L’esperienza di Rebeldía è interrotta ormai da quasi un anno. Nel febbraio scorso le associazioni che facevano capo al Progetto Rebeldía decisero, con senso di responsabilità, di non inasprire i rapporti con l’amministrazione comunale e, uscendo dai locali di via Battisti, consentire di intraprendere i lavori del progetto cosiddetto Sesta Porta. L’amministrazione, con altrettanto senso di responsabilità, si era impegnata a far sì che il Progetto Rebeldía trovasse una sua adeguata collocazione in città, individuando l’area di via Andrea Pisano come il luogo idoneo in cui l’esperienza sociale di Rebeldía potesse riprendere e continuare.
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La crisi che stiamo vivendo in questi mesi è una crisi al tempo stesso economica, politica e sociale. I tagli alla spesa pubblica, messi in campo dai governi di destra come unica e miope risposta ad un fenomeno così complesso, colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione – i lavoratori dipendenti, i precari, i giovani, le donne, i migranti – le cui voci rimangono inascoltate.
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Più di 3500 cittadini hanno affermato, firmando l'appello per l'assegnazione diretta degli spazi di via A.Pisano, la legittimità della richiesta del Progetto Rebeldia a questa amministrazione comunale.
Questi stessi cittadini, dopo la giornata di ieri, in cui il Rebel Camp ha portato la loro voce sotto e dentro Palazzo Gambacorti, sono in attesa di una risposta da parte del Sindaco Filippeschi.
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Riportiamo di seguito comunicati, interpellanze in consiglio comunale e articoli di giornale sulle ultime vicende che hanno segnato il caso Bortoluzzi e gli abusi (i tentativi di impedire l'accesso al Consiglio Comunale ai cittadini, di impedire i volantinaggi in città e l'identificazione e la violazione dell'identità di un agente della DIGOS di Pisa) della polizia municipale in città:
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Lunedì 12 dicembre a Pisa è stato impedito ad un corteo di studenti, lavoratori e delegati sindacali Fiom Cgil di entrare in piazza Mazzini, in cui si teneva il presidio Cgil-Cisl-Uil in occasione dello sciopero unitario del settore privato contro la manovra Monti.
Sarebbe stata una piazza evidentemente di tutti, dato l'ampio raggio di pesanti provvedimenti che sono inseriti nella finanziaria che peggioreranno da subito le condizioni di vita di varie fasce di popolazione. Eppure ci si è trovati davanti ad un ingente sbarramento di forze dell'ordine che ha isolato il presidio delle tre sigle sindacali impedendo l'accesso del corteo nella piazza.
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Lo scorso 30 settembre le 31 associazioni del Progetto Rebeldía hanno lanciato dal circolo Arci Unità del Cep una campagna pubblica per l’assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano, abbandonati da anni e di proprietà comunale, chiedendo all'Ammistrazione il rispetto delle intese sottoscritte dalla Conferenza dei Servizi nel gennaio del 2011.
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26 NOVEMBRE 2011 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
PER L'ACQUA E LA DEMOCRAZIA
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento e gli enti locali continuano a gestire il servizio idrico come prima.
Non solo. Grazie ai diktat della BCE, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni. Governo e poteri forti resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
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a cura di
Legambiente Pisa
WWF Pisa
LIPU Pisa
¡Mosquíto!
Salviamo
l'Acquedotto Mediceo
e in collaborazione con più di 2000 cittadin* pisan* che hanno firmato per chiedere:
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di organizzare un approfondito percorso informativo e partecipativo (con riferimento allalegge regionale sulla partecipazione) con l'obiettivo esplicito di rivedere le scelte urbanistiche dell'area al fine di migliorare la qualità della vita dei residenti del quartiere e dell'intera città;
- che si ripensi a tutta l’operazione mantenendo la previsione di un parco urbano come indicato nel Piano Strutturale, al fine di ottenere benefici per l'ambientale, la socialità e la salute dei cittadini.
clicca su
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