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28/02 21:00 | Libreria tra le Righe Arcana CinemAltrove per il ciclo ATLANTIDE VOL.1 - film scomparsi di un cinema indimenticato ARCANA (1972) è il terzo e raro film (a causa del fallimento della casa di produzione) del regista Giulio ...
Un triste spettacolo, quello a cui abbiamo assistito oggi. Ancora una
volta l'Amministrazione comunale esibisce senza vergogna la propria
mancanza di democraticità e trasparenza di fronte alla richiesta del
Progetto Rebeldia di assegnazione diretta dello spazio di Via Andrea
Pisano. Come abbiamo sostenuto da subito, il NO ricevuto il 20 gennaio
scorso dalle nostre associazioni non aveva natura tecnica, ma, come è
stato confermato oggi, nelle parole pronunciate in Consiglio dal
sindaco, esclusivamente politica. Ecco come sono andate le cose.
Proprio per evitare che presunte ragioni tecniche potessero essere usate
come paravento dall'Amministrazione, nei giorni scorsi abbiamo
effettuato, tramite l'Avv. Ezio Menzione, ulteriori approfondimenti
legali, resi noti al Sindaco e al Consiglio Comunale sotto forma di una
memoria firmata dall'Avv. Giuseppe Angella, tra i massimi
amministrativisti toscani.
Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ad Occupy Pisa per il grave sgombero subito nella giornata di oggi. A distanza di pochi giorni dal lancio della campagna Esponiamoci e dell’annuncio di un esposto al Tribunale per lo scandalo finanziario che si cela dietro questo immobile, arriva ad orologeria l’azione delle forze dell’ordine, evidentemente su mandato dei tanti soggetti della speculazione che hanno lucrato dietro allo stabile di Via della Pergola e a tanti altri immobili.
Quanto avvenuto oggi non è un caso, ma rispecchia pienamente le forme del governo della crisi, che restringe sempre più i diritti di critica e di proposta a Pisa, in Italia e in tutto il mondo.
Riportiamo le conclusioni della memoria dello studio legale Angella sulla questione dell'assegnazione degli spazi di via Andrea Pisano al Progetto Rebeldia
Il 31 gennaio, in piena emergenza freddo, il Comune ha sfrattato una donna con cinque bambini al villaggio rom di Coltano: questa drammatica verità è stata occultata da una sequela impressionante di dicerie, diffuse prima dagli amministratori, poi dal principale partito della città. Una vera e propria “macchina del fango” mobilitata per screditare un’intera famiglia.
A casa della donna, si è detto, si sarebbero trovati gioielli per centinaia di migliaia di euro, frutto di attività criminose; i parenti sarebbero proprietari di una villa e di attività commerciali confiscate dalla magistratura; infine, la donna sarebbe tra le protagoniste del rapimento della “sposa bambina”. Nessuna di queste informazioni corrisponde a verità
Una gaffe. Ci auguriamo che sia questo quanto è accaduto all'assessora alle politiche abitative Ylenia Zambito nel corso della trasmissione "Asterix" dell'8 febbraio 2012, su Telecentro 2. Lo scambio è breve, ma eloquente. Al conduttore che le domanda, citando il caso di Roma, "Lei non l'avrebbe mai concesso uno spazio pubblico a CasaPound?", l'assessora Zambito risponde, con la massima naturalezza: "Non l'avrei mai concesso senza fare un bando".
Non possiamo pensare che un assessore del PD, di un'amministrazione di centro-sinistra, possa essere favorevole all'assegnazione di spazi pubblici, purché attraverso un bando pubblico, ad un soggetto come CasaPound, tanto più dopo il feroce assassinio di Samb Modou e Diop Mor, ammazzati a Firenze da un simpatizzante di questa stessa associazione. Tutto ciò proprio mentre un vasto movimento, dalla comunità senegalese alle forze democratiche di questo paese, chiede la chiusura delle sedi di questo gruppo di estrema destra.
manifestazione rinviata - sciopero generale 8 marzo
- PER DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE E I DIRITTI DI CHI LAVORA - PER ESTENDERE I DIRITTI E LE TUTELE AI PRECARI
- CONTRO I TAGLI E LE POLITICHE ANTI-SOCIALI DEL GOVERNO MONTI
Sabato 18 febbraio la FIOM sarà in piazza a Roma per una manifestazione nazionale a difesa del lavoro, del contratto nazionale e della democrazia sui posti di lavoro, a partire dalla vertenza in corso contro la FIAT di Marchionne che ha privato tutti i lavoratori iscritti alla FIOM del diritto a essere rappresentati dal loro sindacato, arrivando addirittura a espellere dallo stabilimento di Pomigliano tutti i lavoratori con tessera FIOM.
