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La presa di posizione dei tre candidati rettori dell’Università di Pisa è un segnale di apertura importante e significativo.
Quello che affermano unitariamente è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni: indipendentemente da chi vincerà le elezioni, ci sarà un impegno da parte dell’Ateneo ad individuare una soluzione adeguata alle attività del Progetto Rebeldia, e quindi fino a che il nuovo Rettore non sarà nel pieno della sua funzione va congelato ogni tipo di forzatura per l’”evacuazione coatta” degli spazi di Via Battisti. Va da se' che, ad oggi, quest'ultimo è un "auspicio", dal momento che, fino a quando non saranno eletti, i candidati non hanno alcun potere ufficiale per poter intervenire direttamente sulle cose, tranne forse chiedere all'attuale governo di Ateneo ancora in carica di ritornare sulla posizione di chiusura assunta a inzio giugno.
Non c'è dubbio, però, che inizia ad emergere finalmente un po´ di buon
senso, per il bene della città tutta.
Non comprendiamo perciò la dichiarazione del Sindaco Marco Filippeschi,
che in risposta alla pacata e responsabile nota dei tre candidati chiede
che si assumano impegni precisi sull'ex Asnu. L’impegno preciso se lo
sono già preso, ma chiaramente fino a che non sarà eletto uno dei tre
non potranno certo andare più in là di quanto già dichiarato.
Ora è fondamentale che tutte le Istituzioni coinvolte nella trattativa
di Rebeldia da 4 anni facciano in modo responsabile la propria parte
nella massima correttezza e nell'interesse della città. La soluzione Ex
Asnu non solo è possibile (lo diciamo da mesi), ma è sempre più concreta
e costruibile. Per questo chiediamo che sia quanto prima realizzato un
sopralluogo da una delegazione che comprenda tutte le parti coinvolte
nella trattativa (Comune, Provincia, Università, ArDSU e Progetto
Rebeldia).
L’Assessore Cerri ci ha chiesto pubblicamente un atto unilaterale di
responsabilità. Ebbene l’abbiamo fatto. Non crediamo poter essere
smentiti se diciamo che questa presa di posizione dei candidati rettori è
frutto dell’incontro pubblico da noi organizzato lo scorso 16 luglio.
Spesso lo stesso Assessore dice che siamo testardi. E’ vero, quella
misera nota dell’Università in cui si elencavano le innumerevoli
attività svolte all’Ex Asnu non l’abbiamo mai presa sul serio, dato che è
davanti agli occhi di tutti lo stato di semiabbandono di quello
stabile, per 3/4 adibito a magazzino.
Il Comune continua a dichiarare imminente l’inizio dei lavori della
Sesta Porta. La situazione però è un po’ diversa da come ce la
raccontano. Certo, ormai la Sesta Porta è un’opera che va realizzata
(del resto non l’abbiamo mai ostacolata), però prima di fare buchi
nell’acqua sarebbe bene approfondire molte questioni. Soprattutto per
rendere concreto il proclama (attualmente fumoso e non basato su dati
concreti) dell’autofinanziamento (i costi tendenzialmente crescono, e
sui ricavi non c’è trasparenza).
Insomma, prima di aprire le porte occorre capire bene cosa c’è dietro,
per evitare spiacevoli sorprese.
Noi la nostra porta l’abbiamo già aperta, quella fra Università e città,
speriamo solo che qualcuno non la chiuda in modo maldestro e
controproducente.
*Progetto Rebeldia*
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