Rinviato al 30 ottobre lo sfratto delle 31 associazioni:

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dalla magistratura una lezione alle istituzioni politiche pisane

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 Il 27 luglio segna un passaggio fondamentale nella vicenda del Progetto Rebeldía: la conclusione del processo di sfratto intentato dalla Compagnia Pisana Trasporti (CPT). Il giudice ha decretato che c´è tempo fino al 30 ottobre per liberare gli stabili di via Battisti 51, dove al momento le 31 associazioni del cartello Rebeldía svolgono ogni giorno le tante attività che offrono alla cittadinanza a titolo completamente gratuito: è finalmente una scelta ragionevole e sensata, che allenta una pressione assurda voluta dall'Amministrazione comunale e che lascia un lasso di tempo sufficiente per trovare una soluzione condivisa e adeguata alla vicenda. Con la concessione di 90 giorni, il giudice riconosce quello che il Sindaco e i suoi assessori hanno tentato a più riprese di negare: le dimensioni e la complessità delle strutture che consentono al Progetto Rebeldía di vivere e operare. 

 

L'udienza era inizialmente prevista per il prossimo 29 settembre. Era stata poi anticipata per agevolare l´inizio dei lavori della Sesta Porta, in un pesante clima di pressione, in cui l´Amministrazione comunale ha scientemente disinformato i cittadini ventilando la minaccia di pesanti penali che sarebbero partire dalla fine di giugno. La cosa si è rivelata falsa, dal momento che le uniche penali esistenti sono quelle legate ai contratti di vendita, che ricadranno personalmente sugli amministratori a partire dal maggio 2013. Per il resto, di bandi e appalti di gara per i lavori di demolizione e di ricostruzione non c´è alcuna traccia. 

Anche in ragione della grave condotta tenuta dal Sindaco e dalla sua giunta, siamo di fronte a una sentenza che riguarda in primo luogo le istituzioni e gli amministratori locali. Nel 2006 fu preso un impegno per trovare una soluzione definitiva, unitaria e condivisa del Progetto Rebeldía; quattro anni dopo, nella totale mancanza di proposte concrete e percorribili, la politica ha rinunciato al suo compito di mediazione ed ha voluto fortemente arrivare a un esito processuale prima di agosto, con un tentativo di trasformare per l´ennesima volta una questione sociale cittadina in un problema di ordine pubblico, invocando tribunali, polizia e sgomberi. La visita informale del Sindaco a Rebeldía, nel pomeriggio di venerdì scorso, su nostro invito, non ha fatto purtroppo che confermare la sospetta ritrosia verso ogni forma di dialogo aperto e sincero da parte di Palazzo Gambacorti. 

L'Amministrazione comunale non convoca un tavolo di confronto da oltre un mese, come se si fosse deciso di attendere la sentenza negativa del tribunale. Una sentenza, però, che è stata ben diversa da quella attesa e auspicata, grazie al normale e pacato senso di responsabilità di un giudice dal quale proviene un chiaro riconoscimento dell´importanza delle attività del Progetto Rebeldía, in linea con quanto più volte ripetuto dai candidati a Rettore. Adesso ci chiediamo quale sarà l´atteggiamento dell´Amministrazione comunale: si continuerà a tentare di imporre a Rebeldía una "non soluzione" che non tenga in considerazione la reale natura del Progetto? Oppure, si sfrutteranno i prossimi tre mesi per iniziare un serio percorso pubblico di individuazione di una sede adeguata alle 31 associazioni, tornando a dialogare con il tessuto sociale e civile pisano, come augurato da ultimo anche dal deputato PD Ermete Realacci? La politica non è stata finora capace di dare risposte all´"Affaire Rebeldía" solo perché non ha voluto, perché non ha inteso ascoltare i segnali netti e chiari giunti da più parti per arrivare a soluzioni rapide e a basso costo, come quella dell´ex Asnu, che avrebbe anche il vantaggio di inaugurare un nuovo corso nei rapporti tra Università e città, auspicato da più parti. 

Da oggi si apre dunque una nuova fase, nel corso della quale l´Amministrazione comunale sarà chiamata a dimostrare, senza arroganza, ma con fatti concreti, la sua reale intenzione di far partire i lavori per la Sesta Porta. Dal canto nostro, noi continueremo come sempre a cercare il dialogo per un esito positivo e condiviso. Nel frattempo, invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, i gruppi formali e informali della città, a sostenere e a dare solidarietà al cartello di realtà che compongono il Progetto Rebeldía, non solo oggi, ma per tutta l'estate, per continuare a far sì che gli spazi di via Battisti 51 rimangano vivi e attivi e siano un punto di riferimento per tutti anche nel caldo agostano. 

Per rafforzare, infine, un percorso pubblico, trasparente e condiviso che permetta di prospettare il futuro del Progetto Rebeldía nella migliore forma possibile, garantendo la continuità dell´attività delle associazioni e l´interesse delle migliaia di cittadini che usufruiscono dei loro servizi, invitiamo tutti a una Assemblea pubblica cittadina che si terrà mercoledì 28 luglio alle 21.30 a Rebeldía, ancora in via Battisti 51. 

27 luglio 2010 

 

Progetto Rebeldía  

 
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