Lettera aperta al futuro Sindaco di Pisa

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Egregio Sig. Sindaco di Pisa,

i Suoi concittadini Alessandro Baldassari, Aldo Frediani, Francesco Stoppaccioli e Francesco Tognarini, La ringraziano in anticipo per l’attenzione che vorrà loro dedicare.

Lei, come nostro futuro Sindaco non è oggi una persona fisica; è dunque alla figura istituzionale che noi ci rivolgiamo.

Siamo Suoi concittadini e professionisti che hanno cercato di collaborare con la attuale Amministrazione di Pisa per cercare di risolvere un problema che Lei dovrà affrontare molto presto dalla data del Suo insediamento: trovare una soluzione per garantire la sopravvivenza delle attività svolte dal Progetto Rebeldia.

Il Suo predecessore, pur riconoscendo il valore delle stesse, nel concreto non è riuscito a trovare soluzioni adeguate.

Il Progetto Rebeldia è un fiore all’occhiello di questa città: è una rete di associazioni che raccoglie dalla strada la città che non si vede, fatta da chi ha bisogno di imparare la nostra lingua che nessuno insegna loro, un luogo dove incontrare persone con cui dialogare e affrontare con maggiore serenità una vita di lavoro e, senza Rebeldia, forse, di solitudine.

La sede del Progetto Rebeldia è in Via Battisti, in capannoni un tempo inutilizzati, che il Comune di Pisa, con lungimiranza, aveva concesso a tale scopo.

Oggi, lo sanno tutti, quell’area è oggetto di un piano di ristrutturazione che prevede lo sgombero di Rebeldia e, senza l’intervento della Politica, la dispersione di quel patrimonio unico.

Questo, signor Sindaco, non possiamo pensare che possa avvenire per il prestigio e la tradizione democratica della nostra città.

Eppure, fino ad oggi, non siamo riusciti a portare neppure un minimo contributo a questo problema anche se, come professionisti, abbiamo provato a dialogare con i nostri colleghi dell’Ufficio Tecnico del Comune per dare una soluzione ragionevole al problema, con entusiasmo e interesse professionale.

Siamo infatti componenti di un tavolo tecnico da oltre un anno, senza essere mai riusciti a incontrare un tecnico (salvo, in pieno periodo elettorale, i massimi tecnici del Comune), non abbiamo mai avuto un messaggio diverso da quello politico iniziale: Rebeldia se ne deve andare, comunque.

Pensi che abbiamo proposto 7 soluzioni da studiare per consentire a Rebeldia di rimanere in Via Battisti, perché le associazioni di volontariato devono avere sede nei punti di snodo dei servizi di trasporto pubblico (dove, se no?).

Eppure veda, sig. Sindaco, la soluzione è semplice e si può attuare da subito con semplicità e serenità.

Dato che la progettazione definitiva dell'area non è ancora stata fatta, si potrebbero proporre alla Società che si è aggiudicata la gara i seguenti requisiti di specifica:

1. Il comparto includerà la sede di un Centro per i servizi sociali per una superficie coperta complessiva di almeno 2000 mq.

2. La sede del centro verrà data in concessione alla organizzazione o associazione di volontariato in modo da garantire la prosecuzione delle attività attualmente svolte dal Progetto Rebeldia.

3. Oggetto della riqualificazione dovrà essere anche l'adeguamento della struttura in oggetto per renderla idonea ad attività ricreative incluse le manifestazioni musicali.

Vedrà che i progettisti riusciranno facilmente a collocare tale Centro in uno spazio apposito.

Vedrà anche che, se sarà il caso, si provvederà a dotare tale Centro di un ingresso separato da quello delle destinazioni previste.

Vedrà che gli orari di ufficio e quelli del Centro non saranno proprio gli stessi.

Vedrà che il decoro e la quiete del quartiere non verranno violati.

Constaterà come si possa costruirà una Società più "gentile".

Questa non è Architettura o Ingegneria, sig. Sindaco. Questa è Politica.

Tocca a Lei; non perda questa occasione per rendere più civile la nostra città.

Pisa Le sarà grata.

Con osservanza,

Alessandro Baldassari, Aldo Frediani, Francesco Stoppaccioli, Francesco Tognarini

 


risposte:

Rinnoviamo il nostro impegno a fianco di Rebeldìa

Abbiamo letto con attenzione la lettera aperta dei professionisti Arch. Alessandro Baldassari,Prof. Aldo Frediani, Ing. Francesco Stoppaccioli, Ing. Francesco Tognarini. Riteniamo di condividere quanto essi scrivono completamente, visto che anche nell’ultimo anno della passata legislatura il Partito dei Comunisti Italiani dall’interno delle istituzioni e da fuori ha fatto una battaglia, troppo spesso solitaria o quasi, affinché il progetto Rebeldìa non fosse sfrattato e soprattutto non fosse smembrato o portato fuori dal quartiere della stazione-Sant’Antonio.

Rilanciamo a questo proposito l’idea di una casa della cultura e delle associazioni, da realizzarsi nell’area di proprietà di Trenitalia dietro Via Battisti, che potrebbe essere ceduta all’Amminisrazione Comunale a basso costo, visto il principio di leale collaborazione tra enti e visti i debiti che FFSS ha con il Comune di Pisa in termini di disagi (mancanza del parcheggio e lavori di competenza di FFSS effettuati non ‘a regola d’arte’, vd. Cavalcavia San Marco- Sant’Ermete). Tale struttura dovrebbe esser messa a bando pubblico, affinché le associazioni, che posseggono i requisiti necessari, potessero avere gli spazi per svolgere le proprie attività. Più specificatamente, riguardo a Rebeldìa, ribadiamo il nostro sostegno al Progetto stesso, che, fornendo un reale servizio di tutela, informazione e supporto culturale, solidale e ricreativo a migranti e cittadini, essenziale per questa città, deve rimanere nel territorio della Stazione, nel quale ha realizzato un rilevante esempio di gestione integrata dello spazio associativo e culturale tra territorio, fruitori, gestori del progetto e tessuto sociale del territorio. Riteniamo che la soluzione più economica e razionale per Rebeldìa stesso sia quella che veda la compatibilità della presenza del progetto stesso con la realizzazione del progetto previsto sull’area di uffici e terminal Cpt, nel quale accogliamo con favore la proposta che, in ogni caso, sia prevista una superficie di 2000mq da destinare a spazio sociale.
Il PdCI, comunque andranno le cose e le elezioni, intende rinnovare il proprio impegno a fianco del Progetto Rebeldìa e delle associazioni culturali e sociali che prestano un grande supporto e sono un patrimonio per la nostra città.

Lucia Mango
 
Scaramuzzino si schiera a fianco di Rebeldia

Il piano attuativo del progetto di riqualificazione dell’area di via Battisti prevede tra le altre cose anche spazi da adibire ad attività sociali e culturali. Ma, ad oggi, il Comune non contempla in questa operazione la presenza di Rebeldia e delle 26 associazioni che compongono questo cartello. Penso che sarebbe un salto di qualità riconoscere che esistono forma di riqualificazione come quella di Rebeldia che consiste in un intervento sociale e culturale mirato all’inclusione sociale. Per questo motivo sosterrò con forza che la questione di Rebeldia venga risolta avvalendosi della partecipazione e delle esperienze maturate al suo interno.

 

 
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