Approvata la delibera sul ritiro del protocollo Pisa Città Sicura.

PDF

Il Municipio dei Beni Comuni di Pisa


Considerato che:


  • Il Comune di Pisa ha finora governato la presenza di cittadini stranieri e cittadine straniere sul territorio con un approccio prevalentemente emergenziale e di ordine pubblico;

  • In particolare, le politiche relative all'immigrazione sono state spesso legate, nella prassi amministrativa locale, all'evocazione di “emergenze” connesse alla povertà e alla marginalità sociale delle fasce più deboli della popolazione straniera: si sono così succedute e alternate nel tempo la cosiddetta emergenza ambulanti “abusivi” al Duomo, la cosiddetta emergenza rom e campi nomadi, quella relativa ai senza fissa dimora alla Stazione ecc.

  • Queste “emergenze”, oltre ad aver alimentato un clima ingiustificato di allarme nel dibattito cittadino, hanno sedimentato nell'opinione pubblica una percezione negativa della presenza straniera; percezione che può tradursi, nelle sue punte più estreme, anche in atti di razzismo o di violenza xenofoba, come accaduto a Firenze solo pochi giorni fa;



Visto che:

 

  • Dal punto di vista degli atti amministrativi concreti, il Comune di Pisa ha governato il fenomeno dell'immigrazione ricorrendo prevalentemente ad ordinanze sindacali di emergenza, secondo il dispositivo di cui al cosiddetto “Decreto Maroni” (Decreto del ministro dell'Interno 5 agosto 2008, “Incolumità pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco”, Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9-8-2008); tali ordinanze sono poi culminate nella “Direttiva del Sindaco per la Garanzia delle Regole di Convivenza e per la Sicurezza Urbana” del 4 Agosto 2011;

  • Ai fini dell'attuazione di dette ordinanze, il Comune ha stanziato ingenti risorse per il rafforzamento di dispositivi di controllo e di sicurezza (telecamere, nuove assunzioni in Polizia Municipale ecc.), comprimendo invece la spesa sociale destinata alle fasce più deboli della popolazione;

  • L'attuazione di dette ordinanze ha comportato spese molto elevate per le amministrazioni pubbliche, se si pensa che – per esempio - solo per uno sgombero di un piccolo campo rom il Comune spende più di 10mila euro (dati forniti da Il Tirreno, cronaca di Pisa, 10 Settembre 2011);

 

 

 

Constatato che:

 

  • Le autorità internazionali preposte alla tutela e alla salvaguardia dei diritti umani hanno più volte richiamato l'Italia per gli ingiustificati provvedimenti emergenziali presi dalle autorità nazionali e locali, richiamando anche – in negativo – il caso di Pisa (ultimo in ordine di tempo il rapporto del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, nell'Estate 2011);

  • La Corte Costituzionale, con sentenza n. 115/2011, ha dichiarato illegittimo il decreto Maroni, che autorizzava i Sindaci ad emanare provvedimenti di ordine pubblico e dava il via, in questo modo, alla “stagione delle ordinanze”;

  • Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 6050 dd. 16.11.2011, ha dichiarato illegittimi i provvedimenti che proclamavano in alcune Regioni l'emergenza rom, e ha sconfessato di fatto l'approccio emergenziale e di ordine pubblico seguito dalle autorità su questa materia;

  • Da anni ormai tanto la magistratura ordinaria quanto quella costituzionale, per quanto di loro competenza, sollecitano le autorità a governare il fenomeno dell'immigrazione uscendo da logiche emergenziali e di ordine pubblico;

 

Per tutti questi motivi, il Municipio dei Beni Comuni di Pisa

 

  • Dichiara decadute con effetto immediato tutte le ordinanze emanate in attuazione del citato “Decreto Maroni”, nonché la “Direttiva del Sindaco per la Garanzia delle Regole di Convivenza e per la Sicurezza Urbana” del 4 Agosto 2011;

  • Sospende a tempo indeterminato tutte le iniziative previste in tali ordinanze ed in particolare: la videosorveglianza nel Quartiere Stazione, lo sgombero degli insediamenti di persone in situazioni di esclusione abitativa, i presidi cosiddetti “anti-abusivi” di Polizia Municipale al Duomo e alla Stazione;

  • Invita tutti gli organi di partecipazione e autogoverno del Municipio ad elaborare, entro il prossimo 1 Marzo 2012, un piano complessivo di interventi volti a garantire il contrasto alle discriminazioni, nonché l'inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei cittadini e delle cittadine migranti presenti a qualunque titolo sul territorio del Comune;

  • Ai fini dell'elaborazione di tale piano, convoca una Assemblea dei Beni Comuni e della Solidarietà, a cui sono invitate sin da ora tutte le comunità e organizzazioni di cittadini migranti, nonché tutte le organizzazioni sindacali e di volontariato;

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio