte dei dimostranti ordinari durante le proteste spesso utilizzano dei video per documentare l’attività della polizia e, più importante, dissuadere la polizia dall’agire al di fuori della legge”. Pare che l’FBI obietti all’utilizzo di videocamere per documentare il comportamento illegale da parte della polizia stessa. Read more »
Tags: censura, politica del terrorismo, repressione, siamo, terrorismo, terroristi, tutti
Posted in notizie, repost da altri siti | 3 Comments »
Una Radio Pirata è una Radio precaria…
Written by admin3 on 23 luglio 2009 – 16:19 -Napoli, via Porta di Massa n.1. – Spazio di Massa Occupato
Qual’è il luogo di una radio in streaming? Ci piace dire che il nostro luogo è la rete, che l’open source che adoperiamo è l’unica condizione possibile per l’informazione indipendente. Mai vedrete pubblicità sul nostro sito, mai ci vedrete dare conto ad aziende o forze politiche per quello che vi facciamo ascoltare. Completamente autosostenuti/e, viviamo di doni fatti dai compagni e dalle compagne, perchè siamo la radio di chi lotta. E siamo una radio che lotta: “slegata dai partiti, dalle istituzioni, dalle corporazioni, dagli assurdi criteri di notiziabilità utilizzati attualmente dai professionisti dell’informazi
one; ogni giorno in contrasto con l’operazione di appiattimento della cultura, del gusto, del pensiero, messa in atto da anni da parte di aziende, partiti politici e mafie; contro ogni forma di fascismo, sessismo, razzismo, camorra; irrispettosa verso l’attuale sistema di gestione dei diritti d’autore e sostienitrice di licenze aperte anche in ambito software e musicale; attenta al diritto alla privacy degli utenti della rete, troppo spesso ignorato dalle aziende e dalle istituzioni”. Così, più o meno, si legge nella nostra policy. Siamo una zona temporaneamente autonoma e il luogo in cui interveniamo è la rete. E’ nel preservare quello spazio che spesso investiamo il meglio delle nostre energie ma a volte sbagliamo prospettiva: a guardare la rete dall’interno, ci si dimentica che essa non è pubblica e ci si stupisce, per esempio, quando vengono chiesti dati personali per poterne usufruire.
E’ così che la nostra Radio torna a tacere. Momenti eccezionali a parte, lo streaming quotidiano non funziona più come dovrebbe e se qualcuno dei nostri ascoltatori o delle nostre ascoltatrici ha pensato fosse colpa dell’estate, occorre dire che invece dietro a questa regia, oggi, c’è un collettivo di mediattivisti/e che sta per scoppiare da quando non fa radio, manco gli stessero tappando la bocca con un nastro soffocante da giorni. Ebbene si, il luogo della nostra azione è la rete, ma il nostro “hardware” è una regia fisicamente identificabile. Certo pubblica, aperta: neanche una catenina a delimitarne i confini, al ce
ntro dello Spazio di Massa Occupato. Dentro a una pubblica Università, la nostra. Però non utilizzabile: ad oggi, abbiamo macchine rigorosamente linux che tentano di streammare senza riuscirci da più di una settimana. Un router, che prima forniva wi-fi libero a tutti, dalla lucina rossa lampeggiante. I pc dell’ internet point che passano di continuo da “connecting” a “disconnected” e viceversa.
E’ il quadro desolante di una catastrofe annunciata, risultato di misure repressive a cui non ci si è opposti a sufficienza. Parliamo del pacchetto Pisanu, e della ricaduta che questa misura anti-terrorismo ha sulla nostra Radio.
Esiste un organo del nostro Ateneo che si chiama C.S.I. e che si occupa di erogare servizi e fornire infrastrutture informatiche e telematiche a tutto l’Ateneo. E’ un organo interno autonomo, sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista decisionale. In esso sono coinvolti alcuni docenti nei ruoli di
chi decide e moltissimi precari nei ruoli di tecnici informatici. Non è possibile raggiungerlo dal nostro lontano status di studentesse/i, l’unico possibile punto di contatto tra noi e loro sono quei docenti che, stando sia nel Consiglio di Ateneo e sia nel Comitato Direttivo del CSI, potrebbero essere avvicinati dai nostri Rappresentanti di Ateneo. Che tanto “nostri” non sono, come ben sappiamo: loro aprono bocca in Consiglio solo quando può esserci tornaconto personale e noi di tornaconti da dare non ne abbiamo proprio per niente. Quindi il Centro per i Servizi Informativi del nostro Ateneo ci viene, d’un tratto, a tagliare i fili del telefono, senza preavviso nè spiegazione. Del resto, a chi dovrebbero darla una spiegazione? Tra noi e loro c’è di mezzo il mare: Preside di Facoltà, Polo, Rettore Trombetti e chi più ne ha più ne metta, perchè l’università sarà pure pubblica ma di certo non è degli studenti. Allora questo centro, che probabilmente parla solo col Rettore, viene e ci taglia internet, soprattutto se ci permettiamo di fornire il wi-fi in maniera anonima contro la miriade di dati personali che richiede invece il wi-fi unina.
