Giorno 11: Quanto sono polemico
Però credimi, non riesco a non notare questi disservizi e più ci penso più m’incazzo, perché basterebbe davvero poco a risolverli.
|
Giorno 10: La carrozza che non c’è
Sicuramente la situazione sui
treni italiani non è ancora come nella foto.
Però la devono smettere di vendere biglietti per
carrozze che non esistono. L’altro giorno mi
hanno venduto un biglietto per la carrozza 311,
e la numerazione partiva da 1. Non c’era più
posto ed erano tutti nei corridoi. Davvero
assurdo! A volte penso ai treni di quest’estate
in Norvegia e Svezia, tutta un’altra cosa.
O si aprono alla concorrenza nelle ferrovie oppure devono tornare statali. È una fregatura com’è adesso: una s.p.a. che, in quanto tale punta solo profitto, che opera in modo monopolistico. E non venitemi a dire che è a partecipazione statale.
Ohi ste, diventa un ingeniere gestionale in fretta così cambi un po’ sta cosa.
Giorno 9: L’entropia della Mente.
Chissà quante persone hanno
attraversato quella riga di vernice gialla,
quanti l’hanno calpestata e quanti accuratamente
evitata. Alcuni non la guardano nemmeno altri ci
fissano lo sguardo per ingannare l’attesa del
treno. Proprio quell’inutile linea gialla,
quella del “NON OLTREPASSARE LA LINEA GIALLA.
TRENO MERCI IN TRANSITO” ripetuto centinaia di
volte al giorno.
Un limite per la maggior parte del tempo che può essere infranto solo per salire sul treno. Ma poi pensi a tutte quelle gomme da masticare appiccicate a terra, annerite dallo sporco delle suole, alle bocche nelle quali sono state e alle volte che sono state allungate e morsicate. Al binario in lontananza che continuerà per centinaia di chilometri tutto uguale, avvolto sempre dallo stesso odore di treno e ruggine...
Giorno 7: Differenziare... che casino!
A Pavia eliminare i rifiuti di casa è un bel problema. Prima di tutto non ci sono cassonetti in tutto il centro storico, che è la parte più grossa della città, poi la differenziata è introvabile. Fino ad ora non ho ancora trovato la plastica. La carta invece mi cade sempre mentre la porto in bici.
Rumenta a parte, le mie amicizie siciliane si stanno moltiplicando, sono tantissimi: in 10 da un paesino di 3000 abitanti.
foto scattata sull’intercity genova-milano
Giorno 6: Il nove ottobre
9 Ottobre... dunque 9 Ottobre mmm
nove ottobre... ah sì! 9 Ottobre. Certo! E’ nato
John Lennon il 9 Ottobre del 1940 ma il 9
Ottobre del 1958 è anche morto Papa Pio XII.
Ancora, il 9 Ottobre 1967 Che Guevara è stato
ammazzato. Il 9 Ottobre del 1914 Anversa cedette
alle truppe tedesche; in quello del 1963 una
frana precipitò nel bacino della diga del Vajont
provocando un’onda che distrusse il paese di
Longarone e fece più di 1900 vittime. Poi sono
successe anche altre cose, una di queste non è
sui libri di storia, sicuramente negli archivi
dell’anagrafe.
T’inizia a venire qualche dubbio? Che il Nove Ottobre è, per te che leggi questo blog, un giorno che dovresti ricordare? Ormai penso che avrai capito e sarai già col telefono in mano.
Sai che ti dico? (è una domanda retorica, devi stare zitto e scrollare leggermente la testa). Vedi, è troppo tardi rimediare. Te lo saresti dovuto ricordare che il nove ottobre è IL MIO COMPLEANNO!
