Per conoscere la Sesta Porta serve un Sesto Senso?

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Tutto quello che non vi vogliono raccontare sul progetto della Sviluppo Pisa.

Crediamo che sia indispensabile fare un po' di chiarezza sul progetto Sesta Porta. Soprattutto per evitare che il dibattito pubblico prenda una piega controproducente per tutti. Senza alcun dubbio possiamo affermare di essere l'unica realtà pisana (escluso naturalmente il Comune e i gli addetti ai lavori) che conosce molto bene i pro e i contro della Sesta Porta. Li abbiamo evidenziati da anni, senza mai avere un approccio pregiudiziale, ma basandoci sulle carte e sui documenti disponibili.

Le previsioni urbanistiche comprendevano il trasferimento del deposito degli autobus, della sede dei Vigili Urbani e della Pisamo, con la realizzazione di un parco urbano intorno alle mura cittadine. Dal febbraio del 2006 abbiamo iniziato a studiare in modo approfondito l'impatto che tale progetto avrebbe provocato sul già difficile quartiere della stazione. Le numerose lacune e le problematiche tecniche e funzionali che abbiamo evidenziato in questi anni avrebbero dovuto essere uno stimolo per l'Amministrazione, un aiuto per evitare di fare nuovi grossolani errori di pianificazione in questo quartiere.

Una delle principali critiche che abbiamo posto riguarda l'analisi a compartimenti stagni che è stata fatta, che impedisce di fatto una vera riqualificazione urbana. Lo diciamo da tempo, ma è bene ribadirlo: la Sesta Porta non ha niente a che fare col parco delle mura.

Chi sostiene che con la Sesta Porta verrà realizzato un parco urbano dice una grossa bugia ai cittadini di Pisa. Nel piano attuativo del 2006 infatti sono individuate 4 Unità Minime d'Intervento (UMI). La Sesta Porta è collocata nella UMI 2. Un intervento di riqualificazione che intende valorizzare veramente le mura cittadine dovrebbe invece interessare contemporaneamente sia la UMI 2 che la UMI 4 (zona che comprende le mura), in realtà nella UMI 4 sono previste solo demolizioni, mentre non vi è alcun riferimento al layout che avrà quell’area, né che costi si renderanno necessari per realizzarla. In pratica il parco delle mura non è in programma.

Inoltre risulta che la UMI 2 non è interessata tutta dal progetto, infatti ci sono due aree che, pur trovandosi all’interno della unità, non vengono a torto ritenute da riqualificare: l’edificio ex-Enel che si affaccia su Via Battisti e l’area dove ha sede l’attuale Ufficio alle Politiche Abitative. Per quale motivo non rientrano nella Sesta Porta?

Anche se la committente è la Sviluppo Pisa circa un terzo dell’area complessiva è di proprietà delle Ferrovie. Ci viene perciò spontaneo chiedere che tipo di accordo sia stato stipulato tra le Ferrovie e la Sviluppo Pisa, visto che a questo punto non abbiamo molto chiaro chi sia la Committente vera e propria.

Abbiamo forti dubbi legati all’aspetto economico dell’intervento, soprattutto per il fatto che i costi stimati hanno subito incredibili variazioni nel corso di questi 3 anni (siamo passati dai 6 milioni previsti all'inizio ai circa 30 attuali), senza considerare che negli ultimi mesi il mercato immobiliare è crollato, quindi, se i costi sono destinati a salire ancora, di sicuro i ricavi scenderanno.

Passando agli aspetti tecnici rileviamo le seguenti criticità: l’impatto sulla viabilità di Via Battisti, l’interferenza fra la movimentazione dei mezzi dei Vigili Urbani con l’utilizzo dell’edificio a vocazione commerciale, la difficile regolamentazione dei flussi di traffico diretti al fast park, l'inquinamento prodotto dal deposito degli autobus, la collocazione delle attività di Rebeldia. Anche se le problematiche tecniche si possono risolvere, non vediamo al momento grosse soluzioni, anzi, l'Amministrazione sta procedendo in maniera ottusa con la testa sotto la sabbia, evitando ripetutamente il confronto.

Nel marzo del 2009 è stato approvato in gran segreto il progetto definitivo della Sesta Porta: come mai ancora nessuno sa di cosa si tratta? Come mai sui quotidiani e sulle riviste specializzate (ad es. Locus) si continuano a presentare le bozze che avevamo visto un anno fa?
Siamo convinti che la riqualificazione di un’area debba essere un intervento coerente e rispettoso delle attività che già vi si svolgono, per evitare che per risolvere dei problemi se ne creino degli altri. Per evitare soprattutto un’
opera che, per come è stata progettata, non servirà alla città di Pisa.

Ci teniamo a sottolineare che il nostro contributo ha sempre avuto la finalità di realizzare sia il terminal degli autobus che il parco urbano delle mura, preservando però l’importante presenza del Progetto Rebeldia, che da anni mette in atto una riqualificazione sociale della zona della Stazione che non può assolutamente andar persa.

Progetto Rebeldìa:
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