L’Altra campagna per “La città che non c’è”

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Altra CampagnaMarzo­-Aprile 2008:

L’Altra campagna

per “La città che non c’è”
del Progetto Rebeldía
Sabato 1 marzo/h.10:00
Conferenza stampa di presentazione dell’ ALTRA CAMPAGNA per la città che non c’è

Giovedì 6 marzo/h.21.30
@ Rebeldìa
Presentazione del libro: Mappamondo postglobale con Alessandro Volpi e Joseph Halevi.

Venerdì 7 marzo
@ Rebeldìa
Cena e festa di autofinanziamento dell’Arcilesbica

Sabato 8 marzo
@ Rebeldìa

Martedì 11 marzo/h.21.30
@ Rebeldìa
con Angelo Baracca, Alberto Del Guerra, Francesco Lenci

Venerdì 14 marzo/h.22.30
@ Rebeldìa

Sabato 15 marzo
@ Rebeldìa
partecipano operai della ThyssenKrupp di Torino, della Piaggio di Pontedera e dei Cantieri navali di Livorno

h. 22.30 LIVE Bloomy Roots , by Trinacria Gio Family

Domenica 16 marzo

Giovedì 20 marzo/h.21.30
@ Rebeldìa
con Serge Latouche, Paolo Cacciari

Venerdì 21 marzo/h.22.30

Venerdì 28 marzo/h.22.30

Sabato 29 marzo/h.16.30
Partenza da Rebeldìa
CriticalMass : La città che non c’è si riprende le strade di Pisa.
dalle 22.30 Festa della ciclofficina! Reggae-Dub dancehall
 
Giovedi 3 aprile/h21.00
Che ne è della 194?
Storia, applicazione e questioni di coscienza.
con Vinzia Fiorino, Barbara Delbravo, Emanuela Pippi

Venerdì 4 aprile: Interferenze Urbane 3.0
Sabato 5 aprile: Interferenze Urbane 3.0
Domenica 6 aprile: Interferenze Urbane 3.0
 
Giovedì 10 aprile
@Rebeldìa
con Gigi Sullo, uno dei firmatari dell'appello "La politica che vogliamo"  
 

 

DISEGNA LA CITTA’ CHE NON C’E’

Una città fatta di luoghi aperti e corpi liberi di circolare, dove l’invisibile diventa visibile: è questa la città che vogliamo a fronte di una Pisa sempre più povera nella capacità di garantire realmente l’accesso ai servizi, alla scuola, alla sanità, alla casa. Non vogliamo una città in mano agli imprenditori e ai grandi proprietari immobiliari, che rischia di vedere il suo territorio sempre più devastato. Vogliamo invece una città che si sviluppa grazie alla partecipazione, una città di tutte e tutti coloro che la abitano, a cui devono essere riconosciuti uguali diritti nella sostanza oltre che nella forma. La città che noi stiamo costruendo investe sull’incontrarsi e mescolarsi delle differenze; una città generosa delle sue strade e delle sue piazze, dei suoi mille edifici di proprietà pubblica da sottrarre alla speculazione e all’incuria, capace di aprire le scuole e le università ai quartieri, impedendo la costruzione di ghetti e l’innalzarsi di muri tra chi vi abita, lavora, studia, vive.

BATTI IL TUO TEMPO, DIFENDI IL PROGETTO REBELDìA

Il Progetto Rebeldìa non è solo una rete di 25 associazioni, non è solo uno spazio sociale per decine di attività, un luogo di incontro e produzione politica e culturale per centinaia di soggetti. Il Progetto Rebeldìa è una pratica quotidiana della cittadinanza, uno spazio pubblico ed includente, un luogo prezioso in una società che divide, marginalizza, mette in concorrenza. Il Progetto Rebeldìa vive e lavora nel quartiere della stazione, e qui vogliamo essere integrati, perchè pensiamo di essere un fattore di riqualificazione fondamentale in un contesto sociale desertificato, in una zona di frontiera.

In più di un anno non abbiamo avuto nessuna risposta concreta da parte istituzioni, nonostante numerosi incontri ed impegni. E' ora di darci delle risposte. Noi la soluzione per garantire la continuità, stabilità, radicamento territoriale ed unità delle attività del Progetto Rebeldìa l'abbiamo avanzata ed è in via Battisti. Pisa ha bisogno di spazi sociali e di aggregazione: una città senza questi luoghi è una città più povera.

I MURI RIBALTATI DIVENTANO PONTI

Il nostro tempo è dominato da muri: i muri virtuali e non solo delle frontiere che proteggono i privilegi acquisiti per nascita in un territorio, i muri delle vere e proprie prigionie in quelli che chiamano CPT, i muri invisibili ma quotidiani della discriminazione e della diffidenza che anche nella nostra città allontanano uomini, donne e bambini stranieri dai diritti fondamentali dell’uomo :lavoro, salute, casa.

Nella città che non c’è, i muri non cadono da soli, ma ogni giorno nel dare una risposta ai bisogni reali delle persone vengono ribaltati creando ponti che avvicinano culture , creando occasioni per una vita di diritti.

VOGLIAMO REDDITO, SALARI E DIRITTI

Lavoro nero, lavoro precario, lavoro malpagato, lavoro insicuro, lavoro in appalto, lavoro esternalizzato. E’ questo quello che datori di lavoro pubblici e privati ci costringono a fare con ricatti e imposizioni, sfruttando anche la legislazione esistente. Loro fanno profitti con i cantieri ed il turismo, con la ricerca ed i servizi, con le esternalizzazioni e gli appalti alle cooperative, mentre noi non arriviamo alla quarta settimana, con salari sempre più bassi e nessun diritto sul luogo di lavoro. Mentre gli accordi di luglio sul mercato del lavoro e le pensioni non hanno fatto altro che privilegiare gli interessi della Confindustria e delle imprese.

Ya basta, è l’ora della dignità

L’ALTRA CITTA’ DELL’ECONOMIA ALTERNATIVA

Le grandi imprese agroalimentari, che gestiscono la quasi totalità della distribuzione dei prodotti alimentari, non danno nessuna garanzia sul modo di produrre, esercitando una pressione costante di sfruttamento sui lavoratori della terra, sugli operai addetti alla trasformazione degli alimenti, sul suolo, sulle piante e sui semi. Per il rispetto dell'equità sociale, dei diritti e della salvaguardia ambientale sosteniamo: il consumo critico, i gruppi di acquisto solidale, lo sviluppo della filiera corta e di una rete di economia locale e solidale, la difesa dei beni comuni, il commercio equo e solidale, la mobilità leggera, la riduzione dei rifiuti, la critica al mito della crescita. Promuoviamo in città un'economia alternativa: equa, locale, sostenibile e solidale.

FIUTA LA TRACCIA E AGISCI LA TUA CREATIVITA'

Lo sviluppo culturale, il fermento artistico e la pratica dei mestieri, necessari per la crescita sociale e civile di una città e dei suoi cittadini, hanno bisogno di spazi per poter nascere, crescere e arricchirsi. Non lasciamo che la vivacità culturale già presente nella nostra città muoia per assenza di luoghi. Abbiamo bisogno di spazi per praticare le arti e i mestieri, per imparare e diffondere.

NON C'È SAPERE SENZA CONDIVISIONE

Saperi, conoscenze, risorse crescono attraverso la reciproca condivisione. Il libero accesso a tutte le forme della cultura è uno strumento emancipativi insostituibile per ogni essere umano ed è il principale mezzo col quale costruire quel che ancora non c'è. L'informazione è libera e non c'è censura che potrà incatenarla.


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