Apre un nuovo sportello antiviolenza

L’associazione “Una stanza tutta per sè” apre lo sportello contro la violenza sulle donne a via Montuori, 5 (Roma, metro Garbatella).

Ogni venerdì dalle 15 alle 19, consulenza legale ogni terzo lunedì del mese dalle 15 alle 19.

Segreteria telefonica aperta 24 ore su 24: 38998080955

 

DALLA VIOLENZA E’ POSSIBILE USCIRE! CHIEDI AIUTO! ANCHE SE NON PARLI ITALIANO!

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Roma – 19/01 -Presentazione di Una stanza tutta per sé

Giovedì 19 Gennaio 2012 dalle ore 18:00
La Onlus “Una Stanza Tutta per Sè” è lieta di presentarvi:

—-Lo Sportello Antiviolenza a Garbatella—–

dopo aver parlato tra di noi…
… Apericena a cura del Fronto del Porto Fluviale

a seguire
…Esibizione Live Acustica Giulia Anania
esibizione di stornelli romaneschi…

Giovedì 19 Gennaio 2012 dalle ore 18:00
@Sala da tè in Via del Porto Fluviale,12
Zona Ostiense – Metro B_Piramide

L’INVITO E’ RIVOLTO SOLO A DONNE 0+ ONLY FOR WOMEN

Evento Facebook:
http://www.facebook.com/events/278749255512486/

 

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SIETE TUTT@ INVITAT@

ALLA CENA DI AUTOFINANZIAMENTO
PER LO SPORTELLO ANTI-VIOLENZA
una stanza tutta per sé
MERCOLEDì 22 giugno 2011 dalle h 20
al LOA ACROBAX
via della vasca navale, 6

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Cosa vogliamo fare

L’ O.N.L.U.S. “una stanza tutta per sé” nasce da un gruppo di donne nato 5 anni fa nell’Università di Roma3 e trasferitosi da 2 anni in via Passino 20 a Garbatella.

Le nostre attività hanno sempre avuto come fine l’autodeterminazione delle donne; il costruire insieme le condizioni per cui ognuna possa sentirsi libera di realizzare i propri desideri.

La società attraverso i mass media, ci classifica utilizzando stereotipi (ad esempio lo stigma di santa e di puttana) che ci condizionano nel pensare e nell’agire.
Le costrizioni di una società ingiusta sono subite da tutti e tutte, ma nel caso delle donne hanno una loro specificità. Siamo esposte a violenza perché siamo percepite come oggetti sessuali, come sesso debole (dolci e silenziose), come coloro che si sacrificano per la famiglia e/o sul posto di lavoro, come corpi da violare.
La violenza di genere è un fenomeno purtroppo diffusissimo (secondo gli ultimi dati Istat 4 donne su 5 l’hanno subita nella propria vita) soprattutto all’interno delle mura domestiche; nasce dal desiderio di sopraffazione dell’uomo sulla donna e oltre che fisica e psicologica può essere costituita anche dal ricatto economico.
Collettivamente abbiamo seguito un corso di formazione per operatrici di centri
anti-violenza. Il nostro obiettivo è di aprire uno sportello anti-violenza nell’ XI Municipio per:

  • accogliere le donne che subiscono o hanno subito violenza
  • aiutarle a riconoscerla e iniziare un percorso personale volto a comprendere che non hanno colpe, che non è un problema personale di cui vergognarsi, ma un problema sociale e politico
  • promuovere iniziative utili a sensibilizzare l’opinione pubblica
  • consolidare un punto di riferimento per la solidarietà e l’iniziativa tra donne
  • svolgere attività di ricerca, documentazione e diffusione delle informazioni
  • offrire un servizio di supporto legale

Vogliamo creare uno spazio che metta al centro l’autodeterminazione, l’autonomia e la consapevolezza così come la sorellanza e la solidarietà, per permettere alle donne di riappropriarsi della propria vita e di partecipare alla lotta contro il patriarcato: il responsabile di tutte le violenze che subiamo in quanto “donne”. Non ci accontentiamo di agire sulle conseguenze.

Crediamo nell’autorganizzazione come strumento per cambiare radicalmente il contesto in cui viviamo e i rapporti di potere che lo determinano.

Per fare tutto questo chiediamo un contributo a chiunque voglia sostenere il nostro progetto e la lotta contro la violenza sulle donne, che sia un apporto di idee, politico, pratico o economico.

