Per una visione atea e razionale del mondo e dell'uomo.
Il battesimo è un rito di iniziazione comune a molte diverse religioni e
consiste nell'immersione (appunto baptizo, dal greco immergere)
dell'iniziato in una vasca d'acqua, affinché siano lavate le sue colpe e possa
entrare a far parte della comunità religiosa.
Il battesimo era praticato su larga scala demografica già dai sacerdoti egiziani della
dea Iside, inizialmente era una pratica destinata solo ai faraoni, ma poi in
seguito fu estesa ai sacerdoti e infine anche ai ceti più umili. Fu proprio grazie agli
egiziani che la cerimonia del battesimo si diffuse in tutte le religioni del Medio Oriente.
Nelle religioni cristiane il battesimo è il primo dei sacramenti e in particolare per i
cattolici consiste nella cancellazione del peccato originale, causato da Adamo ed Eva,
e conseguentemente permette la salvezza del battezzato. Inizialmente era impartito solo
in età adulta e dopo un lungo periodo di catecumenato, lo stesso Gesù si fece battezzare
solo una volta compiuti i trent'anni, successivamente però i fedeli capirono che
era molto più conveniente alla diffusione della religione far battezzare già i neonati (pedobattesimo).
Il battesimo cattolico però non è soltanto un rito religioso, infatti ha anche delle pesanti
conseguenze sul piano legale: il battezzato diventa a tutti gli effetti un suddito della
Chiesa Cattolica, la quale può giudicarlo pubblicamente e può usarlo per rivendicare di rappresentare la
maggioranza religiosa in Italia. Se poi il battezzato è un neonato il fatto
dovrebbe essere considerato quantomeno come circonvenzione di incapace, in quanto
la sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha stabilito che l'adesione a una qualsiasi comunità religiosa
debba essere basata sulla volontà della persona e un bambino appena nato non può esprimere
in alcun modo la sua volontà.
Inoltre, secondo la legge 196/2003, l'appartenenza religiosa
è considerata un dato sensibile, al pari dell'appartenenza politica e sindacale, della vita sessuale
e della salute dell'individuo, battezzare un minorenne dunque è come iscriverlo a un partito
politico, a un sindacato, o a un'associazione gay, il che non è permesso dalla legge.
Le conseguenze legali del battesimo si sono rivelate particolarmente bene nell'episodio
dei coniugi Bellandi di Prato, che nel 1956 furono diffamati pubblicamente dal vescovo
della città poichè, entrambi battezzati, si erano sposati civilmente e dunque per la Chiesa
Cattolica erano concubini. A causa delle dichiarazioni del vescovo la coppia
subì gravi ripercussioni sociali e l'attività commerciale del signor Bellandi si ridusse della
metà, per non parlare degli insulti, delle lettere anonime e infine di un'aggressione ad opera di
sconosciuti che lo picchiarono violentemente. La causa intentata dai coniugi contro il vescovo
si concluse con l'assoluzione di quest'ultimo, poichè essi, in quanto battezzati, erano
ritenuti sottomessi all'autorità della Chiesa.
Con il termine sbattezzo si indica l'insieme di procedure legali
atte a formalizzare l'uscita di un individuo dalla religione da cui abbia
ricevuto il sacramento del battesimo.
Nel caso della religione cattolica esso consiste nell'annotazione, nel
registro dei battezzati, della volontà di non essere più considerati appartenenti
alla Chiesa Cattolica.
Dal punto di vista della Chiesa lo sbattezzo è detto apostasìa ed è un
peccato mortale che comporta la scomunica latae sententiae,
un provvedimento canonico che ha effetto immediato, anche se la Chiesa non è al
corrente del peccato commesso, in particolare, è lo stesso provvedimento previsto nel caso di aborto
volontario.
Le conseguenze dell'apostasìa e della relativa scomunica sono:
In Italia il merito di aver sollevato la questione sulla possibilità di sbattezzarsi
è dovuto
all'Associazione per lo Sbattezzo, costituitosi negli anni '80, dalla quale partirono
le prime lettere con richiesta di cancellazione dal registro dei battezzati.
Queste lettere, tuttavia, non avevano valore legale in quanto non facevano
riferimento a nessuna legge, ed erano quasi sempre ignorate dai parroci che le ricevevano.
Nel 1995 l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) avviò
un iniziativa giuridica facendo ricorso al Garante per la protezione dei dati personali,
chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.
Così il 13 settembre 1999 il Garante per la privacy si pronunciò con un provvedimento affermante che
non è possibile cancellare il battesimo, in quanto documenta un episodio realmente avvenuto, ma
è possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica
e di non essere più suo suddito.
In seguito altri provvedimenti hanno ulteriormente legittimato questo diritto e il
25 ottobre (il giorno in il vescovo di Prato fu assolto) del 2008 l'UAAR ha organizzato una
giornata nazionale dello sbattezzo, a cui hanno
aderito più di 1000 cittadini, realizzando la più grande apostasìa di massa mai avvenuta in Italia.
Come già detto prima, qualsiasi motivo per cui non si desideri più essere considerati sudditi della Chiesa Cattolica
è un buon motivo per sbattezzarsi.
Comunque sia, le principali ragioni sono a grandi linee le seguenti:
Sbattezzarsi è molto semplice, per prima cosa è necessario conoscere la parrocchia in cui si è stati battezzati,
se non si conoscesse può essere d'aiuto una ricerca sul sito
parrocchie.it, alternativamente va bene
anche la parrocchia in cui si è ricevuta la prima comunione o la cresima, oppure dove ci si è sposati.
Ora bisogna inviare alla parrocchia una raccomandata A.R. contenente la fotocopia del documento di identità
e una lettera nella quale si richiede di annotare la propria volontà di non essere più considerati
cattolici.
Si consiglia di scaricare e compilare questa lettera modello
molto semplice ed efficace, se non si è ricevuta né la prima comunione
né la cresima allora si può scaricare quest'altra lettera modello in cui si richiede
di prendere nota di non essere mai stati cattolici.
Entro due o tre settimane (15 giorni per termine di legge, più il ritardo delle poste italiane) la parrocchia
vi risponderà con una lettera in cui conferma di aver annotato sull'atto di battesimo e/o sul registro dei battezzati
ciò che le avete richiesto.
Nell'eventualità di qualsiasi possibile problema di consiglia di consultare le FAQ sul sito dell'UAAR.
Infine, una volta ricevuto il certificato di sbattezzo, può essere una buona cosa
scansionarlo e inviarlo ai siti La Mappa dello Sbattezzo
e Sbattezzati.it i quali lo pubblicheranno
(dopo aver oscurato i dati personali sensibili) insieme ad altri certificati per mostrare
come siano in tanti ad essersi sbattezzati.
UAAR - Sbattezzo
Associazione per lo Sbattezzo
Ateosofia - Dieci buoni motivi per sbattezzarsi
Sbattezzati.it
La Mappa dello Sbattezzo