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Pubblichiamo di seguito i comunicati di solidarietà dopo l'annuncio del tenativo di sfratto a danno delle attività del Progetto Rebeldía messo in atto dall'amministrazione comunale
dal Partito dei Comunisti Italiani
In qualità di ex Presidente della Circoscrizione 4 del Comune di Pisa, poi infelicemente soppressa dall'ultima finanziaria del Governo Prodi assieme a tutti gli altri Consigli di Circoscrizione di questa città ma anche in qualità di coordinatore cittadino del PdCI di Pisa e, soprattutto, in qualità di abitante della zona della stazione, vorrei capire quale futuro si prevede per questa zona, nella quale la Circoscrizione 4 ha, negli anni, molto lavorato e che oggi appare abbandonata a sè stessa. Vorrei capire che fina abbia fatto il progetto della così detta'Sesta Porta', cavallo di battaglia dell'attuale Sindaco in campagna elettorale. Leggo con preoccupazione che gli impegni di vendita dell'attuale palazzo della Provincia, presi nella passata legislatura non risultano, oggi, più sufficienti all'acquisto della nuova sede e che si è messo in vendita anche l'edificio della 'stecca', sede del Centro Maccarrone, che fu costruito con evidente vocazione pubblica.
Chiedo, dunque, oggi a chi si pensa di vendere e quale destinazione sia prevista per tale complesso, che risulta uno dei pochi spazi pubblici di questa città. Inoltre, ho letto che ancora e sempre più aspramente si respinge la proposta del Progetto Rebeldìa, in passato appoggiata anche dalla Circoscriizone 4, di inserire nel progetto di recupero dell'area del Cpt, uno spazio integrato proprio per mantenere l'attuale collocazione del Progetto Rebeldìa, che, ricordo, non sta compiendo un'occupazione abusiva ma è titolare di un contratto di locazione scaduto, perchè il Comune di Pisa, che si era impegnato ad offrire un'alternativa, non è stato in grado di proporre soluzioni che salvaguardassero la possibilità per le circa 30 associazioni di continuare a lavorare sinergicamente, cosa che rappresenta la riuscita di un progetto che ha dato grandi frutti. Vorrei a questo proposito ricordare a Sindaco e Giunta, che spesso parlano dei 'gravi problemi' che affliggono la zona della stazione, che tali problemi non sono mai 'deflagrati' in problemi ancora più gravi anche grazie al gran lavoro delle associazioni che in questo territorio svolgono le associazioni del Progetto Rebeldìa, supplendo a vergognose carenze dell'organizzazione della struttra pubblica che non è in grado a tutt'oggi di dare risposte concrete al gran numero di cittadini stranieri che, in ogni caso, continueranno a venire nella nostra città per lavorare e per migliorare le proprie condizioni di vita.
Chi aiuta costoro a trovare una casa? chi offre una scuola qualificata e riconosciuta dalla Provincia di Pisa per imparare l'italiano? chi gli garantisce spazi per la socializzazione? chi ofre loro la possibilità di integrazione attraverso l'organizzazione di eventi di ogni tipo a partire da spettacoli teatrali, o serate di discussione, di approfondimento o semplici cene?
Ecco perchè mi sento di chiedere come il Comune di Pisa possa pensare di spostare il Progetto Rebeldìa da questa zona nella quale è stato una realtà fondamentale e soprattutto come il Cpt, che del Comune è emanazione abbia scelto di procedere legamente, dimostrando l'incapacità dell'Amministrazione Comunale di dare risposte ai problemi di questa città.
Chiedo, infine, un ripensamento, rispetto ai numerosi progetti presentati, che garantivano l'esistenza del Progetto e che comunque il Comune dia risposte in tempi brevi, con l'ausilio delle Ferrovie dello Stato, dell'Amministrazione Provinciale e del'Università di Pisa, realtà importani in questa città, che hanno il dovere di farsi carico dei problemi di essa e della mancanza di spazi idonei a garantire lo svolgimento della vita e delle attività di Associazioni tanto utili alla convivenza civile a democrazica della nostra città.
Lucia Mango
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da Rifondazione Comunista
Come la storia tristemente insegna, quando il potere è in difficoltà pensa bene di risolvere questioni politiche rivolgendosi a giudici e tribunali, trasformandole strumentalmente e falsamente in problemi di ordine pubblico.
La vicenda del Progetto Rebeldìa non fa eccezione, ma conferma questa regola: è giunta alle associazioni del progetto la convocazione in tribunale per il 18 giugno dove sarà discusso dello sfratto al progetto, preteso dalla CPT che sarebbe il soggetto ricorrente.