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PAP! Prevenzione Anti Papilloma

Parlare di prevenzione dei tumori del collo dell’utero al consultorio di via dei Lincei

da Coreonline

Martedì 19 aprile, presso il consultorio di via dei Lincei, la Onlus “Una stanza tutta per sé” ha organizzato l’iniziativa “Pap! Prevenzione Anti Papilloma”, un incontro per discutere con alcune delle esperte impegnate nell’organizzazione dello screening contro il tumore del collo dell’utero  nell’Asl RomaC. Partecipavano anche il collettivo femminista Le Ribellule e il laboratorio erboristico di ZK.

La dottoressa Capparucci e la citologa Luisa Schiboni hanno illustrato le procedure attraverso cui si previene un tumore evitabile, proprio grazie a una programma rivolto a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni, chiarendo anche dubbi e problemi legati alle nuove sperimentazioni delle nuove partecipanti. L’obiettivo dello screening, che prevede dei controlli triennali sulle donne nella fascia d’età più a rischio, è quello di intervenire sul tumore prima ancora che questo si sviluppi, quando sono presenti delle lesioni curabili. L’importanza della partecipazione a un programma statale deriva anche da un migliore controllo, derivato da un lavoro di team e da continui aggiornamenti del personale medico e citologico che lo esegue. Lo screening per il tumore del collo dell’utero si accompagna a quello per il tumore al seno, che va a intervenire nella fase iniziale del carcinoma alla mammella, ma non può prevenirlo e a quello, appena partito, contro i tumori del colon retto.

Ma cos’è il pap test? Il pap test è un esame citologico, ovvero sulle cellule, del collo dell’utero, che si prelevano senza particolari traumi della donna. Il test va a individuare la presenza di lesioni più o meno gravi delle cellule causate dal virus “papilloma” (il tumore del collo dell’utero è stato il primo la cui causa è stata fatta risalire a un virus), che potrebbero portare a un tumore e va ripetuto ogni tre anni (questo tipo di carcinoma si sviluppa molto lentamente). Alcuni miti sul pap test sono stati sfatati, in particolare, non servirebbe a controllare altri tipi di infezioni oltre a quelli provocati dal papilloma, ma anzi, in presenza di esse o a ridosso delle mestruazioni, il risultato potrebbe essere falsato. È importante ricordare che il programma di screening non si rivolge solo alle italiane, ma anzi, cerca di entrare in contatto anche con donne straniere, che spesso non hanno avuto analoghi controlli in patria. Grazie al test, la mortalità per il tumore del collo dell’utero è in Italia tra le più basse al mondo.

Un nuovo strumento a disposizione delle donne nella prevenzione di questo carcinoma è  il test hpv, che  va a osservare la presenza del papilloma (il virus che provoca tumori del collo dell’utero, e non solo, ad esempio con forme meno gravi di infezione, come le cosiddette “creste di gallo”), ma è al momento sperimentato solo per cercare di allungare i tempi tra un pap test e l’altro fino a cinque anni. Anche perché, nonostante la percentuale di mortalità per questo tipo di malattia sia molto basso, la presenza del virus è rilevabile in una adulta su cinque, mentre non è scontato che la conduca a lesioni. Non c’è da preoccuparsi nemmeno se queste vengono individuate, anche perché molto spesso regrediscono, ma l’importante è seguire le procedure indicate dallo screening (ovvero proseguire i controlli con esami più accurati a distanza di sei mesi o un anno).

Per concludere, molti dubbi in merito al vaccino sono stati sfatati. Il nuovo vaccino contro il papilloma, infatti, preverrebbe circa l’80% dei tumori del collo dell’utero (nonostante riguardi solo due dei tipi di papilloma) ed è rivolto alle giovanissime (è gratuito solo per le dodicenni) perché è pienamente efficacie quando la donna non è infettata dal virus, che, come già ricordato, è molto diffuso, soprattutto nei primi anni di attività sessuale.

La discussione, partecipata da molte donne del municipio e non, è stata incalzata dalle domande, a dimostrazione di un grande bisogno di informazione sulla salute, femminile in particolare. Inoltre l’incontro ha ribadito l’importante ruolo che la sanità pubblica può svolgere nell’ambito della prevenzione oltre che della cura.

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