Grazie agli unici tre che se ne sono ricordati: Zac, la Sara e la Paola. Per tutti gli altri: siete degli e delle stronz*!
errata corrige: Grazie anche a Tommy e alla Silvietta, alla Eva, a Viscio alla Frin e al Barone che mi hanno scritto su leozena.net
Giorno 4: I vicini o meglio... le vicine
L’appartamento si affaccia su un
cortiletto interno. Ogni porta-finestra che vi
si rivolge permette di accedere anche al balcone
che, senza separazioni, segue il perimetro
dell’edificio. Proprio qui è avvenuto l’incontro
con le graziose vicine. La famiglia delle due
ragazze, Giulia e Iota, è di origine greca ma si
è trasferita qui da parecchio tempo, il loro
italiano è perfetto. Credo che abbiano circa
17-18 anni, una va ancora a scuola nell’istituto
proprio di fronte alla finestra di camera mia
che con gli schiamazzi mattutini e le motorette
scorreggiette funziona da sveglia impostata alle
7:45.
Oggi ho portato la bici a riparare e finalmente abbiamo comprato una pentola per fare la pasta.
Giorno 3: La bicicletta
È una Bottecchia di qualche decennio fa, doveva
essere una gran bicicletta: cambio a canna di quando
gli schimano SIS manco esistevano, manubrio signorile
e telaio leggero, rosso
fiammante. Parafanghi cromati, fanali
alimentati dalla dinamo. Insomma, l’avrete capito,
una gran Bicicletta.
Così, quando l’ho presa ho deciso di farci subito un bel giretto per sfoggiare l’acquisto.
Proprio quando stavo pedalando beato fra i campi che circondano Pavia è successo il PATATRACK: si è rotta la catena. Un ora a piedi per tornare a casa e... domani c’è anche sciopero degli autobus. Maledizione.
Ma è una gran Bicicletta!
Così, quando l’ho presa ho deciso di farci subito un bel giretto per sfoggiare l’acquisto.
Proprio quando stavo pedalando beato fra i campi che circondano Pavia è successo il PATATRACK: si è rotta la catena. Un ora a piedi per tornare a casa e... domani c’è anche sciopero degli autobus. Maledizione.
Ma è una gran Bicicletta!
Giorno 2: Il vichingo, il valdostano e la biellese
Non so quanto riuscirò a tenere questo ritmo di post perchè qua la vita inizia a farsi complessa e intricata, gli impegni iniziano a sovrapporsi: dispense, fotocopie, incontri, lezioni, problemi di casa (attivazione gas, bollette, rifornimenti di cibo, pulizia personale e non) ecc... Però stasera riesco a scrivere qualcosa sui personaggi che ho incontrato oggi. Partiamo dal vichingo, il professore d’inglese che sbraita e s’incazza con chi gli rivolge la parola. È un omone grasso e sporco, col collo taurino, un accento anglosassone impastato di birra. Gira voce che abbia qualche problema con l’alcool., forse è per pagarsi le sue bevute che ci “prescrive” di comprare il suo libro. Un pessimo incontro.
Decisamente più piacevoli sono state le allegre chiaccere con un valdostano stamattina e una biellese, dalla quale ho tristemente appreso che la tipa carina che era seduta vicino a me al test è stata segata. Cazzarola!
Giorno 1: La scoperta dell’Università
Non tutto il male viene per nuocere, così dice mia nonna con la sua saggezza popolare. Svegliarsi alle 6,45 credendo che la lezione inizi alle 8 invece che alle 9 è stata una brutta sorpresa che però mi ha dato la possibilità di conoscere due personaggi particolari. Un siculo dei dintorni di Catania venuto anche lui a Pavia a studiare medicina e un ragazzo di Milano dalla parlantina veloce, piuttosto simpatico, non sembra neppure troppo bauscia. Le prime lezioni sono state piuttosto leggere e noiose, ma il bello (dipende da che punto di vista) verrà presto. Fisiologia Umana sembra essere lo scoglio di Pavia, un esame che per adesso hanno citato entrambi i prof che ho avuto.
Intanto la casa si è popolata, ora siamo al completo.
Stay tuned.
Giorno 0: La casa
Alla prossima.