Tutto ciò avviene dopo che da ben quattro mesi le istituzioni interessate hanno interrotto il confronto e vi si sottraggono regolarmente. E allora, visto che Comune e Provincia sono soci azionari della CPT, senza tanti giri di parole chiediamo al Sindaco Filippeschi e al Presidente Pieroni: da quando questioni politiche si discutono in un"aula giudiziaria invece che coinvolgendo i soggetti interessati e, successivamente, nelle sale del Consiglio Provinciale e Comunale? Non dite "è un problema della CPT" perchè la risposta non funzionerebbe, la CPT siete anche voi e gli enti a cui siete a capo! Avete una responsabilità politica evidente e non aggirabile. E' passato quasi un anno dal 7 giugno 2008, quando sfilarono per questa città 3000 persone in corteo per difendere l"utilità sociale del Progetto Rebeldia. A parte formali prese di impegno e pacche sulle spalle pare che siamo sostanzialmente al punto di partenza. Evidentemente per lorsignori un terminal bus è più importante di: un corso di italiano gratuito per migranti contro il business delle scuole private, di un cinema di qualità gratuito contro l" imperante porcheria del Grande Frtatello, di un"officina dove gratuitamente si può riparare una bicicletta o costruire un pannello fotovoltaico, di un posto dove chi si occupa di cooperazione internazionale volontaria possa riunirsi senza pagare affitti alle lobbie palazzinare pisane. Noi pensiamo invece che le esigenze di sviluppo della città (purchè ambientalmente sostenibile), e continuità del Progetto Rebeldia non siano in contrasto, basterebbe aver voglia di discuterne. Abbiamo l"impressione che Filippeschi, Pieroni, la CPT e le rispettive consorterie non siano dello stesso avviso. Siamo stati e continueremo ad essere al fianco di Rebeldìa in tutte le iniziative di lotta che intenderà promuovere, un impegno che non è solo a difesa delle 30 associazioni del progetto ma che parla della salvaguardia di un patrimonio preziosissimo per la città di Pisa, tutta.
Roberto Cini Della Segreteria Provinciale del PRC
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RICONOSCIAMO IL VALORE SOCIALE DELLA ESPERIENZA DI REBELDIA COMUNE E PROVINCIA TROVINO UNA SEDE A REBELDIA
Siamo preoccupati per lo sfratto di Rebeldia e la udienza di sfratta fissata dal tribunale per il 18 Giugno In questi anni Rebeldia non è stato solo un centro sociale di aggregazione per i giovani ma molto di più. Decine di associazioni di volontariato, onlus, realtà sociali, centinaia di iniziative che vanno dalla presentazione di libri ai concerti, dalle scuole per migranti alle attività sportive senza menzionare le campagna sociali, sindacali che hanno attraversato Rebeldia , non ultime le iniziative dei migranti e degli anti razzisti. In questo anno le Amministrazioni del Comune e della Provincia, l'università (che sta retringendo gli spazi di libera discussione all'interno del nostro Ateneo), non hanno cercato una soluzione alternativa alla sede di via Battisti lasciando alla Cpt il compito di trovare appigli di ogni genere.
Ma la Cpt, come la Pisamo, non sono soggetti privati e sono proprio gli Enti pubblici che ne detengono le azioni a dovere intervenire. Noi crediamo sia possibile trovare una soluzione alternativa, uno spazio che permetta a tutte le attività di continuare ad operare con le numerose iniziative che hanno animato la nostra città Crediamo che Rebeldia sia un valore aggiunto per la democrazia e la partecipazione sociale e civile nella nostra città, non vogliamo che un problema sociale sia trasformato in ordine pubblico come sovente ormai accade a Pisa e dintorni. Siano Filippeschi, Pasquali e Pieroni i garanti di una nuova trattativa per arrivare alla soluzione: un nuovo spazio per le associazioni del cartello rebeldia.
I tempi per una soluzione ci sono, ci auguriamo non venga meno la volontà politicaa partire dal legittimo riconoscimento del valore sociale di tutte le inizative intraprese in questi anni, iniziative che non possono vivere senza una sede idonea e in luoghi accessibili
CONFEDERAZIONE COBAS
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GIU' LE MANI DAL PROGETTO REBELDIA
Nella città di Pisa da qualche tempo tira una brutta aria: gli spazi autogestiti sono fortemente minacciati, l'agibilità e l'attività politica limitata da norme esagerate sulla sicurezza, l'accoglienza e la solidarietà verso le comunità di migranti cancellate da pretestuose ed assurde disposizioni sulla legalità come le disposizioni "antiborsoni". In questo clima si inserisce il tentativo di colpire il progetto REBELDIA e la sua storia. La mancanza di confronto delle istituzioni e delle più alte cariche cittadine sul progetto Rebeldia dimostra la volontà di colpire chi si batte per una cultura diversa e anche scomoda. La città di Pisa nella sua storia è stata sempre simbolo di democrazia e con la sua Università anche di cultura legata ai bisogni della sua gente. Come Partito Comunista dei Lavoratori esprimiamo una partecipe solidarietà con chi si batte per una città differente da quella voluta dai poteri forti, per una cultura che sia espressione anche di chi non ha voce. Diciamo no alle speculazioni, allo scempio del territorio, alla disoccupazione dilagante, ai livelli di vita sempre più bassi della popolazione già duramente colpita dalla crisi. In questo quadro il Progetto Rebeldia deve essere difeso perchè difendendolo lasciamo aperto un prezioso spazio alternativo per il cambiamento.
Partito Comunista di Lavoratori Sez. Pisa
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Il progetto Rebeldia rappresenta un importante esempio di partecipazione associativa e cittadina. E' il luogo in cui molti giovani si confrontano, progettano, crescono e fanno crescere iniziative ed esperienze innovative per il terzo settore. Chiediamo ai nostri amministratori locali di considerare l'importanza di questa esperienza garantendo spazi adeguati e valorizzando le potenzialità della rete sviluppata da questo prezioso laboratorio di cittadinanza attiva.
Presidente di IESS - Istituto per la sostenibilità sociale e ambientale
Elisabetta Zuccaro
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