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Rebeldìa: il consiglio comunale risolva il problema

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Il 14 febbraio il consiglio comunale si riunisce e vi è all’ordine del giorno, su proposta di varie forze dell’opposizione, la discussione sull’assegnazione a Rebeldìa dello spazio di via Andrea Pisano. La stessa compagine del Pd si è spaccata sulla risposta negativa che il sindaco ha inteso dare sul punto e registra come il consigliere Stefano Landucci si sia espresso a favore dell’assegnazione. A seguito del forte appello, firmato da eminenti figure della cultura in città (da Settis a Tonelli, da Prosperi a Foà, da Pinelli a Malvaldi, da Luperini a Gipi e tanti altri), il sindaco ha effettivamente convocato Rebeldìa, ma solo per comunicare che, sulla base di un parere tecnico giuridico, l’assegnazione diretta non sarebbe stata possibile, ed occorreva un nuovo bando, dopo che quello analogo precedente era andato sostanzialmente deserto.
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LO SFRATTO AL VILLAGGIO ROM DI COLTANO: UN FATTO DI INAUDITA GRAVITA’

20120201_coltano.jpgQuello accaduto ieri, nel “villaggio rom” di Coltano, è un fatto di inaudità gravità. Come riportato dalle cronache, una donna è stata sfrattata con la forza, assieme ai suoi cinque figli, uno dei quali ha appena otto mesi. L’operazione è stata voluta dal Comune, perché la donna è indagata nell’inchiesta sulla “sposa bambina”, ed è attualmente sotto processo.  Qui ci preme fornire alcune informazioni, che sono state omesse, o distorte, nel comunicato diffuso ieri dal Comune.

Il primo punto riguarda la motivazione dello sfratto, la vicenda della sposa bambina. Come noto, la donna non ha ancora avuto una condanna, ed è in attesa di processo: i cui esiti, peraltro, non sono affatto scontati, perché le indagini hanno fatto emergere molte contraddizioni nella tesi dell’accusa. Attuare uno sfratto sulla base di un semplice capo di imputazione è comunque illegale. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo stabilisce che «ogni accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata in un processo».
E la Costituzione italiana ribadisce: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Non solo: l’esperienza di questi anni dimostra che gli sfratti, effettuati sulla base di  semplici capi di imputazione, hanno rappresentato solo un pretesto per allontanare i rom. Alcuni macedoni furono sfrattati da un alloggio a Marina di Pisa, perché imputati in un processo: assolti, non hanno mai ri-ottenuto la casa. E’ davvero la “legalità” l’obiettivo di questa amministrazione?

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Piero Pierotti sulla vicenda Rebeldia

 L'amministrazione disconosce gli impegni sottoscritti

La vicenda Rebeldía merita un’attenzione che va ben al di là della vicenda locale, anche se questa appare di per sé sconvolgente.Abbiamo un’amministrazione che disconosce di fatto gli impegni sottoscritti, nascondendosi sotto le gonne di un parere dirigenziale (che è pur sempre un parere), e nega a se stessa il vantaggio di vedersi ristrutturato senza spesa un immobile cadente e anzi potendo trarne un affitto. Troviamo a tirare la corsa contro l’affidamento di spazi comunali a Rebeldía una pattuglia di “socialisti”, evidentemente immemori del libertarismo indefettibile dei loro ascendenti. Fanno loro da sponda consiglieri di un partito che si fa chiamare “Popolo della libertà”. Tollerano il tutto membri di un altro partito che si definisce “Democratico”.Il progetto Rebeldía è di destra? È di sinistra? È extraparlamentare, come si diceva una volta?Non si sa, non si può dire, perché le oltre trenta associazioni che lo compongono sfuggono di proposito a questo genere di catalogazione, specie se si tenta di associarla a partiti politici strutturati. Riparare le biciclette è di destra o di sinistra, come si domanderebbe garbatamente Giorgio Gaber? E tenere aperta al pubblico una biblioteca di varia umanità è extraparlamentare?


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SOS EMERGENCY

SOS Emergency - Aiutaci a non smettereKabul, Afghanistan. Nell'aprile 2001 abbiamo aperto un ospedale per vittime di guerra. In 10 anni abbiamo curato oltre 100 mila pazienti. Uno su tre è un bambino. Oggi la guerra continua a fare vittime. Noi continuiamo a curarle.

Dal 30 gennaio al 19 febbraio, Invia un SMS al 45508 o chiama lo stesso numero da rete fissa: donerai 2 euro per il Centro chirurgico di Kabul e ci aiuterai a curare le vittime della guerra.

Aiutaci a non smettere

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca; sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali.

 

Coordinamento 30 novembre sulla questione OMSA

http://www.inventati.org/rebeldia/images/eventlist/events/20120128_boicottaomsa.gifOMSA (della multinazionale Golden Lady) delocalizza in Serbia e licenzia 350 lavoratori di cui 320 donne!
BOICOTTA OMSA E TUTTI I MARCHI DELLA GOLDEN LADY!!!

Tra meno di 2 mesi, il 12 marzo, il calzificio Omsa di Faenza (del gruppo Golden Lady, proprietario anche dei marchi Sisì, Philippe Martignon, Filodoro, Hue, Arwa) chiuderà lasciando a casa 350 lavoratori, di cui 320 donne. Le calze del noto marchio saranno prodotte in Serbia, dove la Golden Lady ha già due fabbriche e dove le buste paga sono molto più basse che in Italia. In più lo stato serbo aggiunge sgravi fiscali tra i 5.000 e i 10.000€ annui per ogni posto di lavoro creato.

