“Vivo, sono partigiano.”

Written by admin3 on 1 ottobre 2009 – 12:38 -

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Quale citazione migliore per intitolare la giornata di ieri?

Rileggere “Indifferenti” di Antonio Gramsci oggi riallaccia il filo rosso della storia e rende di nuovo evidentissimo che se al parlamento una sinistra non esiste, essa vibra e pulsa tuttavia nelle piazze, di fronte al corso malsano degli eventi degli ultimi tempi.

L’abbiamo già scritto: un gruppuscolo di neofascisti fa capolino dalla fogna in cui si è nascosto per anni ed emerge con volti nuovi e firme nuove - H.M.O. sta per costituirsi in nuova associazione con un nuovo statuto che disprezzerebbe la violenza. Ciononostante, ricopre con svastiche e croci celtiche i muri di Materdei e saluta con la mano tesa l’enorme flusso di napoletani che ieri si accingeva a mandarli via. Chiaro, nello Stato Democratico in cui ci troviamo ad essere cittadini e partigiani, non basta impugnare un fucile per mandarli via. Perciò accade che i fascisti sono ancora chiusi nel loro bel monastero, attendendo che dall’alto arrivi il lasciapassare per agire indisturbati nel quartiere. Eppure, qualcosa sembra non quadrare. La municipalità, il comune e chi per essi non hanno avuto ancora il coraggio di intervenire di fronte alla violazione del principio primo della loro stessa costituzione: l’antifascismo. Ma nelle strade tira un’altra aria. Non capita tutti i giorni di essere salutati con affetto dai balconi dei vicoli durante un corteo, nè è così frequente ricevere acqua, caramelle, cibo, offerto con i “panari” dall’alto di qualche appartamento, dopo ore di duro cammino in salita – da piazza Dante a Materdei – e al sole. E l’assistenza dopo gli scontri, il sostegno delle vecchine che affacciate dai “bassi” offrono cure materne ai figli della loro città.  Come magari avevano già fatto coi loro padri e mariti molti anni fa.

Quella di ieri è stata una giornata di autenticità e di vita. La dimostrazione del fatto che la cultura napoletana non nasce dall’antifascismo, ma ne è intrisa al punto che difficilmente le si può distinguere. Quindi si, vivere è parteggiare. E se le istituzioni sono morte, non è così per le strade e per le piazze.

Per chi non c’era, Radio di Massa ha costruito una cronaca radiofonica della giornata, più in basso il video montato dal collettivo “Alterantive Visuali”. Buono, il report di Francesca Pilla comparso su Il Manifesto di oggi.

Ascolta la radiocronaca della giornata di ieri

Gli scontri

Leggi il comunicato della “Rete napoletana contro il razzismo, il neo-fascismo e il sessismo”

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