Pisanu dice che non si può dare internet agli sconosciuti, che ogni cosa che viene aggiunta alla rete si deve sapere da dove viene e perchè, che se sei un erogatore di servizi informatici devi avere in mano la carta di identità dei tuoi utenti, perchè, se devono mettere dentro qualcuno che trasgredisce i criteri di accettabilità sociale e politica delle informazioni, si deve potere andarlo a prendere fino a casa. Bene, la nostra casa è questa: Spazio di Massa Occupato, via Porta di Massa n.1. I nosrti nomi: admin.

Il decreto Pisanu si inscrive perfettamente nelle politiche del controllo sociale che passano per la paura: paura di parlare, di scrivere, dire le cose per come si vivono. Paura nella testa è quanto vorrebbero gli bastasse, ma noi questa paura la esorcizziamo chiamandola Babau. Riprenderemo presto a fare Radio Indipendente, con o senza il consenso della legge. Riprenderemo perchè ne sappiamo una più del diavolo, perchè il Babau, ormai, l’abbiamo sgamato… ed è questo il passo più importante!
Tags: censura, controllo, pisanu, problemi radio, radio, Radiodimassa, repressione
Posted in comunicati, notizie, radio | No Comments »
Ci hanno staccato internet.
Written by admin 2 on 18 marzo 2009 – 00:35 -
Sin dagli inizi della mobilitazione contro la legge 133, gli studenti e le studentesse della Facoltà di Lettere e Filosofia insieme ad altri studenti di altre facoltà hanno dato vita ad un mediacenter indipendente, ossia un centro di attivismo mediatico che opera soprattutto via internet diffondendo articoli, documenti e materiale audiovisivo, nonché trasmettendo un flusso audio dal vivo in streaming: Radio di Massa è, sin dai primi giorni dell’occupazione della facoltà, a novembre 2008, l’emittente della facoltà in lotta.
La web-radio, oltre ad essere uno strumento valido per diffondere senza censure e distorsioni le tematiche sociali che vengono affrontate, è vista come uno strumento utile per cercare di contrastare l’operazione di appiattimento della cultura, del gusto e del pensiero, messa in atto da anni da parte di aziende, lobby, partiti politici e mafie attraverso il controllo dei mezzi di informazione.
Il mediacenter dagli inizi di dicembre ha reso disponibile nello Spazio di Massa Occupato, un servizio Wi-Fi, che permette agli studenti di accedere alla rete internet in maniera libera e gratuita con il proprio portatile, oltre a mettere in funzione e a disposizione di tutti, diverse postazioni con accesso in internet, attraverso operazioni di recupero e conversione di hardware obsoleto, destinato alle discariche.
Il mediacenter attiva, nelle sua pratica produttiva, processi di tipo formativo (formazione degli studenti all’uso dei software e macchinari necessario per trasmettere “il flusso radio”), educativo (educazione alla metodologia cooperativa e auto-organizzativa), contro-culturale e sociale, oltre ad essere di fatto un laboratorio sperimentale dove le esperienze pregresse dei singoli studenti vengono condivise in un’ottica di libera circolazione del sapere e della cultura.
Tutto questo oggi è gravemente sotto attacco. Sia da un punto di vista Nazionale (vedi l’emandamento D’Alia che di fatto ripristina la censura, espressamente esclusa dall’articolo 15 della Costituzione, delle comunicazioni interpersonali), sia da un punto di vista prettamente locale.
Da circa un mese, infatti, fantomatici “guasti” all’impianto internet della sede della facoltà di Lettere e Filosofia, rendono impossibile svolgere le attività consuete del Mediacenter.
Dopo aver ascoltato innumerevoli scuse, si viene a scoprire che non sono i “guasti” il problema, ma che “l’Università”, mentre da un lato installava il servizio Wi-Fi (dopo anni di ritardo, in questo superata addirittura dagli studenti auto organizzati), decideva di isolare internet in tutto lo Spazio di Massa, rendendo vani gli sforzi di chi guarda alla comunicazione indipendente come un spiraglio fondamentale per uscire dai tempi oscuri che non vogliamo abituarci a vivere.
Ma chi comanda evidentemente non la pensa così, andando sempre nella direzione opposta, quella della società del controllo e della censura.
Fino a poco fa ci si poteva connettere al web dallo Spazio di Massa, in maniera libera, anonima e veloce, adesso è impossibile, visto che il segnale del Wi-Fi Unina (destinato esclusivamente agli studenti della Federico II) non arriva nello Spazio Occupato. Per attivare il Wi-Fi Unina inoltre occorrerebbe una lunghissima procedura istituzionale, fatta di codici e dati personali da inserire, procedura inutile di cui preferiremmo decisamente fare a meno.