Per Omsa e Golden Lady non esiste nessun rischio fallimento: si tratta di una delocalizzazione della produzione – in Italia cassa integrazione e licenziamenti, in Serbia l'aumento da 1500 a 1900 dipendenti – che nulla ha a che vedere con la crisi, ma che serve ad aumentare i profitti dell'azienda. 

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Gallo e Della Pina su Rebeldia

via BattistiIl Sindaco di Pisa, espressione delle forze politiche di centro-sinistra, ha respinto la richiesta pubblica di assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano alle numerose associazioni riunite nel “Progetto Rebeldìa”. Ad un anno di distanza dall’abbandono volontario dei locali di via Battisti, e nonostante una dimostrata disponibilità a trattare per una soluzione condivisa, Rebeldìa continua a non avere una sede. La città di Pisa continua ad essere privata di un progetto di grande valore politico e culturale, riconosciuto da molti come importante per la qualità della vita quotidiana di molti cittadini, studenti, immigrati.
Nonostante il richiamo del progetto Rebeldìa alla partecipazione dal basso, alla cittadinanza attiva, e all’autogestione degli spazi pubblici, nonostante le numerose prese di posizione di singoli cittadini e delle associazioni attive sul territorio, nonostante il successo della petizione a sostegno dell’assegnazione diretta, il Sindaco di Pisa sembra considerare tutto questo come espressione di “interessi particolari”, in contrasto con la funzione primaria rivendicata per il proprio ruolo, quella della difesa dell’ “interesse generale” della comunità cittadina.
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Pianeta Pisa 2012

Marco Filippeschi dice no all'assegnazione diretta degli spazi si via Andrea PisanoQuanto dista Pisa da Napoli? Sulla carta geografica qualche centinaio di chilometri, su quella politica anni luce. Spazi siderali separano le giunte delle due città, benché entrambe di centro-sinistra: il vento di rinnovamento rappresentato dalla giunta De Magistris sembra spirare da un'altra galassia rispetto a quello che soffia sulla giunta Filippeschi.

Sabato prossimo, a Napoli, si svolgerà un importantissimo appuntamento: il Forum dei Comuni per i beni comuni, che vedrà protagonisti della giornata amministratori, associazioni, movimenti e cittadini, che insieme discuteranno sulla difesa dei beni comuni, fondamento irrinunciabile dei diritti, ma anche pilastro della democrazia partecipativa.

Sul pianeta Pisa, invece, in questi stessi giorni la giunta a maggioranza Pd sta dando uno schiaffo politico senza precedenti alla partecipazione e al mondo dell’associazionismo, al mondo della cultura accademica e popolare, ma anche alla sinistra diffusa e solidale, che da anni vive e opera in città con passione e pensiero critico: d'altro canto, pianeti diversi, leggi diverse...

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No tav arresti all'alba in val di susa

 

MANIFESTAZIO INTESTINALIS

 

Sinistra Per... sul no all'assegnazione diretta

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Il 20 gennaio la società civile e il mondo dell'associazionismo pisano hanno ricevuto un nuova tegola dall'amministrazione comunale: è stata rifiutata l'assegnazione diretta al Progetto Rebeldia. Come Sinistra per... ci sentiamo di esprimere il nostro stupore e sconcerto per questa decisione. Dopo un anno dall'abbandono volontario dei locali di via Battisti e la dimostrata disponibilità a trattare per una soluzione condivisa, Rebeldia continua a non avere una sede.
 
Il fatto è ancor più sconcertante dal momento che la stessa amministrazione in più sedi si era espressa per un apprezzamento delle attività svolte dal cartello associazionistico e dell'importanza di aver un luogo di aggregazione che possa coinvolgere la numerosa comunità studentesca, ma anche la cittadinanza, in un'idea di integrazione possibile e necessaria per la composizione socio-culturale del nostra città. In poche parole, la posizione più volte espressa da Sinistra per...e da molti altri soggetti cittadini. Quindi? Niente, esistono dei problemi che evidentemente non risiedono nella sostanza delle attività svolte dal Progetto, né tanto meno nei presunti aspetti tecnici che non permetto l'utilizzo di uno strumento quale l'assegnazione diretta.
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Emergency Pisa aderisce a "L'Italia sono anch'io"

logo_emergency.jpgIl Gruppo dei volontari di Emergency Pisa aderisce alla campagna “L’Italia sono anch’io”.

I volontari di Emergency Pisa condividono pienamente lo scopo della campagna, quello di proporre al Parlamento due leggi di iniziativa popolare per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di voto a persone residenti in Italia, ma provenienti dall’estero. I volontari di Emergency, come tutta l’organizzazione, sono sicuri che nel mondo esistano solo "persone" e che le persone –in quanto tali- debbano avere tutte gli stessi diritti.

E’ sconfortante dover constatare che le attività di Emergency, che una volta erano destinate alle vittime civili di guerra in paesi devastati da questa sciagura, si siano dovute espandere anche all’Italia.

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Comunicato PRC su Rebeldia

20120122_prc_simbolo.jpgSiamo all'ennesima furbizia dell'amministrazione comunale pisana. Dopo non aver rispettato in quest’anno e mezzo gli impegni presi con le associazioni di Rebeldìa, dopo aver invalidato ogni trasparente e buon percorso progettuale proposto dal cartello delle associazioni e non aver tenuto conto delle innumerevoli e qualificate prese di posizione a sostegno del progetto Rebeldìa, il sindaco Marco Filippeschi rimanda di nuovo la data di ripresa delle attività delle associazioni di Rebeldìa. In questo modo il sindaco manifesta un chiaro disinteresse rispetto al percorso che Rebeldìa con caparbietà, sacrificio e correttezza ha costruito durante quest’anno, dopo il volontario abbandono dei locali di via Battisti per consentire l'inizio dei lavori del progetto Sesta Porta tanto cari a Filippeschi.

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