Noi la Crisi non la Paghiamo

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Per risparmiare 7,8 miliardi di euro il Governo Berlusconi si appresta a licenziare 87mila maestre e 43mila Ata e a distruggere la scuola elementare italiana (che attualmente secondo le stime OCSE è la seconda in Europa e la settima del mondo per preparazione degli alunni e la PRIMA in assoluto per il gradimento da parte dei genitori). Per risparmiare 5 miliardi di euro le Università  si apprestano a diventare Fondazioni e gli studi universitari saranno sempre pi๠riservati ai ricchi. Contemporaneamente, lo stesso Governo Berlusconi REGALA 10 miliardi di euro alle "imprese"  e 20 miliardi di euro alle banche per affrontare la cosiddetta crisi.

1.873 miliardi di euro è, invece, l'incredibile ed esorbitante, cifra che i governi europei si apprestano a garantire e a utilizzare per sostenere i mercati finanziari.
Se aggiungiamo i quasi 800 miliardi di Euro che gli Usa spenderanno tra piano di sostegno e nazionalizzazioni, e gli interventi della diverse Banche Centrali per immettere liquidità , l'intervento complessivo supera i 5000 miliardi di euro (una cifra che è pi๠di 3 volte il Pil italiano).

Questi interventi vengono giustificati in nome della difesa del "risparmiatore".

Improvvisamente, il "denaro" (che è sempre stato dichiarato scarso o difficilmente reperibile per il sostegno delle spese sociali), è diventato reperibile e disponibile in grande quantità .
Oggi, però, sono sempre di meno le famiglie (meno del 7% in Italia) che hanno il privilegio di "risparmiare", nel senso di investire i propri soldi in titoli ed azioni. I soldi lo Stato li prende dalle tasse che pagano tutti i cittadini (non solo quando fanno la dichiarazione dei redditi, ma anche quando fanno la spesa e pagano l'Iva, quando vanno a fare benzina, quando devono comprare bolli su bolli per far domanda per qualunque cretinata). Le enormi somme di denaro che sono state immediatamente trovate per la "crisi" finiranno nelle tasche delle multinazionali dell'intermediazione finanziaria (dalle banche alle assicurazioni, fino alle Sim) per far dormire sonni tranquilli a una piccolissima minoranza di ricchi.

La risposta del Governo Berlusconi alla "crisi" è la stessa che hanno dato tutti  i governi neoliberisti negli ultimi trent'anni, dai militari golpisti in Nigeria alla cricca di Menem e dei suoi complici in Argentina: socializzare le perdite oggi (la crisi la paghiamo noi con i tagli alle spese sociali ed il LICENZIAMENTO di centinaia di migliaia di lavoratori) per consentire domani una nuova privatizzazione dei profitti sulla
nostra pelle...
Intanto, per chi dissente è già  pronto il pugno duro:
Berlusconi ha già  promesso l'intervento della polizia nelle scuole e nelle università  occupate, mentre il Consiglio dei Ministri ha approvato una nuova normativa antisciopero che di fatto renderebbe quasi impossibile per qualunque sindacato poter organizzare scioperi sia nel settore pubblico che in quello privato.
Non saranno, però, le loro minacce a fermarci. Il movimento in difesa dell'istruzione pubblica sta diventando ogni giorno pi๠forte. E' solo l'inizio: significa che le persone stanno iniziando a svegliarsi, che non hanno
nessuna intenzione di continuare a fare sacrifici per far diventare i richhi pi๠ricchi. Nè la repressione nè il lavaggio del cervello dei mass media basteranno per frenare la VALANGA...

FRA LA BORSA
E LA VITA SCEGLIAMO LA VITA

 
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