"Pollice verso" da una ricerca degli allievi del Montagna Presentato il libro sui diritti dei giovani e sulla difesa civica
(fe. ba.) Quali sono i diritti dei giovani, e quali gli organismi preposti alla loro difesa? Queste domande sono state poste dall’ufficio del difensore civico di Vicenza ad alcuni studenti del Montagna, circa 160, seguiti attraverso un percorso di sensibilizzazione sui diritti fondamentali dell’uomo iniziato ancora con il precedente difensore civico, Francesco Buso. Gli studenti, che hanno chiesto di approfondire il tema del trasporto pubblico hanno assegnato una insufficenza al servizio di trasporto locale, giudicato inadeguato e troppo costoso. Il progetto di educazione ai diritti umani prende il via come una "costola" di una iniziativa più ampia denominata "Difesa civica e diritti umani a Vicenza" che si è svolta nell’arco di dodici mesi tra il 2002 e il 2003. Il progetto ha coinvolto anche altre associazioni del territorio quali l’Arciragazzi, l’Associazione diritti umani-sviluppo umano (Adusu), la cooperativa sociale La linea dell’Arco ed è costata circa 36mila euro, 10mila dei quali versati dalla Regione.Massimo Pecori, difensore civico subentrato a Buso nel febbraio 2004, ha presentato ieri nero su bianco nelle pagine del volume "Stand up for your rights", i risultati del lungo lavoro.
Gli scopi dell’iniziativa erano quelli di avvicinare le principali associazioni che operano per la tutela dei diritti umani all’ufficio del difensore civico, e di incentivare il ricorso a questo canale privilegiato per le proprie "battaglie".
Per migliorare e rendere più rapido il collegamento tra le parti è stato realizzato un forum online sul sito del difensore civico. Infine è stata avviata un’iniziativa di educazione ai diritti umani rivolta sia ai docenti che agli studenti di istituti superiori terminato nell’estate del 2003. Questa è forse la parte più interessante perchè ha coinvolto circa 160 studenti del Montagna, con i quali si è discusso d’informazione e di partecipazione attiva, concetti contenuti nel Libro Bianco della commissione europea e che erano stati alla base anche del Forum dei Giovani promosso dalla Regione Veneto a Jesolo due estati fa.
Gli studenti hanno così aperto un canale di dialogo con il difensore civico, ma hanno proposto anche un tema di particolare interesse per loro: il trasporto pubblico. Un questionario è stato distribuito fra i 160 studenti, quasi tutti provenienti da fuori città. Una proposta spontanea che ha portato a conclusioni non troppo lusinghiere, da quanto si legge nel sunto delle risposte.
Gli studenti si sono infatti lamentati per i ritardi delle corse, gli orari difficili, il servizio non eccezionale con corse sempre affollate nelle ore di maggiore utilizzo dei bus, autolinee e treni. Giudizi negativi anche sulle condizioni dei mezzi giudicati sporchi, vecchi, inadeguati e con scarso rispetto delle norme di sicurezza.
I principali utenti dei mezzi pubblici hanno puntato il dito anche sui costi che variano dai 30 euro mensili per chi utilizza i mezzi urbani ai 50 per il treno o la corriera. Il voto assegnato al trasporto pubblico dagli studenti del Montagna è stato in media un’insufficenza (5).
Il punto di vista degli studenti ha preso la forma di un video, che aveva come tema il sovraffollamento dei mezzi pubblici.
«L’Unione degli Studenti ci accusa ingiustamente»
Dopo aver trascorso un fine settimana in allegria a seguito della lettura dell’articolo “Carta giovani, l’assessore di AN chiama i suoi e l’UDS si arrabbia per i ritardi”, sono ora costretta a rispondere per rimediare ad alcune imprecisioni.
Quando nasce il “caso”? Allorché, invitati ad una riunione della Consulta provinciale degli Studenti assieme ad un esponente dell’UDS, abbiamo reso noto il nostro progetto di Carta Giovani al quale stiamo lavorando da mesi e che è già da tempo stata portato all’attenzione dell’assessore comunale Arrigo Abalti. Quello che francamente ci stupisce sono le accuse, ingiuste, rivolteci dall’Unione degli Studenti.
La proposta alla quale stiamo lavorando coincide solo in parte con quella dell’UDS, tant’è che abbiamo coniato lo slogan “Non di sola elemosina vive il giovane”, per sottolineare come la nostra idea per una Carta Giovani non si limita a ricercare qualche sconto negli esercizi commerciali convenzionati: anche nel nostro progetto sosteniamo l’esigenza di venire incontro alle esigenze economiche di chi studia, o comunque dispone di autonomia finanziaria limitata, con sconti nei negozi convenzionati, ma la nostra proposta non si limita a questo.
Noi chiediamo una Carta PartecipAttiva, che divenga uno strumento per incoraggiare il giovane alla partecipazione, al confronto e alla responsabilità. Senza dilungarmi nella spiegazione del progetto, noi chiediamo una Carta che sia uno strumento per mettere in comunicazione diretta il giovane con il mondo che lo circonda: istituzioni, associazioni, scuola, mondo del lavoro, tempo libero; il tutto raggiungibile da uno spazio telematico a disposizione dei possessori della Carta PartecipAttiva, da una piazza virtuale che non sostituisca quella vera, ma che sia un modo di sfruttare le moderne tecnologie a vantaggio del giovane. Come si può capire da queste poche righe, non vi è - a differenza di quanto sostenuto dall’Unione degli Studenti - nessuna volontà di attribuirci la paternità della Carta Sconti proposta dall’UDS.
Seconda imperfezione nella critica dell’UDS. La presunta minaccia di veto nella materia in questione, una specie di “o con noi, o la carta non si fa”. In sede di riunione in Consulta, Azione Studentesca si è detta disposta a lavorare ad un progetto comune, e possibilmente condiviso, di Carta Giovani con la Consulta stessa, con le altre organizzazioni studentesche e con i singoli studenti. Tanto da affermare che nel felice caso di approvazione del nostro progetto da parte della Consulta - con i naturali perfezionamenti - non avremmo avuto nessuna gelosia a che tale progetto sia presentato a nome della Consulta stessa.
Riteniamo che la Carta PartecipAttiva sia un bene per gli studenti e per i giovani in generale; non interessa mercanteggiare sul fatto che nella proposta finale della Consulta ci sia più proposta originale di Azione Studentesca o quella di altre parti. Noi abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza, la nostra forza, le nostre intuizioni. Nient’altro.
Chiudo questo mio intervento chiarificatore con una ulteriore considerazione sull’UDS, questa volta non sul loro operato ma sulla loro identità: dall’articolo di giornale si apprende che essi non sono un’associazione di sinistra perché nel loro statuto si dichiarano associazione apartitica. A parte la differenza tra il termine apolitico e quello apartitico nota a tutti, e spero anche al loro Statuto, permangono dei dubbi. Avere la sede in casa della CGIL è una mera coincidenza? Che Guevara, tanto presente nei loro cortei e nel loro abbigliamento, viene sbandierato perché nella sua vita fu un importante rappresentante studentesco? Possiamo considerarli apolitici come da essi dichiarato sul giornale? All’interno dell’UDS sono confusi sulla loro identità o si vergognano di ciò che sono? Comunque sia, non ci fanno una bella figura.
Sara Berlato
Responsabile provinciale Azione Studentesca