Sono trascorsi ormai otto mesi da quando, a febbraio, le associazioni del Progetto Rebeldia, dopo
aver raggiunto un accordo con il Comune per trasferire le proprie attività nell'area di Via Andrea
Pisano, hanno lasciato gli spazi di via Battisti per consentire l'inizio dei lavori della Sesta Porta.
Ad oggi i lavori della Sesta Porta, nonostante lo spettro delle penali a lungo invocato dal Comune per
sostenere l'urgenza di sgomberare l'area procedono a rilento; l'area di via Battisti, che fino a fine
2010 aveva aggregato associazioni e persone vedendo moltiplicare iniziative culturali, sportive,
sociali, ludiche versa in un desolante stato di abbandono, mentre le 31 associazioni del Progetto
Rebeldia sono ancora senza una sede adeguata.
Non sappiamo chi pagherà le penali per i ritardi della Sesta Porta, ma l'intera città sta già pagando le
"penali" per lo stop forzato di alcune attività del Progetto Rebeldía, come ad esempio la ciclofficina, la
biblioteca di Babil, la palestra di arrampicata. Ma soprattutto, oggi più che mai si sente in città la
mancanza di uno spazio pubblico attraversabile, dove poter organizzare e partecipare alle tante
iniziative rivolte alla socialità che un tempo si svolgevano in Via Battisti, come le feste delle comunità,
i dibattiti e i concerti.
Siamo convinti che il miglioramento della qualità della vita a Pisa non si possa raggiungere
cementificando in ogni dove o aprendo centri commerciali e megastore, ma investendo piuttosto sulla
riqualificazione in città di aree verdi e di spazi pubblici da destinare ad attività sociali e culturali. Spazi
aperti a tutti, senza il pagamento di esosi canoni di locazione, e dove chiunque possa promuovere
iniziative, momenti di discussione e di incontro, che stimolino l'integrazione fra tutti i cittadini che
vivono la città, dal "pisano doc", allo studente, al migrante, e dove siano promossi i valori della
socialità e dello scambio più che il modello dell'individualismo consumista promosso da una società
sempre più malata.
Per questo chiediamo al Sindaco Marco Fillippeschi di rispettare gli impegni presi nell'accordo di
gennaio e di procedere al più presto con l'assegnazione diretta dell'area di via Andrea Pisano al
Progetto Rebeldia.