Come Spazio aperto contro la crisi, una rete di associazioni, gruppi e singoli – studenti, precari e lavoratori – che vogliono contrastare le politiche neoliberiste, riteniamo importante sostenere questa battaglia. In una fase come questa in cui i movimenti incontrano un'oggettiva difficoltà a riorganizzarsi dopo la caduta di Berlusconi, si tratta di un'occasione di mobilitazione da utilizzare per tentare di rompere l'unanimismo mediatico che sorregge le scelte politiche del governo Monti (sostenuto in maniera bipartisan dalla maggioranza delle forze politiche); ed è anche l'occasione per porre con forza una serie di rivendicazioni più che mai necessarie.
Il 14 febbraio il consiglio comunale si riunisce e vi è all’ordine del giorno, su proposta di varie forze dell’opposizione, la discussione sull’assegnazione a Rebeldìa dello spazio di via Andrea Pisano. La stessa compagine del Pd si è spaccata sulla risposta negativa che il sindaco ha inteso dare sul punto e registra come il consigliere Stefano Landucci si sia espresso a favore dell’assegnazione. A seguito del forte appello, firmato da eminenti figure della cultura in città (da Settis a Tonelli, da Prosperi a Foà, da Pinelli a Malvaldi, da Luperini a Gipi e tanti altri), il sindaco ha effettivamente convocato Rebeldìa, ma solo per comunicare che, sulla base di un parere tecnico giuridico, l’assegnazione diretta non sarebbe stata possibile, ed occorreva un nuovo bando, dopo che quello analogo precedente era andato sostanzialmente deserto.
Quello accaduto ieri, nel “villaggio rom” di Coltano, è un fatto di
inaudità gravità. Come riportato dalle cronache, una donna è stata
sfrattata con la forza, assieme ai suoi cinque figli, uno dei quali ha
appena otto mesi. L’operazione è stata voluta dal Comune, perché la
donna è indagata nell’inchiesta sulla “sposa bambina”, ed è attualmente
sotto processo. Qui ci preme fornire alcune informazioni, che sono
state omesse, o distorte, nel comunicato diffuso ieri dal Comune.
Il primo punto riguarda la motivazione dello sfratto, la vicenda della
sposa bambina. Come noto, la donna non ha ancora avuto una condanna, ed è
in attesa di processo: i cui esiti, peraltro, non sono affatto
scontati, perché le indagini hanno fatto emergere molte contraddizioni
nella tesi dell’accusa. Attuare uno sfratto sulla base di un semplice
capo di imputazione è comunque illegale. La Dichiarazione dei diritti
dell’uomo stabilisce che «ogni accusato di reato è presunto innocente
sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata in un processo».
E la Costituzione italiana ribadisce: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Non solo: l’esperienza di questi anni dimostra che gli sfratti,
effettuati sulla base di semplici capi di imputazione, hanno
rappresentato solo un pretesto per allontanare i rom. Alcuni macedoni
furono sfrattati da un alloggio a Marina di Pisa, perché imputati in un
processo: assolti, non hanno mai ri-ottenuto la casa. E’ davvero la
“legalità” l’obiettivo di questa amministrazione?
L'amministrazione disconosce gli impegni sottoscritti
La vicenda Rebeldía merita un’attenzione che va ben al di là della vicenda locale, anche se questa appare di per sé sconvolgente.Abbiamo un’amministrazione che disconosce di fatto gli impegni sottoscritti, nascondendosi sotto le gonne di un parere dirigenziale (che è pur sempre un parere), e nega a se stessa il vantaggio di vedersi ristrutturato senza spesa un immobile cadente e anzi potendo trarne un affitto. Troviamo a tirare la corsa contro l’affidamento di spazi comunali a Rebeldía una pattuglia di “socialisti”, evidentemente immemori del libertarismo indefettibile dei loro ascendenti. Fanno loro da sponda consiglieri di un partito che si fa chiamare “Popolo della libertà”. Tollerano il tutto membri di un altro partito che si definisce “Democratico”.Il progetto Rebeldía è di destra? È di sinistra? È extraparlamentare, come si diceva una volta?Non si sa, non si può dire, perché le oltre trenta associazioni che lo compongono sfuggono di proposito a questo genere di catalogazione, specie se si tenta di associarla a partiti politici strutturati. Riparare le biciclette è di destra o di sinistra, come si domanderebbe garbatamente Giorgio Gaber? E tenere aperta al pubblico una biblioteca di varia umanità è extraparlamentare?
Kabul, Afghanistan. Nell'aprile 2001 abbiamo aperto
un ospedale per vittime di guerra. In 10 anni abbiamo curato oltre 100
mila pazienti. Uno su tre è un bambino. Oggi la guerra continua a fare
vittime. Noi continuiamo a curarle.
Dal 30 gennaio al 19 febbraio, Invia un SMS al 45508 o chiama
lo stesso numero da rete fissa: donerai 2 euro per il Centro chirurgico
di Kabul e ci aiuterai a curare le vittime della guerra.
Aiutaci a non smettere
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca; sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali.