Riflessioni pre Natali, post Roma!

Written by admin 2 on 17 dicembre 2010 – 21:43 -

Infilitrati, professionisti della guerriglia di piazza, terroristi, provocatori, violenti, sbandati, black blok, anarco-insurrezionalisti. Sono alcuni degli “epiteti” che  i media main stream hanno affibbiato a  più di 30mila tra studenti,lavoratori e precari scesi in piazza 14 dicembre. Politologi hanno raccontato che cio’ che è accaduto a Roma a Piazza del Popolo, ricorda molto gli anni 70. Cose accadute il 14 dicembre, ricordano, non succedevano da 30 anni oramai. Abbiamo da subito notato la volontà dei media di attaccare compagni diffamandoli ed eticattandoli come infiltrati. Abbiamo da subito notato la volontà dei media di mettere  studenti gli uni contro gli altri, facendo false e ipocrite affermazioni che continuano ad alludere ad una vecchia e sterile divisione tra buoni e cattivi. Palese poi la volonta’ dei media di mettere tutto rigorosamente a tacere!! Tacere su  ciò che è accaduto ad Atene il giorno dopo Roma,tacere su  ciò che è accaduto in Europa dopo Roma; d’altronde non ci aspettiamo mica che gli attuali organi di informazione nazionale siano realmente la voce di chi lotta!  E allora nel nostro piccolo proviamo,come media di informazione assolutamente indipendente, a registrare alcuni dati del corteo del 14 dicembre. In piazza un mare tra studenti lavoratori, disoccupati, precari, operai; tutti uniti in corteo con un pensiero fisso: dare un segnale forte a questo governo e a tutti quelli che lo hanno preceduto.  Un corteo determinato come pochi, incazzato come pochissimi, deciso stavolta a farsi sentire. Qualcuno gridava “ci stanno togliendo il futuro” questo forse è ed era il sentimento predominante fra tutti quel giorno. Quel sentimento come un vulcano sparava rabbia, determinazione, nessun rancore, cattiveria, voglia di cambiare. Voglia di cambiare, è proprio questo che i nostri organi di informazione sono riusciti a nascondere con i loro messaggi, foto, video, con i loro servizi fuorvianti e violenti. Proprio di violenza stiamo parlando. Non quella che i manifestanti hanno espletato in piazza il 14, ma di quella violenza mentale, psicologica della violenza verbale di politicanti che continuano a distruggere generazioni ingannate per sempre…


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Te-rro-ri-sta (sostantivo): chiunque dissenta dal governo

Written by admin 2 on 25 luglio 2009 – 15:56 -

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale e le forze di polizia etichettano come “terroristi” coloro con i quali non siano d’accordo – o chi dissenta dalle politiche del governo. Non mi credete?
Bene.  Secondo una docente di diritto, in conformità alla Military Commissionstrst

Act, “Chiunque … parli liberamente contro le politiche governative potrebbe essere  dichiarato un ‘combattente nemico illegale’ ed imprigionato indefinitamente. Questo include i cittadini americani”. E, secondo un memorandum dell’FBI, i dimostranti per la pace vengono etichettati come “terroristi”. In realtà, la polizia terrorizza bambini, piccole donne anziane ed altre persone “pericolose” che partecipano pacificamente alla protesta. Un memorandum dell’FBI del 2003 l’utilizzo delle registrazioni video da parte dei dimostranti come una tecnica di “intimidazione”, anche se – come rileva l’ACLU – “La maggior parte dei dimostranti ordinari durante le proteste spesso utilizzano dei video per documentare l’attività della polizia e, più importante, dissuadere la polizia dall’agire al di fuori della legge”. Pare che l’FBI obietti all’utilizzo di videocamere per documentare il comportamento illegale da parte della polizia stessa. Read more »


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