LA PARTECIPAZIONE è IMPORTANTE
ti consigliamo caldamente di far sapere attraverso una mail alle istituzioni universitarie cosa ne pensi dell’accaduto.
Vogliamo Internet LIBERO per persone LIBERE, in tutte le facoltà, in italia, nel mondo.
Vogliamo socializzare saperi, senza sottostare a poteri.
Ci continueremo ad OCCUPARE delLA NOSTRA UNIVERSITA’
appuntamento la mattina di giovedì 19, nel chiostro di porta di massa
RADIO*inCHIOSTRO
ascolta lo spot
leggi l’appello di Marco Palasciano
Tags: censura, internet, repressione
Posted in appuntamenti, comunicati, radio | No Comments »
leggi liberticide e deputati improbabili
Written by admin 2 on 11 marzo 2009 – 03:26 -Dopo l’emendamento “D’ALIA“, prende luce la proposta di legge della parlamentare Gabriella Carlucci, riguardo internet e libertà.
Pubblicata sul blog della parlamentare, è incredibilmente repressiva nei confronti dell’anonimato in internet.
Si legge infatti che è vietato immettere in maniera anonima in rete “contenuti in qualsiasi forma”. Un divieto che Carlucci vorrebbe estendere anche a operatori e portali: i soggetti che rendono possibile l’anonimato “sono da ritenersi responsabili” al pari con gli utenti “di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi e dello Stato”.
La legge, oltre a lanciare la linea dura contro la violazione del copyright (vedi vertenza mediaset-vs-youtube), estende, relativamente alla “diffamazione”, tutte le norme relative alla stampa alla rete e istituisce un “comitato per la legalità in internet“, composto per un terzo da rappresentanti della S.I.A.E. e confindustria…
Lo zampino dell’industria dell’audio video è manifesta anche in un fatto curioso: sbirciando tra le proprietà del file pubblicato dalla Carlucci, si vede che l’autore è Davide Rossi di Univideo (Unione italiana editoria audiovisiva).
leggi anche un’ analisi più dettagliata su PUNTOINFORMATICO
Tags: censura, internet, libertà
Posted in notizie | No Comments »
il pacchetto sicurezza censura internet
Written by admin 2 on 8 febbraio 2009 – 16:50 -In un susseguirsi di leggi già fortemente liberticide, con l’emendamento D’Alia il senato italiano sceglie la linea della censura virtuale, avvicinando sempre più il bel paese (forse ormai si parla di formaggio) alle nuove forme di dittatura.
Il Senato ha approvato il filtraggio dei siti con l’emendamento D’Alia, senatore UDC e compagno di banco di Cuffaro. Se, in futuro, un blog o altro sito dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. La legge D’Alia può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque questo si trovi, anche se all’estero. In pratica schierano i server alle frontiere invece che gli eserciti.
Le poche parole contenute nell’articolo 50-bis potrebbero aprire uno squarcio su uno scenario inquietante: l’avvocato Minotti sottolinea che i reati d’opinione sono reati che non sono inquadrati dalla legge in maniera definita, che potrebbero sovrapporsi con la manifestazione del pensiero dell’individuo, un diritto tutelato dall’articolo 21 della Costituzione. I provider, concordano i consumatori, potrebbero trovarsi ad agire come setacci della libera espressione un reato.
L’attenzione dell’autorità giudiziaria potrebbe concentrarsi ad esempio su un video postato su una piattaforma di sharing. Nell’ipotesi che la piattaforma non rimuova il contenuto su segnalazione, dovrebbero intervenire i provider. Che potrebbero non avere i mezzi per agire in maniera chirurgica, e potrebbero trovarsi costretti a inibire l’accesso all’intero dominio. “L’applicazione del DDL appena approvato – conferma a Punto Informatico l’avvocato Guido Scorza – porta come automatica conseguenza il ritorno del paese ad un film liberticida già visto 10 anni fa: quello in cui per impedire la circolazione di un contenuto ritenuto illecito si sequestrava un intero server“.
“Se fosse vero – paventa invece il presidente di AIIP Paolo Nuti – ci troveremmo di fronte ad un provvedimento che sovverte, e non sarebbe la prima volta, il concetto di sequestro”. “Anziché concentrare l’attenzione su chi utilizza Internet per compiere reati e rimuovere i contenuti illecitamente diffusi – spiega Nuti a Punto Informatico – ci si limiterebbe a nasconderne l’esistenza ad un’opinione pubblica giustamente allarmata, ma sostanzialmente inconsapevole della differenza che corre tra pull e push, tra internet e la televisione, tra censura e sequestro”. “Se fosse vero – denuncia Nuti - il prossimo passo potrebbe essere il ripristino della censura, espressamente esclusa dall’articolo 15 della Costituzione, delle comunicazioni interpersonali”. Read more »
Tags: censura
Posted in notizie | 3 Comments »










