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L'ordinanza antiborsoni, varata dal Comune di Pisa nei giorni scorsi, colpisce duramente il lavoro centinaia di ragazzi stranieri, che al Duomo, sotto la Torre Pendente, nel litorale pisano o in altri luoghi turistici sono costretti alla vendita ambulante per vivere.
L'ordinanza antiborsoni è stata firmata senza consultare le comunità
immigrate, le associazioni, i rappresentanti degli stranieri. Dopo la
firma dell'ordinanza, la Polizia Municipale ha impedito l'ingresso al
Duomo di decine di venditori: sono stati controllati, fermati e
bloccati solo i cittadini stranieri, indipendentemente da "borse" e
"borsoni".
E in una città storicamente all'avanguardia nella cultura della
solidarietà, abbiamo visto il triste spettacolo della criminalizzazione
e dell'esclusione degli immigrati. Molti venditori non hanno un
permesso di soggiorno: non possono cercare lavoro, non possono firmare
un contratto di assunzione, non possono andare al collocamento
pubblico. Sono fantasmi giuridici, a cui le leggi italiane non offrono
occasioni per emergere, per vivere una vita regolare.
Le comunità immigrate di Pisa da sempre hanno cercato di affrontare la
questione della vendita ambulante, partendo proprio dalla
regolarizzazione, dai percorsi di inserimento lavorativo.
E' questo l' unico modo per affrontare i problemi in modo efficace,
giusto, rispettoso dei diritti di tutti. L'emanazione dell'ordinanza
non ha tenuto conto dei numerosi stranieri ed italiani che in questi
mesi con appelli, articoli sulla stampa locale, presidi, manifestazioni
chiedevano l'apertura di un tavolo di mediazione istituzionale.
L'atto del Sindaco di fatto impedisce a moltissimi giovani migranti
l'unico modo che hanno per vivere. Ora queste persone sono alla fame,
non sanno come mangiare, come pagare l'affitto, come sopravvivere. Noi
chiediamo che riparta il dialogo tra l'amministrazione comunale e le
comunità straniere.
Chiediamo che si trovino, insieme, le soluzioni più giuste per tutti.
Proprio per questo, è indispensabile l'apertura di un tavolo tra l'
amministrazione comunale e la comunità Straniere colpita
drammaticamente dal provvedimento per trovare una immediata soluzione
al problema e l'immediato ritiro dell'ordinanza anti-borsoni. Il
C.AS.TO, il Coordinamento delle Associazioni Senegalesi in Toscana,
convoca per questi motivi a Pisa una manifestazione regionale il giorno
18 aprile alle ore 15 da p.zza S. Antonio a P.zza Manin, invita tutte
le comunità dei migranti, le associazioni, i sindacati, il movimento
antirazzista tutto alla partecipazione.
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