Prossimi grandi cambiamenti per Pisa: Una città più "costruita" o più vivibile?
È un maggiore e
reale coinvolgimento dei cittadini per una città più vivibile
L’Amministrazione Comunale ha organizzato una serie di assemblee pubbliche per
presentare e discutere le modifiche al Regolamento Urbanistico: sembrerebbe
finalmente un’occasione di partecipazione sul futuro della nostra città. In
realtà risulta una mera presentazione, che, a fronte delle notevoli
trasformazioni previste, lascia intatta l’insoddisfazione per una carenza di
pianificazione complessiva e di reale partecipazione dei cittadini alle scelte.
Il Piano Strutturale del 1998 vantava scelte attente al contenimento del
consumo del territorio, come il successivo Regolamento Urbanistico. Da allora
si è andati avanti a colpi di “varianti” e così si vuol procedere. Ma, variante
dopo variante, si perdono le premesse iniziali e la percezione del risultato
complessivo della somma degli interventi previsti.
I cittadini di Pisa devono
avere l’idea complessiva di quello che saranno i loro quartieri, la loro città,
e di quale idea di fondo orienti le scelte. Sinora invece, i momenti di
confronto sono stati riservati a pochi addetti ai lavori e a qualche
volenteroso.
Sarebbe miope e non realistico pensare a una città congelata,
immobile; le trasformazioni possono e devono essere occasione di migliorare, ma
bisogna poter giudicare nel merito il loro risultato: più metri cubi costruiti
o più spazi verdi e sociali? Minor o maggior traffico e pressione ambientale?
Città con più stress o più vivibili? Più case popolari o speculazioni edilizie?
La “sostenibilità” è un richiamo liturgico o un obiettivo reale?
Il solo
elenco completo degli interventi sul tappeto occuperebbe una pagina e ognuno di
loro meriterebbe largo spazio. Non mancano i segnali preoccupanti, ma siamo
convinti che sia ancora possibile contribuire a cambiar rotta, forse perchè ci
piace non voler pensare al peggio. E' una questione di metodo, di prospettiva e
di buone pratiche di democrazia.
Per lo spazio verde in via Cisanello davanti
al centro commerciale, al posto del previsto parco urbano si avrà la presenza
di un numero crescente di edifici pubblici e privati (niente più “Isola
Verde”). Per il recupero dell’area del Santa Chiara si prevedono tempi rapidi
(ancora una volta il tempo per le osservazioni coincide col periodo estivo!) su
un progetto che ha subito molte critiche e che, vista la sua portata epocale,
dovrebbe e potrebbe essere discusso e migliorato. L’operazione di
trasformazione delle caserme si presenta molto critica per le casse del Comune
e prevede, ad esempio, che lo spazio ora libero della Bechi Luserna
sull'Aurelia sia trasformato in edificato e parcheggi. Oppure pensiamo ai
capannoni ex Piaggio in via Vespucci, per i quali il Sindaco a fine 2008
annunciava l’allargamento della Stazione Leopolda, e che tre mesi dopo l’
assessore Cerri comunica essere destinati a case e parcheggi; o al porto di
Marina, che porterà in Boccadarno 150.000 metri cubi di seconde case, con
relativo aumento del traffico e dei consumi di risorse. Poi la marcia indietro
sulla promessa di non costruire più al CEP, il progetto Sesta Porta approvato
in gran segreto senza fornire a nessuno studi che ne dimostrino la
sostenibilità ambientale e economico-finanziaria.
Preoccupa, in vista
dell'adozione in Consiglio Comunale della variante al Regolamento Urbanistico,
l’assenza di un’idea di programmazione complessiva e uno sforzo di
comunicazione che ponga la cittadinanza in grado di conoscere e partecipare
alle scelte prima che queste siano ormai effettuate.
Il nuovo Piano
Strutturale a cui si dice che si sta lavorando, vedrà quindi la luce a
trasformazioni avvenute: è governo del territorio questo?
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